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A proposito della Cartolina da Bologna




Qualche numero fa, Caffè Europa ha pubblicato il resoconto di un lettore ( Cartolina da Bologna), Massimo Negri, che raccontava la sua partecipazione a una presentazione tenuta a Bologna da Gianfranco Pasquino. Un altro lettore ci ha mandato il suo commento a quella "cartolina", alla quale Negri ha poi risposto. A seguito, ecco il loro carteggio elettronico.


Mi è molto piaciuta la "Cartolina da Bologna" scritta ed inviata dal Sig. Massimo Negri, piena di rimandi e ricorsi storici, dolcemente ripescati da un passato recente che invece è lontanissimo (ahinoi), ma che l' autore tiene ancorato saldamente all'oggi, senza cedimenti ad un "nostalgismo" di basso profilo. Uno stile e una passione pacata e civile in cui mi sono notevolmente riconosciuto.

Quante volte abbiamo infatti avuto l'accortezza e la presenza - ma sarebbe più giusto definirlo come fa l'autore "dovere morale" - di dare anche solo uno sguardo alla lapide della strage del 1980, oppure anche a quella, emozionante, in Piazza Maggiore, dedicata a chi capì che si doveva reagire a coloro che volevano soffocare la democrazia e i diritti fondamentali di cui noi oggi godiamo (capito ragazzi?). Le città parlano, suggeriscono e interagiscono con noi, se lo vogliamo, se ne abbiamo tempo - magari anche per pochi istanti - se ne sappiamo cogliere gli umori e le presenze e di queste, per l'appunto anche quelle non visibili ....

Anch' io sono infatti un cultore in ordine sparso di:
- libri e prodotti cartacei in genere (una passione disastrosa per le mie tasche) - città storiche
- luoghi della memoria e di un tempo "flaneurianemente" ritrovato.
Non dovrebbe essere difficile trovare il tempo - ogni tanto - per dedicarsi a queste attività, peraltro intimamente connesse l'una all'altra mentre al contrario tutto sembra indistintamente avvolto nella trappola di un tempo obbligato (un non-tempo) scansionato sull'imposizione del consumo e dei consumi.

Ogni città ha le proprie peculiarità e "Bologna la Dotta" non smentisce la sua meritata fama. I libri vivono e pensano (non tutti ovviamente) e l'autore pone con naturalezza i contenuti di quelli citati in connessione attiva con il presente. Assieme a Carlo Cassola, si possono recuperare su meravigliose bancarelle - con il gusto inarrivabile della ricerca e della scoperta - anche edizioni di quegli anni, oggi dimenticate, di tanti altri scrittori italiani che non cito per non annoiare, riscattabili dall'oblio, e che il sig. Negri conosce benissimo. Se poi si continua il tour, il centro di Bologna racchiude le più belle e ricche librerie antiquarie d'Italia che poco o nulla hanno da invidiare a quelle di Parigi. Altro che libri on line!

Per uno scambio-confronto con l'autore dell' articolo, vorrei invece fornirgli la mia visione diametralmente opposta alla sua in merito al parere espresso su Sergio Romano. Anch'io spero, spererei nella crescita di una destra "normale", europea, conservatrice, senza tentazioni e derive cialtronesche e autoritarie come oggi si esprimono nel nostro paese. Eppure anche Romano, raffinato e colto sì, ma pure fazioso e titolare di un revisionismo sottile ma netto, mi appare consono e contiguo a questo schieramento ... Ma è giusto così: meglio avere opinioni diverse e pronte ad una reciproca contaminazione che pensarla in modo pericolosamente univoco.

Mentre mi associo totalmente al bel giudizio su Marco Onofri, dotato di uno sguardo lucido e di una scrittura pari, preziosa e per l'appunto acuta e gentile che è stata - purtroppo - prematuramente sottratta a lui e a noi tutti ...

Arriverdi
Corrado Roncaglia

Risponde Massimo Negri:

Cari amici di Caffe' Europa,

desidero ringraziare il Sig. Corrado Roncaglia per i generosi commenti alla mia "Cartolina da Bologna". Per chi scrive - anche solo per hobby - non c'è soddisfazione più grande di quella di suscitare in chi legge emozioni e riflessioni. Al tempo stesso, per la sincerità che anima questo scambio epistolare, voglio esprimere, spero in forma lieve, il mio dissenso rispetto alla sua esclamazione "Altro che libri on line!".

Per prima cosa, l'affermazione mi ha riportato alla mente una vecchia (ma non superata) Bustina di Umberto Eco su L' Espresso dedicata alla comparsa della videoscrittura. Il celebre semiologo spiegava che il mutare della forma dello scrivere avrebbe influenzato il suo contenuto e che, pertanto, a partire da quel momento, pure i libri non sarebbero stati più quelli di prima, nel male ma anche nel bene.

Pur non scrivendo libri, credo che ognuno di noi provi gli effetti di tale fenomeno. Nel mio piccolo mi accorgo che ormai la maggior parte delle cose le scrivo col computer. La "Cartolina da Bologna", per esempio, mi è venuta di getto in poche ore davanti al pc. Ero partito con l'intenzione di stendere qualche appunto sulla presentazione del libro di Gianfranco Pasquino Il sistema politico italiano (Bononia University Press) ma poi, sull'onda delle emozioni che la giornata bolognese mi aveva regalato, il discorso si è via via beneficamente allargato, prendendo la piega del viaggio nella memoria e, dunque, del racconto. Ne concludo che ognuno ha il proprio stile, si esprime coi mezzi che ritiene più consoni, ma la videoscrittura è stata per molti una innovazione positiva. Oggi, grazie alle e-mail, le persone comunicano di più e le lettere, che sembravano un genere in via di estinzione, godono ora di buona salute.

La seconda cosa che tengo a dire riguarda, invece, una esperienza di "libro on line" cui ho partecipato nell'autunno del 2000. Il già citato Prof. Pasquino ha messo in rete - su un sito apposito della Casa Editrice Laterza - le bozze del testo La critica della sinistra italiana. In tal modo l' autore ha raccolto note e pareri di cui ha poi tenuto conto nella traduzione cartacea definitiva. Forse, coi metodi tradizionali, questa opportunità - aperta a tutti - non sarebbe stata possibile. Voglio dire che se uno studioso dispone di buone idee (la sostanza) si adatta poi al mutare degli strumenti (le forme) e pure i lettori possono trarne qualche giovamento.

Infine penso che nessuno ci toglierà mai il piacere anche tattile di continuare a leggere un buon libro o di scrivere con la penna a stilo o - per estendere il campo - di andare a teatro o al cinema o in un museo o ad un concerto. Anzi, questi momenti possono trarre utilità dalle informazioni disponibili sul Web (interazione tra i diversi modi di fare cultura). A noi il compito, con la frequenza, di assicurare la loro sopravvivenza continuando a coltivare le sane abitudini (e fornendono esempio ai più giovani).

Ultimo ma non minore. Pure Caffe' Europa è una "rivista on line". Nondimeno, mi pare di ottima qualità.

Grato dell'attenzione, porgo cordiali saluti.
Massimo Negri - Casalmaggiore (CR)

 


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