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Baby gang: interniamo i genitori?

Isabella Angius

 

Abbassare la soglia di età sotto la quale non si e' penalmente responsabili. Lo chiede Luigi Ferone, segretario nazionale del Libero Sindacato di Polizia (Lisipo) a proposito delle baby gang. In Inghilterra è così.

Ma non sarà mica che andrebbero vigilati di più i genitori che credono di poter controllare i figli attraverso un cellulare e di educarli all'autonomia con un motorino?

Il neo ministro dell'Interno, Enzo Bianco, sottolinea la necessità di denunciare casi di violenza di minori sui coetanei ma anche il bisogno da parte dei genitori di educare e non giustificare atti come quelli accaduti a Milano e Roma. "Una società di adulti-bambini fieri di allevare bambini-adulti". Spiega la prof. Marina D'Amato docente di sociologia: "Un tempo la famiglia aveva il ruolo di educare e l'educazione aveva formule precise, trasmetteva il senso etico e quello della propria storia: il bambino sentiva di appartenere ad un mondo. Il motto delle famiglie è diventato adesso: vietato vietare".

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Negli ultimi anni più volte i giornali hanno raccontato di bambini protagonisti di atti infami di violenza non solo su coetanei ma anche verso adulti, come avvenuto a Edimburgo a un uomo di 37 anni picchiato a sangue in un parco da un gruppo di teppistelli fra i sette e i nove anni.

Rubare ogni volta che ce n'è bisogno. Ma per fare cosa? Anche per andare a giocare alle giostre. Questa è stata la disarmante risposta che alcuni ragazzi interrogati dagli inquirenti hanno dato per spiegare i loro atti. Alle giostre ci vanno i bambini, normalmente accompagnati dai genitori che cadono dalle nuvole quando la polizia li interroga sui comportamenti dei loro figli. Si offendono con i professori quando viene detto loro che i pargoli, a scuola, non sono capaci di stare seduti e zitti durante la lezione. Membri di una famiglia estranei tra loro, incapaci di comunicare, di offrire spazi, e di dedicarsi tempo.

Casi di adolescenti con un carico troppo forte di aggressività ce ne sono sempre stati. Non sarà tuttavia, che vigilati, curati, educati, e forse internati qualche volta andrebbero i genitori?

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From: "Cesare Pinelli" cpinell@tin.it
To: caffeeuropa@caffeeuropa.it
Subject: Baby gang

Sono interamente d'accordo con Galimberti. Penso che la cosa più importante con un figlio sia tener vivo un circuito relazionale e dargli qualche senso dei princìpi di convivenza collettiva. Al resto provvederanno assai più i nostri comportamenti anche inconsci di genitori che le nostre parole.

Mio figlio ha nove anni e si sta avvicinando all'età dell'adolescenza. Spero di non sbagliarmi.

Cordialmente

Cesare Pinelli, Roma

 

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