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Da: Giorgio Boratto
A: <caffeeuropa@caffeeuropa.it
Data: Domenica, 13 aprile 2003 13:32
Oggetto: La finestra di fronte e la memoria

Il bellissimo articolo-recensione di Paola Casella su La finestra di fronte, mi ha suggerito questa riflessione: Com'è che non siamo riusciti a trasmettere ai nostri figli una memoria storica? Com'è che abbiamo avuto poco da raccontare della nostra vita passata? I nostri padri di storia da raccontare ne avevano fin troppa, avevano vissuto una guerra, una dittatura; avevano da raccontare della fame e del raggiungimento di un benessere sudato, di una democrazia.

Dovevamo allora parlare ai nostri figli dei loro nonni? Che sbadati, che stupidi siamo stati a volere scordare subito la miseria, a volere diventare presto dei benestanti; ma non nella sostanza solo nell'apparenza di un vivere borghese che nasconde le magagne: i panni sporchi si lavano in casa…E panni sporchi come ritinti e rigirati ne avevamo tanti. E' forse per questo che ora ci sì ritrova al governo Berlusconi, un nuovo ricco, un pescecane degli affari, un modello da sogno americano: tutti in democrazia possono farcela - dicono.

E noi? Non siamo forse capaci di essere tanto ricchi? E' così di rimando i nostri trentenni non storicizzano nulla. Riescono a vedere vecchi i padri senza sapere di loro che frammenti di storia: magari la data di un matrimonio e di una separazione; magari le difficoltà di un lavoro cambiato o di una malattia; per il resto qualche stornello musicale di un festival lontano, qualche inno all'amore e alla libertà. Tempi da modernariato diventati antichi senza spessore. Tempi racchiusi in una radio di bachelite e ottone a far figura in una fiera di vintage.

La verità è quella di una generazione che ha perso, a dircelo poi è uno che è della nostra generazione o almeno quella appena più vecchia: è il capo di un governo che vuole rinnovare tutto, regala sogni di lunga durata come se tutto dovesse ancora iniziare. Ma sono certo che i suoi seguaci non avranno le scarpe sufficienti a percorrere la strada: manca a loro il rigore, la serietà e l'umiltà che fa anche risuolare le scarpe, a essere rispettosi di fronte alla memoria e la storia. Sarà un sollievo per loro fermarsi di fronte ad un dirupo. In ogni caso che stupidi siamo noi.

 


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