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Le Nouvel Observateur 24 aprile 1999/ Apple: iMac con i giorni contati?

Raffaele Oriani

 

Due concezioni della Nato si sono fronteggiate secondo il Nouvel Observateur al vertice di Washington che ha festeggiato i primi cinquant’anni di vita e di successi dell’Alleanza. Da una parte l’America contraria a ogni ipotesi di difesa autonoma europea e decisa a portare avanti il progetto di una Nato che si sostituisce all’Onu nella risoluzione delle controversie internazionali; dall’altra gli europei che da anni soprattutto su spinta della Francia abbozzano progetti di difesa continentale e vorrebbero che l’intervento in Kossovo non costituisse un precedente ma un’eccezione nella deroga ai doveri e i diritti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Ha prevalso la linea americana e questo perche’ la guerra nei Balcani ha dimostrato per l’ennesima volta che il peso militare ed economico dell’Alleanza grava essenzialmente sulle spalle degli Stati Uniti che possono quindi relegare gli alleati europei al ruolo di comprimari. A restarne scottati sono soprattutto i francesi, mentre i britannici hanno riscoperto la loro piena sintonia con i cugini americani e i tedeschi sembrano ancora prigionieri del terrore di vedersi abbandonati dai tutori d’oltre Atlantico.

Miracolo iMac: un’azienda in crisi, un modello informatico che sembrava aver fatto il suo tempo, la supremazia Microsoft inattaccabile piu’ che mai. E’ bastato il ritorno di Steve Jobs alla guida della Apple e ne e’ uscito un computer venduto in dieci mesi in piu’ di un milione di esemplari. Ma e’ davvero il successo che sembra? L’iMac si vende soprattutto grazie al design, e secondo il Nouvel questo sara’ a breve probabilmente il problema: il design informatico non resiste infatti piu’ di qualche mese e le forme dell’iMac sembrano fatte apposta per fare scalpore e brillare intensamente per una sola stagione. Tanto piu’ che alla prova dei fatti e dei chip l’iMac non regge il confronto con la concorrenza: e’ lentissimo nello scaricamento dalla Rete e nel far girare i programmi piu’ comuni come Word, non ha lettore di dischetti, ne’ lettore DVD. Inoltre ha limitatissime capacita’ di espansione che non permettono nemmeno l’installazione di una scheda grafica supplementare. L’iMac rischia insomma di esaurire l’appeal con l’esaurimento della gamma cromatica e della prima serie di prodotti: quando il prossimo giugno apparira’ il nuovo portatile la Apple avra’ sparato tutte le sue cartucce e il computer top model probabilmente non ci mettera’ molto a diventare uno splendido oggetto di modernariato.

 

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