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Ecco perche' di terza via c'è ancora bisogno



Anthony Giddens





Questo fine settimana un vasto numero di esperti di politica provenienti da molti paesi si incontrerà a Warren Hause, nel Surrey. Saranno anche presenti diversi ministri laburisti, e direttori di think thanks britannici. Il seminario segna la metà di un programma di discussioni che culminerà in un incontro al vertice di primi ministri e di capi di Stato di centro sinistra che avrà luogo a metà luglio. Il vertice sarà l'ultimo di una serie di incontri "progressisti o di terza via" che negli ultimi anni sono stati tenuti a Washington, Firenze, Berlino e Stoccolma. Questa volta tocca a Londra ospitare l'incontro.

Quando gli incontri al vertice ebbero inizio, sei anni fa circa, la composizione politica degli Stati Uniti e dell'Europa era piuttosto diversa. Alla Casa Bianca c'era Bill Clinton, uno dei più entusiastici sostenitori di questo tipo di incontri. Undici dei quindici paesi dell'Unione Europea erano governati da partiti o da coalizioni di centro sinistra. La terza via - o socialdemocrazia modernizzata - sembrava trionfare quasi ovunque. Adesso la maggior parte di questo scenario appare mutato. Al Governo negli stati Uniti ci sono i Repubblicani, mentre l'Unione Europea è dominata dalla destra. A questo incontro, dunque, i leaders di centro sinistra che restano non faranno che sprecare il fiato?
Per usare un'altra metafora: la terza via è un palla persa?

Assolutamente no, è la mia risposta ad entrambe le domande. I partiti di centro sinistra possono aver perso terreno nei Paesi dell'Unione Europea, ma hanno collezionato una serie di successi altrove. Negli ultimi tempi governi di centro sinistra sono andati al potere nella Repubblica Ceca, in Ungheria e Polonia; e sono stati rieletti in Svezia e in Germania. Tutti stanno seguendo programmi revisionisti pesantemente influenzati dalle idee e dalle politiche della terza via. Lo stesso vale per il nuovo governo del Brasile. Il Presidente da Silva (che sarà presente al vertice) ha abbandonato la più tradizionale retorica di sinistra dei suoi primi tempi in favore di una posizione che assomiglia molto da vicino a quella dei partiti social-democratici europei orientati alla modernizzazione.

I critici dicono che la terza via è vuota di contenuti, che è l'invenzione di medici pietosi. Ma io vorrei ribattere che è vero esattamente il contrario. Il pensiero della terza via è spinto dall'innovazione della politica e dal bisogno di reagire al cambiamento sociale. Le linee guida principali della terza via rimangono coerenti a ciò che hanno sempre rappresentato: ristrutturazione dello Stato e del Governo, per renderli più democratici e responsabili; scossa allo stato sociale, per far sì che sia più in linea con i principali rischi che la gente affronta oggi; accento su alti livelli di creazione di posti di lavoro, ed insieme riforma del mercato del lavoro; impegno per la disciplina fiscale e investimenti nei servizi pubblici - ma solo se congiunti a riforme profonde; investimenti in capitale umano, tanto cruciale per il successo nell'economia della conoscenza, ed equilibrio tra diritti e responsabilità dei cittadini.

I recenti successi elettorali della destra non sono stati il risultato dell'affermazione di una ideologia politica che possa contrastare il pensiero della terza via. Il conservatorismo compassionevole può aver aiutato Gorge Bush a conquistare il potere per il rotto della cuffia, ma sarebbe ben difficile affermare che sia una filosofia politica vera e propria. In Europa, la destra è stata nuovamente spinta con forza al governo in larga misura sull'onda di un populismo di estrema destra. Questa "rivolta populista" porta avanti ovunque gli stessi temi. Essa riguarda infatti le ansie dei cittadini per l'immigrazione, il multiculturalismo e il crimine; si pone contro l'establishment, riflette l'inquietudine circa i meccanismi democratici ortodossi, e risveglia le preoccupazioni per la perdita della identità nazionale nell'ambito dell'Unione Europea, e più in generale per l'impatto della globalizzazione. Le preoccupazioni che alimentano l'estrema destra sono condivise da porzioni della popolazione molto più ampie di quelle che votano effettivamente per essa. Sostanzialmente, il centro destra ha normalizzato alcune di queste tematiche populiste e le ha incorporate nelle sue stesse prospettive. Il suo successo è stato in larga parte opportunistico.

Il centro sinistra rimane perciò in una posizione forte. Ma nessuno dovrebbe dubitare che a questo punto non ci sia bisogno di un buon lavoro di ripensamento. I progressisti devono rispondere non solo alle istanze messe a fuoco dalla destra populista, ma anche cambiamenti di più ampia portata nella situazione mondiale. Il mondo è andato molto avanti rispetto alle originali formulazioni della terza via, che sono datate intorno ai primi anni novanta. A quel tempo, la condizione globale sembrava relativamente benigna, con la fine della Guerra Fredda e con la prospettiva apparente di una crescita a lungo termine dell'economia mondiale. Dopo l'undici di Settembre, e in più con i conflitti in Afghanistan e in Iraq, con una crescita economica stentata quasi ovunque, con continue proteste di massa contro la globalizzazione, con le borse in caduta libera, con gli scandali societari che occupano le prime pagine, le cose sembrano molto più difficili.

Per dare solidità e profondità alle discussioni che si terranno a Warren House e a luglio, sono stati commissionati sette documenti, scritti da politologi di differenti Paesi. Il dibattito sarà fermamente comparativo, e terrà conto delle esperienze di governi e di partiti di centro sinistra di tutta l'Europa, del Nord America ecc. L'intenzione sarà di metterle insieme per generare un nuovo quadro politico di riferimento - una quarta via, se volete. Io ho alcune idee personali su come tale obiettivo possa essere raggiunto, e spero e mi auguro che saranno condivise da molti dei colleghi che parteciperanno al vertice. Abbiamo ad esempio bisogno di una difesa della sfera pubblica - vale a dire dei beni e degli interessi pubblici - ben più forte di quanto il pensiero progressista sia riuscito a raggiungere. A mio avviso è possibile rivitalizzare la fiducia nei confronti del governo, e noi dovremmo tutti lavorare per garantire tale risultato. Al primo posto dell'ordine del giorno devono trovarsi nuovi modelli di governo delle imprese. Accanto a nuovi modi di affrontare le disuguaglianze sociali, in aumento sia nei singoli stati che a livello globale. C'è molto da fare, ma se affrontati con decisione ed ambizione, gli incontri avranno senza dubbio un forte impatto sul pensiero di centro sinistra a livello mondiale.

(traduzione dall'inglese di Laura Bocci)

 


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