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La mostra curata da Alan Aldridge, curatore del libro “The Beatles Illustrated Lyrics” (Il libro delle canzoni dei Beatles) comprende 60 opere originali (illustrazioni, fumetti, dipinti, disegni…) di artisti internazionali in omaggio ai Beatles e alle loro canzoni. Interpretazioni artistiche del messaggio poetico del gruppo che ha cambiato la storia della musica leggera contemporanea e che ha creato uno stile ed una vera e propria cultura.

Artisti internazionali come lo stesso Aldridge, Folon, Erté, Patrick e altri presenti con le loro opere “beatlesiane” raccolte da Aldridge nel 1969 nel suo libro, mai esposte né in Italia né altrove e per la prima volta presentate in un unico contesto.

“Considerare i Beatles, da un punto di vista mondano, come gli esponenti più importanti del rock and roll è alquanto irriverente e senza dubbio inesatto. Se è vero che le loro prime apparizioni hanno suscitato scene senza precedenti d’isterismo collettivo, è anche vero che la loro musica si è sviluppata in un contesto storico-culturale della nostra generazione e della nostra cultura estremamente affascinante. L’idea prima di questo libro mi è venuta quando mi resi conto dell’alto livello musicale e culturale cui i Beatles erano riusciti a elevare il pop.

Intuii per la prima volta la profondità delle loro canzoni nel ’67, a una festa. Era il periodo di Sergeant Pepper. Qualcuno, in quell’occasione mi sussurò all’orecchio che Lucy in the Sky with Diamonds era una canzone su un “viaggio” con l’LSD.

Fui incuriosito, e benchè nella musica popolare l’ambiguità dei testi non fosse una novità, la gamma delle varie interpretazioni dell’album Sergeant Pepper, mi interessò a tal punto che cominciai a leggere tutti i testi delle canzoni dei Beatles cercando o immaginando tutti i possibili significati nascosti.

In particolare fui sconcertato da una frase di Eleonor Rigby: “con indosso il viso che tiene in serbo in una caraffa vicino alla porta”. Questo era surrealismo allo stato puro. E poiché quello del surrealismo era un campo in cui operavo allora come illustratore, decisi, nella mia assoluta ingenuità, di intervistare Paul McCartney, autore di quel verso.

Risultato: un articolo illustrato con miei disegni, che al suo apparire provocò una valanga di lettere di ammiratori.

Questo fatto mi convinse definitivamente a dare il via al mio libro sulle migliori liriche dei Beatles.

Del celebre complesso sono uscite, complessivamente, qualcosa come cent’ottanta canzoni. Molte delle prime composizioni, però, si ripetono parecchio nell’argomento, e certo non avrebbero potuto fornire lo spunto per sostanziali differenze nelle illustrazioni. Fu questo il motivo per cui, al momento della scelta, le eliminammo. Spedimmo quindi l’elenco delle canzoni prescelte a 43 collaboratori, chiedendo loro di indicarci quali avrebbero desiderato illustrare. Ironia della sorte ! Quasi tutte le canzoni che avrei voluto illustrare io erano state scelte da altri; ma poco male !

Il libro “The Beatles Illustrated Lyrics” vuol avere, per l’occhio e la fantasia, la stessa piacevole funzione che un album dei Beatles ha per l’orecchio.

E’ stimolante per un artista, scegliere una poesia e illustrarla. Naturalmente in questo campo esiste già una lunga tradizione: da sempre gli artisti si sono cimentati con brani della Bibbia o di poemi. Noi invece abbiamo provato con le canzoni dei Beatles. In un certo senso anche loro sono una religione: le loro parole e ciò che essi rappresentano accendono chi li ascolta. Personalmente, posso affermare che le canzoni dei Beatles (parole e musica) sono un fantastico trampolino di lancio per l’immaginazione. Non importa quanto buona o quanto cattiva sia la loro poesia, importa, invece, il suo linguaggio, che è un linguaggio universale, tale da renderla profondamente viva e stimolante. I testi delle canzoni hanno fatto da catalizzatore per la fantasia dell’artista. Ne sono scaturite illustrazioni diverse: alcune molto fantasiose, altre piuttosto ardite. Forse è successo perché non ho afferrato subito il significato delle canzoni.

Resto sempre sconcertato per esempio, dal numero di persone che ascoltano Hey Jude senza capirla. E devo ammettere che sebbene abbia letto molto attentamente e più di una volta tutti i testi, non posso dire onestamente di averli capiti fino in fondo. Il mio desiderio è che il mio libro sia molto più che una semplice scelta antologica di disegni per le canzoni dei Beatles: io lo vedo come una specie di illustrazione degli anni sessanta.

Tra i dilettanti abbiamo fatto un’ampia pubblicità. Ci è arrivata una gran quantità di pregevoli disegni, delle tele di circa due metri fino a piccoli schizzi a matita come le immagini di John e Yoko. Abbiamo ricevuto anche una valanga di lettere piene di insulti…cosa che non mi era mai accaduta. Immagino che sempre, quando c’è tanto amore per qualcosa, ci debba essere anche molto odio.

I Beatles e la loro musica hanno colto il ritmo del mondo d’oggi. E io credo che le illustrazioni di questo libro aiutino a evidenziare il contributo che essi hanno saputo dare allo stile della loro generazione”.

Alan Aldridge



BREVE BIOGRAFIA

Alan Aldridge ha rivoluzionato l’illustrazione e il disegno nei “ruggenti” anni ’60. Il suo talento nella grafica è stato radicale e diffuso come quello dei Beatles in musica. Ha prodotto le straordinarie “life masks” di Ringo Starr come Yellow Submarine e di Paul McCartney come Eleonor Rigby per l’album dei Beatles Revolver.
Nel 1967 è diventato consulente della Beatle Apple Corps (Società del gruppo di Liverpool) e ha creato il libro che ha venduto milioni di copie “The Beatles Illustrated Lyrics”.
Ha disegnato The White Album ed è stato nominato Primo Artista del Mondo dai giapponesi.
Nel 1971, a 27 anni, è andato in pensione.


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