CaffèEuropa.it si è trasferito su Reset.it

Caffè Europa - Attualita'

Caffe' Europa
Attualita'



I workshop della conferenza



a cura di Odette Hassan



Articoli collegati:
Cosa c'è nel nostro piatto
Cosa pensano i consumatori
I workshop della conferenza


Quella che segue è una sintesi dei workshop che hanno fatto parte della Seconda conferenza nazionale per l’educazione alimentare promossa dal Ministero della Pubblica Istruzione, dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e dal’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione)

Workshop 1. Educazione e prevenzione nella scuola: problematiche su cui intervenire

L’educazione alla salute è definita come ogni attività intrapresa da organizzazioni che abilita un individuo a comprendere e a prendere decisioni sulle questioni e circostanze che influiscono sulla salute. Nell’età evolutiva questo dovere è a carico della famiglia, della scuola, della società.

La salute non può essere a carico del solo sistema sanitario: la promozione alla salute necessita dell’azione coordinata di diversi attori sociali: governo, enti economici, autorità locali e industria: in particolare è necessaria un’alleanza con il settore della ristorazione.

La promozione alla salute agisce attraverso azioni concrete ed efficaci nello stabilire priorità, prendere decisioni, pianificare strategie e implementarle per costruire, raggiungere e mantenere uno stato di salute ottimale personale e sociale. Essenziale in questo processo è il ruolo della scuola quale comunità organizzata e competente.

La scuola, dove esistono competenze diffuse e idonee, può offrire tramite percorsi educativi e didattici adeguati l’opportunità di raggiungere e interagire con continuità con bambini e adolescenti per un arco evolutivo dai 3 ai 18 anni. Tali percorsi andrebbero completati con un programma integrato di ristorazione scolastica a sfondo educazionale.

La popolazione infantile di età tra 2 e 11 anni è il target prioritario per una strategia di prevenzione primaria. Dovrebbe essere promosso il mangiare sano e l’attivita’ fisica e non la dieta come terapia impositiva per evitare d’innescare cronic dieting e DCA.

In ambito scolastico le problematiche di maggior rilevanza sono principalmente costituite da obesità, sedentarietà e comportamenti alimentari incongrui


L’obesità dell’età evolutiva

L’obesità infantile coinvolge aspetti genetici, nutrizionali, relazionali, di attività fisica e fattori socioeconomici. Il metodo per la diagnosi dell’obesità dell’età evolutiva è quello del Body Mass Index (BMI). Il cut-off point per la diagnosi di OEE corrisponde al 97° centile per l’obesità e al 90° per il sovrappeso. Una diagnosi precoce è importante poiché quanto più a lungo l’OEE dura, tanto meno facilmente regredisce. L’OEE può continuare nell’età adulta e costituisce fattore di rischio per diabete, malattie cardiovascolari e tumori.

La prevalenza in Italia dell’obesità dell’età evolutiva (OEE) mostra valori che la rendono un problema di sanità pubblica.

I contenuti di un intervento di prevenzione

L’educazione alimentare viene proposta come ambito multidisciplinare per migliorare il livello di conoscenza e per modificare le abitudini attraverso interventi di educazione al gusto, integrati alla refezione scolastica.

Gli interventi mirati alla modifica delle abitudini alimentari dovrebbero essere finalizzati alla riduzione dell’assunzione di grassi animali, all’incremento del consumo di frutta, verdura e legumi; a sensibilizzare gruppi di popolazione nei confronti di una corretta razione alimentare. Per i bambini a rischio due messaggi essenziali: essere più attivi e mangiare più sano.

Nelle situazioni formative di educazione alimentare, le famiglie devono assumere un ruolo attivo. Deve essere facilitato il coinvolgimento dei bambini nella preparazione dei pasti. Occorre sottolineare l’importanza dell’apparecchiamento, del mangiare insieme e della condivisione delle regole a tavola.

I metodi

Nei progetti di educazione alimentare è necessario entrare criticamente nel merito del tipo di informazione da erogare. Molta cura va posta alla segmentazione del target: è necessario quindi utilizzare canali e materiali differenziati, utili per il passaggio dalla fase di informazione alla fase di conoscenza e di modifica dei comportamenti. Dovrebbero essere opportunamente selezionati i messaggi dei media e accuratamente vagliati i meccanismi per determinare l’efficacia, la frequenza dell’attività, le risorse materiali e immateriali disponibili. Occorre anche prevedere un appropriato intervento per gruppi etnici e religiosi.

Gli interventi educativo-formativi non dovrebbero essere esperienze puntiformi, ma continuative e strutturali, come peraltro già reso possibile dalla normativa vigente. Dovrebbero comprendere in un disegno preventivo misurabile reti di scuole che costituiscano una coorte di popolazione epidemiologicamente significativa.

In sintesi le fasi fondamentali dell'intervento sono: analisi dei soggetti destinatari dell’intervento e della situazione sociale in cui vivono, individuazione degli obiettivi del processo formativo, progressione delle competenze e contenuti essenziali, pianificazione e selezione della strategia, selezione di canali e materiali, sviluppo dei materiali ed esperienze pilota, realizzazione, valutazione di efficacia, retroazione e affinamento.


L'attività fisica

L'attività fisica concorre a mantenere uno stato di salute ottimale a tutte le età; è importante per il controllo del peso corporeo, riduce il rischio cardiovascolare, contribuisce alla formazione e alla conservazione della massa ossea, aumenta l'efficienza articolare e il tono muscolare, promuove l'autostima e l’immagine positiva del sé, migliora il tono dell'umore. La diffusione della pratica dell’attività fisica è un problema di cultura e non solo di spazi fisici.

Le cautele

La deistintualizzazione e la medicalizzazione delle abitudini alimentari può essere pericolosa, e i programmi che stimolano l’induzione alla dieta possono avere gravi rischi con modifiche della composizione corporea, weight recicling sindrome, perdita della autostima e depressione indotta da dieta per gli adolescenti. Principio ispiratore fondamentale di ogni intervento dovrebbe essere primum non ledere, poichè significativi effetti non desiderati sono stati osservati in trattamenti incongrui.

E' fondamentamentale una strategia di comunicazione in positivo dei messaggi depurata dal concetto di malattia, compatibilmente con l’esigenza di intervenire sulla malattia stessa. Termini e concetti soggiacenti come obesità, sovrappeso e controllo del peso dovrebbero essere usati con particolare sensibilità, poiché etichettare il bambino/adolescente di per sé lo può porre in una condizione di diversità. Il reclutamento di gruppi a rischio dovrebbe evitare messaggi discriminanti. Dovrebbe essere erogato supporto psicologico per aumentare l’autostima e prevenire i disturbi dell’immagine corporea.

Gli attori dell'educazione alimentare

Formatori

Un ruolo molto importante, per garantire il successo delle iniziative a livello scolastico, è svolto dagli insegnanti. La loro collaborazione richiede una preparazione idonea e un diretto coinvolgimento nella impostazione e realizzazione del progetto educativo. Dovrebbe essere previsto l’accreditamento dei formatori come veicolo di cultura specifica e dovrebbe essere facilitata l’acquisizione di una mentalità orientata al progetto e alla gestione “sul campo”, anzichè al semplice svolgimento di un compito o di un programma. La formazione dei formatori dovrebbe essere compito di società scientifiche e/o istituzioni certificate ECM.

Famiglie

Nonostante negli ultimi anni si sia accentuato il fenomeno di delega alle istituzioni formative - scuola in testa - da parte delle famiglie, riguardo ai compiti relativi all’educazione dei giovani, la famiglia va considerata un potente alleato nel tentativo di modifica dello stile di vita. Per inverso l’obesità del bambino spesso non viene riconosciuta all’interno della famiglia. L’incapacità della famiglia obesa di riconoscere il problema porterà al fallimento degli interventi sanitari pubblici perché non ritenuti necessari, ma addirittura dannosi per la salute.

Ristorazione scolastica

La ristorazione scolastica rappresenta uno dei servizi più importanti per la collettività ed è l’ambiente più adatto per una creativa socializzazione, nonché sede opportuna di diffusione di una nuova cultura alimentare, da impostare sull’esperienza diretta degli utenti. che possono essere stimolati a partecipare con entusiasmo quasi fosse un gioco. Attraverso la ristorazione è possibile l’ampliamento degli orizzonti alimentari anche per emulazione. Altre valenze sono l’ educazione al gusto, il contatto con le diversità etniche e religiose e con le diversità alimentari per allergia o intolleranza.

Lo strumento che può portare a unità le molteplici soluzioni dei problemi specifici e generali del servizio ristorazione scolastica è la Carta dei Servizi che rappresenta la sintesi delle esigenze dell'utenza e la capacità del gestore di aderirvi in termini dinamici e verificabili anche da parte delle competenti autorità.

Workshop 3. Contenuti, mezzi e canali per l'informazione alimentare nelle scuole

Il gruppo di lavoro, in sintonia con il protocollo di intesa siglato il 20 settembre 2000 dal Ministro della Pubblica Istruzione, dal Ministro delle Politiche Agricole e Forestali e dal Commissario Straordinario dell'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, che condivide pienamente, propone:

1. una Conferenza Nazionale per l'Educazione Alimentare a scadenza biennale, che abbia linee di indirizzo (esempio: sicurezza degli alimenti, valorizzazione delle produzioni agro-alimentari). Attorno alle linee di indirizzo tutte le Istituzioni potrebbero privilegiare progetti, iniziative, contenuti, strumenti confacenti.

2. Attivare una banca dati per
- rilevare ció che esiste a livello di territorio regionale e nazionale, per conoscere i vari progetti attivati, espressione di differenti contesti geografici e/o storici;
- mettere in Rete programmi computerizzati che favoriscano le attivitá di educazione alimentare
- creare un efficace collegamento tra scuola, Universitá, associazioni e territorio a livello regionale e a livello nazionale;
- realizzare l'integrazione dei curricula offrendo alla scuola la possibilitá di ampliamento dell'azione formativa;
- socializzare l'esistente.

3. Istituire comitati scientifici che supervisionino I materiali informativi a livello contenutistico.

4. Prevedere la valutazione dell’efficacia e dell’efficienza i ogni progetto o campagna.

5. Favorire progetti propositivi "dalla scuola alle famiglie" che vedano il coinvolgimento degli anziani per il recupero delle tradizioni.

6. Favorire visite alle aziende di produzioni "certificate" di qualitá per evidenziare il legame che esiste tra qualitá del cibo e qualitá dell'ambiente in cui si vive.

7. Implementare percorsi nel territorio quali le fattorie didattiche, che favoriscono esperienze complesse ricche di emozioni e di sensazioni corporee; itinerari riguardanti le attivitá dei sensi a livello visivo, olfattivo, gustativo, tattile poichè oltre alle conoscenze sono anche i sensi che condizionano le scelte alimentari e i comportamenti alimentari.

8. Auspicare per le mense scolastiche una "raccomandazione giuridica" in cui le gare di appalto, alla luce della legislazione vigente e della giurisprudenza, contemplino non solo la possibilitá di legare la valutazione economica dell'offerta alla qualitá dei prodotti, ma di tener conto anche dei gusti e delle tradizioni locali, quindi la scelta degli alimenti tipici deve essere orientata, sostenuta ed aiutata.

9. Attivare la "settimana o le giornate dell'Agricoltura e dell'Alimentazione" che coinvolga intorno alla scuola gli Enti e le Istituzioni del territorio, le Associazioni dei Consumatori e dei Produttori, quelle Ambientaliste, le famiglie e la cittadinanza in senso lato.

10. Incrementare le risorse economiche per l' Educazione Alimentare.

Workshop 2. Educazione alimentare, informazione e disinformazione attraverso i media;

Workshop 4
. Contenuti, mezzi e canali per l’informazione alimentare nella società

I due gruppi di lavoro che hanno affrontato i temi dell’informazione alimentare nella società, intesa come universo dei suoi componenti e considerata nella molteplicità dei ruoli degli stessi, evidenziano i seguenti principali aspetti emersi nella discussione, unitamente ad alcune proposte operative.

_ Il consumatore, oggi più attento e in grado di percepire i rischi/benefici dei prodotti alimentari e dei loro processi produttivi, chiede informazioni e garanzie sul cibo soprattutto alle Autorità e alle Istituzioni competenti.

_ Viene riconosciuto utile che i contenuti delle iniziative di informazione per il consumatore riguardino non solo le caratteristiche nutrizionali e salutistiche degli alimenti ma anche quelle organolettiche (sfera sensoriale), insieme alle valenze di tipicità e di qualità caratteristiche del patrimonio enogastronomico italiano.

_ Le organizzazioni dei consumatori richiedono di avere una informazione più affidabile attraverso le etichette e di poter disporre di prodotti controllati e certificati. Tale informazione non deve riguardare il solo prodotto finito, ma anche la sua storia (tracciabilità). Le organizzazioni stesse ritengono inoltre che i test comparativi possano rappresentare uno strumento efficace su cui investire, unitamente alle iniziative di educazione.

_ Le etichette dei prodotti alimentari devono essere semplici, chiare, di facile lettura e comprensione (con uso di termini del linguaggio corrente), per poter costituire un valido strumento di informazione per il consumatore.

_ L’industria alimentare è disponibile a collaborare con tutti gli altri attori per mettere a disposizione dei consumatori alimenti sicuri, di qualità e a prezzi contenuti, anche nella forte convinzione che i marchi sono il vero patrimonio del settore.

_ Il mondo della pubblicità ribadisce l’esigenza che i messaggi, ancorché efficaci, persuasivi e anche allettanti, si mantengano, nel campo alimentare più che in ogni altro, sempre nella sfera della più rigorosa correttezza. Qualora ciò non avvenisse si è concordi sulla necessità di intervenire in maniera tempestiva.

_ A questo proposito l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, pur riconoscendo la particolare insidiosità di taluni messaggi relativi ad alcuni settori alimentari (integratori e prodotti dietetici), rileva la bassa incidenza delle pronunce di sentenze di condanna nei riguardi di messaggi che pubblicizzano gli alimenti propriamente detti.

_ In ogni caso viene sottolineata la opportunità che i provvedimenti del Garante della Concorrenza e del Mercato, nonché quelli del Giurì dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, trovino maggiore visibilità sui mass-media, onde garantire loro un’efficacia preventiva.

_ Il mondo sanitario sottolinea l’esigenza di migliorare la qualità dei diversi canali informativi del settore. Questo obiettivo può essere raggiunto in particolare attraverso i Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, attraverso le strutture ospedaliere (con l’attivazione dei Servizi Speciali di Nutrizione) e soprattutto attraverso l’attività dei medici di famiglia, quali soggetti che possono efficacemente interagire con le varie fasce di popolazione. Per i medesimi obiettivi si rende necessario implementare i curricula universitari dei medici e dei tecnici di sanità con la formazione in nutrizione.

_ I rappresentanti del mondo dei media riconoscono la necessità di migliorare gli aspetti etici della comunicazione nonché la grande portata delle relative ricadute sui comportamenti e sulla salute. A tal fine indicano il conseguimento di una maggiore specializzazione dei giornalisti che si occupano di questioni medico-scientifiche come la via più efficace per migliorare la situazione.
Gli stessi rappresentanti dei media sottolineano anche la necessità che Ministeri e Istituzioni mettano in atto una costante strategia per la comunicazione. Il primo passo dovrebbe essere la costituzione di strutture permanenti (come ad es. Uffici Stampa) che fungano da punti di riferimento per gli operatori dell’informazione e che attuino anche autonome iniziative di diffusione delle notizie, quando ne ravvedano l’opportunità.

_ Infine viene auspicata la costituzione di una “Unità di informazione sugli alimenti e la nutrizione” gestita dall’INRAN e dall’ISS con l’obiettivo di porre a disposizione di tutti (medici, giornalisti, insegnanti, consumatori, ecc.), tramite un sito Internet, le informazioni relative alla sicurezza degli alimenti e al ruolo nutrizionale degli stessi, in una ottica di promozione della salute. Tale Unità dovrà avvalersi della collaborazione di una rete di esperti appartenenti agli Enti di Ricerca e alle Università del nostro e di altri Paesi.


Articoli collegati:
Cosa c'è nel nostro piatto
Cosa pensano i consumatori
I workshop della conferenza

Vi e' piaciuto questo articolo? Avete dei commenti da fare? Scriveteci il vostro punto di vista cliccando qui

Archivio Attualita'


homearchivio sezionearchivio
Copyright © Caffe' Europa 1999

Home | Rassegna italiana | Rassegna estera | Editoriale | Attualita' | Dossier | Reset Online | Libri | Cinema | Costume | Posta del cuore | Immagini | Nuovi media | Archivi | A domicilio | Scriveteci | Chi siamo