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Jenny McCarthy: la leggenda di una pupa post-femminista

Anselma Dell'Olio

 

Certo che gli Stati Uniti ne producono di contrasti. Da una parte spunta la ventitrenne Wendy Shalit, una teorica neo-femminista che ha scritto un libro di successo intitolato: Return to modesty, in cui propone alle donne un ritorno al pudore come arma controcorrente e per civilizzare i maschi e imporre regole meno sfavorevoli alle donne di quelle imposte dalla Rivoluzione Sessuale. Dall’altra la biondissima e spudoratissima Jenny McCarthy, sua quasi coetanea, una bomba sessuale che propone l’uso ironico e paradossale della seduzione aggressiva per raggiungere lo stesso scopo: prendere il potere nella battaglia con i maschi, prendendoli per il sedere. Mentre la Shalit e’ una intellettuale serissima con credenziali neo-conservatrici, la McCarthy e’ gioiosamente proletaria (madre bidella, padre metalmeccanico), e dopo aver rinunciato a diventare infermiera, ha fatto la commessa in una salumeria. Lanciata dalle foto nude su Playboy, di cui e’ stata coniglietta del mese e poi dell’anno, (Jenny e’ di Chicago, sede della rivista) ha sfondato con un programma sulla MTV chiamato Singled Out, in cui smaneggiava assatanati giovanotti a caccia di femmine appetibili, rovesciando i ruoli tradizionali.

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Era lei l’aggressore, lei che allungava le mani e palpava; scopriva il gioco e lo dominava. E mentre la Shalit pronuncia pii desideri anziche’ prove convincenti che l’arma del pudore funzioni, la McCarthy ha soggiogato quei maschi tontoloni - due milioni di spettatori, che per la MTV sono un’enormita’ - facendo il verso ai comportamenti piu’ triviali e lascivi del Sesso Forte. Decine di siti Internet inneggiano alla sua simpatia e alla sua bellezza, e massima incoronazione del mito - si parla di un frequentatissimo sito anti-McCarthy chiamato "I hate Jenny", che pero’ risulta introvabile da chi scrive; Madonna Louise Ciccone e’ sicuramente una sorella maggiore, una Marilina pero’ con i muscoli bionici al posto delle curve. La spavalda dichiarazione di essere un "boy toy", un giocattolo per ragazzi, impone un minaccioso clima da dominatrix intorno a lei, anziche’ di surreale slapstick alla Hellsapoppin. Madonna si prende maledettamente sul serio, e solo a lei e’ concessa una sarcastica consapevolezza: La cantante di Detroit (anche lei una cattolica del Middle West come Jenny) non ammette complicita’ - solo sudditanza. Insomma con lei c’e’ poco da ridere. Lei aspira all’Arte con la "A"maiuscola. Infatti prima di diventare famosa,l’ex-(?) Material Girl frequentava i salotti artistici piu’ a la page di New York, come quello del gallerista Larry Gagosian, e faceva coppia con il graffiti-artist dannato Jean Michel Basquiat, mentre Jenny vendeva salsicce a Chicago

E’ estremamente rara la bellezza comica, per non parlare della bellezza sexy-comica, che vince e seduce (e fa ridere) sfottendo non tanto o non solo la propria procacita’ quanto l’idea stessa della bambola strizzabile usa-e-getta e l’ansimante desiderio del maschio in overdose di testosterone di averne una tutta per se’. Bisogna risalire agli anni Trenta e le Vamps svitate delle indimenticabili Screwball Comedies americane per trovare precursori: Rosalind Russell, Myrna Loy, Carole Lombard, e la piu’ somigliante a Jenny, Jean Harlow. Tutte bellissime donne che pero’ recitavano in commedie da attrici comiche, anziche’ come personaggi comici, maschere comiche. E mentre le prime tre erano d’aspetto aristocratico, solo la Harlow, come Jenny, era una sexy-demotica. La McCarthy sembra una versione aggiornata di una classica maschera da Commedia dell’Arte, monella dalla agressivita’ ritualizzata e spassosa, serva-padrona che sbeffeggia il Maschio Omnipotente, lo strattona, e lo riduce a un amoeba boccheggiante, inebetito schiavo d’amore.

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Jenny piace anche per le sue forme rotondette, cosi’ lontane dalla donna-grissino in voga da un secolo. Certo, anche Valeria Marini ha un corpo burroso, ma con una certa fissita’ compiacente che il suo ancheggiare non fa che sottolineare. L’italiana ripropone la omologata figura della trasgressione programmata, mentre l’americana ha una vitalita’ moderna, ironica e autoironica che trascina e fa solletico, e non esiste puramente come proiezione di polverose fantasie maschili. L’ex-Coniglietta dovrebbe piacere molto alle donne, almeno a quelle con il senso dell’umorismo in buon ordine. Lei dichiara di essersi fatta gonfiare il seno a diciotto anni perche’ era piena di complessi, ma consiglia alle ragazzine di non farlo. Chissa’ se questa affermazione e’ parente di quella che soleva fare Carole Lombard, (sposata con Clark Gable, l’idolo delle donne) che in compagnia femminile lasciava cadere, quella furbacchiona, che il marito a letto era ‘scarsino’. Di sicuro il successo di Jenny e’ partito da quel fisico cosi’ sviluppato artificialmente.

Scorrendo il suo curriculum, si scopre che c’e’ un comprimario classico nella breve vita di questa strafottente post-femminista, il quale di buon diritto si colloca nel cast di una Commedia dell’Arte americana: il manager-boyfriend di vent’anni piuu’ anziano e - ebbene si’ - di origine italiana: Il suo nome e’ Ray Manzella, ed ha al suo attivo il lancio della carriera di un’altra coniglietta di Playboy, Pamela Anderson ex e neo Lee. Scalzato dal marito della medesima, ora guida la carriera della McCarthy. Dopo il successo alla MTV, il manager italo-americano ha condotto un’asta tra i networks televisivi, che facevano a gara per accaparrarsi un sit-com con lei protagonista. La Fox, il piu’ innovativo (I Simpsons) voleva lanciarla addirittura come immagine-portavoce della rete. Ma Manzella ha scelto la piu’ tradizionale (nonche’ al primo posto in classifica) NBC. Lo show si chiama (e come se no?) Jenny, e non ha ancora trovato il successo sperato. Jenny, ripulita dagli eccessi dei suoi esordi anticonformisti (ha girato degli spot-tv per un calzaturificio in cui, tra molto altro, la nostra eroina troneggiava seduta su un water), si vedra’ nella prossima stagione se il suo fascino sopravvivra’ all’omologazione. (Pur di rubarla alla Fox la NBC ha commissionato in via del tutto eccezionale ben ventidue episodi). Speriamo che la scelta piu’ conformista si riveli giusta.

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Dopo aver tanto letto sul fenomeno-McCarthy, e’ stata un’apoteosi vederla finalmente in azione durante il programma per la consegna dei Telegatti. . E’ stata un’iniezione di energia esplosiva in quella paludata trasmissione. Ha lanciato un urlo di gioia quando ha saputo che doveva premiare Ezio Greggio e Enzo Jacchetti per Striscia la notizia, di cui era stata gia’ ospite d’onore. Quando i due guardoni delle Veline si sono presentati sul palcoscenico, la nostra ha afferrato la testa di Jacchetti slurpandogli l’orecchio. I due di Striscia, preparati all’assalto, hanno tirato giu' i pantaloni degli smoking per rivelare mutandoni da clown. Lei, per niente spiazzata ha tirato giu’ anche quelli, poi ha calciato via i tacchi a spillo, si e’ alzata la gonna dell’abito lungo da cerimonia, e ha inseguito Jacchetti come un capoufficio insegue la segretaria nei fumetti, mordedogli le natiche e mettendogli le mani dappertutto. Forse era stato preparato lo sketch, ma aveva l’aria della piu spontanea improvvisazione, ed era esilarante.

Lunga vita a Jenny; abbiamo bisogno di figure femminili della sua schiatta. Ora ci si rende conto di quanto se ne sentiva la mancanza. Ammiro molto Madonna, donna che senza pigmaglioni si e’ creato un impero dello spettacolo planetario. Magari ce ne fossero altre come lei. Ma la coriacea cantante e’ soprattutto benefattrice di se’ stessa, mentre i comici come la McCarthy sono i benefattori dell’umanita’.

 

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Jenny Mc Carthy

 

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