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Perché dipingo il volto di mia madre



Licia Sanna con Simona Dolari




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Quante donne si incontrano nei suoi quadri Licia, ma ci piacerebbe conoscere qualcosa di più di loro, le sue "regine", e di lei "che fa quadri". Io so abbastanza bene che non ama parlare di sè e concordo totalmente sul fatto che sono le sue creazioni a svelare una parte del suo mondo e del suo essere, ma perché non concederci un piccolo privilegio e raccontarci qualcosa per conoscerla? Sa, è solo la semplice e sana curiosità di chi i quadri li guarda, li studia, a volte li ama, ma non li "fa", e quindi cerca ostinatamente i tanti "perché" che ogni opera cela. Possiamo cominciare proprio dal titolo della sua mostra "Erendira e le altre", cosa c'è dietro questa scelta?

Non è stata una scelta ma un fatto naturale, ci sono le tante "altre" oltre Erendira: come avrà notato, ci sono diversi personaggi femminili e mi sembrava molto opportuno per poterli includere tutti, dando libero sfogo alla mia fantasia senza correre il rischio di andare "fuori tema". E non solo, amo in maniera particolare Marquez e il suo modo straordinario di scandagliare gli interni e i segreti più celati degli animi dei suoi "eroi", a volte così meravigliosi e speciali e a volte così tanto veri e normali. E inoltre lui ama le donne grasse e anch'io ho una certa passione per le corporature un po' abbondanti.

A proposito di personaggi robusti, mi sembra che in maniera abbastanza frequente ritorni il volto di una signora che, a parte copricapi vari, pare essere sempre lo stesso viso, vero?

Si, mia madre; trovo sia un soggetto interessante e curioso pur nella sua estrema semplicità. In realtà, a parte lei, quando dipingo spesso scelgo come protagonisti le persone che mi vivono accanto per poi aggiungere o togliere particolari a secondo del fine che voglio perseguire.

Licia, lei è molto legata alla sua terra, lo si vede e lo si sente, ma alcuni dei suoi quadri mostrano "facce orientali" come nelle due "Elena" o nel "Cinesino", come mai?

Da diverso tempo provo particolare interesse per la civiltà cinese di cui ammiro la millenaria cultura e filosofia, sono affascinata dalla lentezza e dall'innata eleganza che mostrano anche nei minimi gesti, che li fa apparire così lontani dalla velocità di noi occidentali. Per quanto riguarda le due "Elena", si tratta di due ritratti della mia cara amica Elena, coreana; lei è una donna - i cui tratti ho accentuato - splendida ed elegantissima, e mi sono divertita a dipingerla con le uova e una scopa. Il "Cinesino" invece è una reminescenza di quando piccolissima indossavo un costume da giapponesina, un quadro per analogia.

Dall'oriente all'occidente, ritornando a noi e ai suoi quadri, lei ama molto i colori della terra, i gialli, i rossi, i marroni, vero?

Si, l'ocra e il terra bruciata sono i colori che prediligo, sono le tinte con cui inizio un dipinto: parto infatti sempre da una tela molto colorata, su questa base comincio a disegnare con il pennello o il carboncino a seconda della composizione e dello stato d'animo, aggiungendo via via strati di colore fino a raggiungere la tonalità più adatta, questo a volte può essere molto lungo e difficile. La magia dei colori è qualcosa che mi conquista sempre.

La nascita di un dipinto è sempre un momento di intenso lavoro in cui diverse fasi si succedono e a volte si scontrano, è faticoso per lei "fare" un quadro e l'aspetto speculativo cozza mai con quello pratico?

Devo dire che non ho quasi mai grandi problemi nel realizzare quello che voglio dal punto di vista pittorico perché penso per immagini, quindi ho sin dall'inizio ben chiaro quello che farò, a volte cambio qualche dettaglio, ma nell'insieme non mi allontano troppo dalla prima idea. La vera difficoltà è pensare un opera e rendere al meglio il discorso cromatico. Lavoro in totale solitudine e in perfetto silenzio intervallato ogni tanto da qualche opera.

Progetti dopo "Erendira"?

L'aspirazione e l'impegno concreto di realizzare "capolavori"!

Ora basta, Licia ci ha detto qualcosa in più di sé e le persone timide e introverse non vanno interrogate più di tanto e io non lo farò, ma le auguro un grande "in bocca al lupo".

Grazie Simona

 

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