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Vita e opere di Mr. Bin



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Dalla tragica data dell’11 settembre scorso, la ribalta e’ quasi completamente occupata da lui, Osama Bin Laden: per alcuni l'incarnazione del male, per altri un ex alleato degli americani che si e’ poi rivoltato contro la mano che lo aveva armato in tempi non sospetti, per chi non lo conosceva prima, una sfavillante “new entry” nella classifica dei cattivi piu’ cattivi di tutti i tempi.

Non passa giorno che non si pronunci il suo nome, non solo in TV o per radio: lo si usa gia’ nel linguaggio corrente per definire una persona particolarmente odiosa, l’autore di un’azione scorretta, o semplicemente il colpevole di qualche “disastro”. Mi si e’ rotto il computer, ho perduto il telefonino, non trovo l’agenda, mi hanno rubato la macchina? “Sara’ stato Bin Laden”.

Ieri mattina, al bar, un operaio chiedeva al barista di mettere “un po’ d’antrace” nel caffe’ che stava portando a un collega (il quale, presumibilmente, non doveva essergli troppo simpatico). Non so se questa capacita’ di impossessarsi dei personaggi o delle situazioni negative per applicarle ironicamente nel proprio quotidiano sia caratteristica peculiare degli italiani. Probabilmente capita un po’ a tutti, magari in forme diverse; ad ogni modo, che si abbia voglia di scherzarci o meno, questa “presenza ingombrante” impone almeno qualche minuto di letture un po’ piu’ approfondite.

La Rete, in questo senso, e’ assai generosa di notizie: il che puo’ essere utile soprattutto per dare al personaggio uno sfondo piu’ completo e complesso di quanto non possa suggerire la mimetica.

Partiamo quindi dalle informazioni base:

Chi e’ e cosa vuole Bin Laden? (ingl)
Curato della PBS (Public Broadcasting Service)- organizzazione non profit americana impegnata nella produzione di programmi TV di qualita’- il sito raccoglie molte interviste, immagini e biografie piu’ o meno autorizzate del “nemico pubblico n.1” (come titolo’ pochi mesi fa la copertina di Internazionale). C’e’ anche la storia di due terroristi del suo entourage, coinvolti negli attentati alle ambasciate USA in Kenya e tuttora latitanti. Tutto corredato da video e link ad articoli del New York Times.

Dal Washington Post, “Il mondo di Bin Laden” (ingl)
Dossier interattivo essenziale e ben costruito, con mappe, immagini e link per approfondire la conoscenza del personaggio. Ci sono anche le due dichiarazioni di “guerra santa” emanate da OBL negli anni scorsi.

Dalla BBC (ingl)
Un altro profilo dell’uomo che rischia di diventare un mito per molti giovani nel mondo islamico. Qui veniamo a sapere che e’ “timido e riservato” e che ha almeno tre mogli.

Osama e i suoi 55 fratelli (ital)
Da RaiNet News 7x7: le vicissitudini del clan Bin Laden, in particolare del fratello Khalil, console onorario del Brasile, e un breve ritratto del padre, Mohamed Awad Bin Laden, self made man saudita che arrivo’ ad essere il costruttore piu’ celebre e facoltoso del paese. Nella sezione multimedia troviamo un paio di video su OBL e sulla sua creatura, il network terroristico “Al Qaeda” (“la Base”, o “la Rete”).

Il fascino mediatico dello sceicco in mimetica (ingl)
Dal Guardian, una panoramica sulle reazioni del mondo arabo ai proclami di Bin Laden. Grazie ad una efficace strategia comunicativa, dopo l’inizio dei bombardamenti USA-UK sull’Afghanistan, la causa del leader di “Al Qaeda” si sta guadagnando una larga fetta di simpatizzanti.
Interrogativo il finale: cosa succederebbe se Bin Laden venisse infine ucciso? Molto probabilmente per molti fondamentalisti diventerebbe un martire e un esempio da seguire. Se invece venisse catturato e processato, il paese che si trovasse a ospitare tale processo sarebbe inevitabilmente esposto alla minaccia di attentati terroristici. Difficile fare previsioni.

Bin Laden mago della steganografia?
Ovvero dell’arte di nascondere comunicazioni “in codice” all’interno di messaggi apparentemente innocui: Wired aveva esplorato questa eventualita’ in un articolo del febbraio 2001, parlando anche degli specifici software disponibili all’uopo.
Che i terroristi abbiano o meno utilizzato questo genere di tecnica ancora non si sa: certo e’ che sono riusciti nel loro intento anche grazie alla moderna tecnologia. Il che aggiunge notevoli preoccupazioni ai segugi dell’FBI.

Bin Laden, yesterday (ingl)
La prima intervista concessa dallo sceicco a un giornalista occidentale, Robert Fisk, e apparsa sull’Independent nel 1993: si passa dal racconto della guerriglia contro i sovietici in Afghanistan alle attivita’ di costruzione di strade in Sudan. Qui le mogli sarebbero quattro.
''Non ho mai avuto paura della morte. Come musulmani, crediamo nel paradiso. E prima della battaglia, Allah ci manda la seqina, la tranquillita’”. A proposito del sostegno ricevuto dagli USA nel conflitto contro l’URSS: ''Personalmente ne’ io ne’ gli altri fratelli abbiamo mai avuto prove tangibili dell’aiuto degli americani”.

La banalita’ del male (ital)
Igor Man, dalle pagine web de Il Nuovo.it cita l’intervista di Fisk e ripercorre le fasi del curriculum del “principe del terrorismo”, sottolineando il fatto che “ non di rado nella Storia le imprese piu’ gigantesche, buone o malefiche, vengono compiute con pochi mezzi e tanta fortuna da semplici Carneadi” e che prima dell’invasione sovietica in Afghanistan, Osama non era altro che “il figlio di un palazzinaro”.
Di un palazzinaro molto ricco, potremmo aggiungere: volendo poi scomodare Brecht, potremmo anche notare che e’ abbastanza difficile che un uomo ricco difenda la causa dei popoli in difficolta’, in mancanza di un vantaggioso tornaconto personale. Quindi, attenzione a considerarlo il “Che Guevara” del popolo islamista, come si e’ sentito dire in TV poco tempo fa…


Documenti scottanti … e “grandi idee” da brevettare (ingl)
Da “smoking gun.com”, estratti da documenti della CIA e altre pagine “calde”, estratte e tradotte da manuali usati dai terroristi. I creatori del sito giurano sull’autenticita’ del tutto.
Il sito riporta anche documenti sulla corsa al “Trade Mark” che si e’ scatenata per accaparrarsi i diritti su nomi, possibili titoli e slogan riguardanti Bin Laden e l’attentato al WTC. Del resto, abbiamo visto come siano state rapide alcune “menti creative” nella produzione di T-shirt e altri gadget piu’o meno truculenti sull’argomento… business is business, dopotutto.
http://www.thesmokinggun.com/doc
_o_day/doc_o_day.shtml
 

C’e’ ancora posto sul Web?
Sempre a proposito di registrazioni, il dominio “binladen.com” e’ gia’ stato acquisito da una societa’ USA che probabilmente provvedera’ a rivenderlo al miglior offerente, ammesso che ve ne sia uno: digitare per credere http://www.binladen.com/ 
Idem per http://www.osama.org/  e http://www.osama.net/  , anche http://www.osamabinladin.com/  e http://www.binladin-international sono gia’ “occupati” da societa’ similari. Chi ne avesse voglia puo’ continuare la ricerca …

Wanted! (ingl)
Dal sito FBI: Bin Laden figura nella classifica dei 10 ricercati piu’ ricercati del mondo. Qui apprendiamo tutti i nomi con i quali e’ conosciuto: Usama Bin Muhammad Bin Ladin, Shaykh Usama Bin Ladin, the Prince, the Emir, Abu Abdallah, Mujahid Shaykh, Hajj, the Director.

Bin Laden malato? (ingl)
La notizia e’ del marzo scorso, riportata da Asiaweek e ripresa da ABC news: gravi problemi di reni e fegato affliggerebbero lo sceicco saudita tanto da spingere i suoi in giro per i paesi del Medio Oriente alla ricerca dei macchinari necessari per la dialisi.

Tutto vero, e’ malato e anche depresso… (ital)
…perche’ ossessionato dall’idea di essere tradito: questo afferma il profilo stilato da stringer.it, mensile di informazione sul subcontinente indiano, che nel suo sito offre anche altre interessanti notizie in italiano e inglese sia sull’Afghanistan che sul Pakistan di Musharraf.
Troviamo anche una recente intervista  al comandante Ahmed Shah Massud, leader militare dell’Alleanza del Nord, ferito mortalmente in un’imboscata poco prima dell’11 settembre: “Ho detto che Osama Bin Laden è un criminale e non è facile per me, che ho dedicato la mia vita alla Jihad, affermare questo”.

L’assassinio di Massud: il mandante e’ Bin Laden (ital)
Dalla CNN italia, un articolo del 12 settembre scorso, in cui si dubita ancora della morte del leader dei mujaheddin ma si dubita poco su chi abbia ordinato l’agguato.

 



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