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La Spagna dipinge il Novecento







Nata da un'idea del Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, e realizzata in collaborazione con il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, la mostra "La Spagna dipinge il Novecento. Capolavori del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía" ospitata dal Museo del Corso di Roma dal 28 marzo al 29 giugno 2003 si presenta come un appuntamento molto importante per la città di Roma. E' infatti la prima volta che in Italia viene offerta al pubblico una rassegna costituita interamente da opere provenienti dalle collezioni del prestigioso Museo di Madrid.


La Fondazione Cassa di Risparmio di Roma è lieta di riconfermare, con questo importante evento, il proprio interesse per le differenti realtà culturali ed artistiche di altri paesi. L'approfondimento storico e storico artistico presentato nella rassegna darà la possibilità a chi non può viaggiare, di assaporare un po' di Spagna attraverso la sua cultura figurativa. Le opere in mostra saranno inoltre accompagnate e raccontate da supporti didattici che approfondiranno aspetti di storia e di cultura del paese.

E' il 1980 quando il governo spagnolo decide di restaurare l'antico Hospital General de Madrid. I lavori finiscono sei anni dopo e l'edificio riapre al pubblico come Centro de Arte Reina Sofia, pensato per ospitare esposizioni temporanee. Nel 1988 un decreto reale lo eleva al rango di Museo Nacional, con una collezione permanente che in passato era appartenuta all'antico Museo Español de Arte Contemporáneo. L'inaugurazione ufficiale da parte dei Reali di Spagna è avvenuta il 10 settembre 1992.


Il Museo ha dunque una storia recente, ma nonostante ciò, la sua collezione è oggi uno dei punti di riferimento mondiali per l'arte contemporanea spagnola. L'opera certamente più nota di tutta la collezione è il monumentale dipinto di Pablo Picasso Guernica, drammatica denuncia della guerra e dei suoi orrori, al quale è stata dedicata un'intera sezione del museo spagnolo e che, nella mostra romana, riecheggia nella celebre Testa di cavallo.

L'occasione di questa mostra è particolarmente significativa non solo per l'importanza e il prestigio delle opere esposte, ma anche perché sarà l'ultima opportunità di vedere un nucleo di opere così ampio fuori dal Museo che solitamente le accoglie. Il Museo Reina Sofia, infatti, sta terminando una serie di lavori di ampliamento delle sale, che lo porteranno, alla fine di questo anno, ad esporre contemporaneamente tutta la collezione riducendo al minimo le possibilità di prestiti.

La mostra è divisa in tre sezioni che ripercorrono i momenti più importanti della storia dell'arte spagnola del XX secolo, fino ad arrivare alle espressioni più contemporanee.

La prima sezione, intitolata "Picasso e le Avanguardie" (1881 - 1939), comprende le Avanguardie internazionali, come il Cubismo e il Surrealismo, che hanno avuto come protagonisti Pablo Picasso, María Blanchard, Pablo Gargallo, Salvador Dalí, Joan Miró. A queste si affiancano le Avanguardie nazionali, con la cosiddetta Generazione del '27 e la Scuola di Vallecas, con Alberto Sánchez e Benjamín Palencia.


La seconda sezione è dedicata all'"Arte dopo la guerra civile" (1940 - 1975), che presenta la Generazione astratta, con artisti come Eduardo Chillida, Lucio Muñoz, Manuel Rivera, Antonio Saura, Antoni Tápies, ecc., il Realismo, con Antonio López García, e la Nuova Figurazione, con Eduardo Arroyo, Manuel Valdés, ecc.

Infine, viene presentata la "Nuova Generazione" (1975 - 2002), con gli artisti contemporanei più significativi del panorama spagnolo, tra cui Miquel Barceló, Cristina Iglesias, Juan Muñoz, José María Sicilia, Susana Solano, ecc.

La mostra, curata da María José Salazar, Chief-Curator delle collezioni del Museo Reina Sofia, con un contributo scientifico di Claudio Strinati, Soprintendente Speciale per il Polo Museale romano, propone oltre sessanta opere, tra dipinti, sculture, disegni e installazioni.

Tra le opere storiche di maggior interesse, segnaliamo il dipinto di Pablo Picasso Le compotier (1910) che è stato appena acquisito dal Museo Reina Sofia ed è la prima volta che viene esposto in Italia; le sculture di Juan Miró che, essendo state realizzate dall'artista in numero assai limitato, è molto difficile trovare esposte; alcuni dipinti di Salvador Dalí degli anni Venti; i grandi ed emozionanti lavori di Antoni Tápies.

Tra le opere contemporanee, delle quali il Museo Reina Sofia, grazie ad un'attenta politica di acquisizioni, possiede una collezione molto importante e nota in tutto il modo, particolarmente significativo è il dipinto El abrazo (1976) di Juan Genovés che ritrae un gruppo di persone che si abbracciano festanti in strada. Il dipinto è stato realizzato subito dopo la liberazione della Spagna dalla dittatura del Generale Franco, momento che ha permesso agli artisti spagnoli, dopo molti anni, di esprimersi in assoluta libertà. L'abbraccio simboleggia la gioia degli artisti e la vittoria dell'arte sopra ogni genere di costrizione. Inoltre, segnaliamo la grande The big Spanish dinner (1985) di Miquel Barceló che simboleggia le tradizioni e la cultura spagnola; l'installazione di Juan Muñoz Plaza, Madrid (1996) costituita dalla riproduzione a grandezza naturale di sagome umane le quali, presentate come un gruppo, fanno riflettere sulla condizione umana.

Durante il periodo di apertura dell'esposizione, verranno presentate al pubblico due conferenze sulla storia dell'arte spagnola. I temi trattati saranno la situazione artistica attuale ed i rapporti culturali tra Italia e Spagna.

In occasione della mostra, per la prima volta in Europa viene data la possibilità di inviare cartoline elettroniche con le immagini delle opere esposte collegandosi al sito www.museodelcorso.it.
A cura di www.flyyy.com.

LA SPAGNA DIPINGE IL NOVECENTO
CAPOLAVORI DEL MUSEO NACIONAL
CENTRO DE ARTE REINA SOFÍA
Roma, Museo del Corso
Via del Corso 320 - Roma
venerdì 28 marzo - domenica 29 giugno 2003
Informazioni: tel. 06.6786209
Orario: tutti i giorni 10.00 - 20.00; chiuso il lunedì
Biglietto: intero o 7,50, ridotto o 5,0

 


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