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God bless America (e gli alpini in Afghanistan)



Federigo Argentieri




Vorrei rendere omaggio alla determinazione con cui Tony Blair ha rischiato e rischia tuttora l'osso del collo per una causa che ritiene giusta. Con tutto il rispetto per Robin Cook (molto meno per Chirac che non rappresenta la vecchia, ma la vecchissima Europa: le accuse di servilismo all'America da lui rivolte ai paesi dell'Est sono state assai poco opportune) e alla luce delle vicende del 20° secolo, tendo a fidarmi di più degli angloamericani che dell'inedito asse Parigi-Pechino, via Berlino e Mosca. Inoltre debbo dire che, pur non dimenticando affatto di non essere un sostenitore né dei repubblicani Usa, né tantomeno di Forza Italia, sia Bush che Berlusconi (e Frattini) si comportano in modo che ritengo non solo appropriato, ma anche (per Berlusconi) insolitamente composto.

Tanto per cambiare, l'Ulivo - ad eccezione del benemerito Franco De Benedetti e, tutto sommato, di Borselli & c. - è uno sconquasso. Lo sguardo spiritato e sostanzialmente disperato di Fassino esprime in fondo l'angosciata consapevolezza di essere ancora una volta fuori gioco e di stare per perdere l'ennesimo treno. Il Kosovo 1999 era solo una parentesi illusoria. L'opposizione ha oggi i volti ammiccanti e furbastri di Pecoraro Scanio e Diliberto, per la regia di Cofferati: stiamo freschi...

Sembra di essere nell'aprile del 1949 (io non esistevo ma ho letto molto in proposito), quando l'Italia votò a favore della Nato, mentre centinaia di manifestanti della sinistra scendevano in piazza infuriati: mettiamo i paesi arabi al posto dell'Europa dell'est, Israele al posto di Berlino ovest e il gioco é fatto. Cosa accadde in seguito? La Dc e i suoi alleati rimasero al potere per 45 anni.

A mio avviso, la cosa sta per ripetersi. Le forze di opposizione, con qualche eccezione già ricordata, non si vogliono 'mettere nella zucca' che il primo passo da compiere per l'alternanza al potere è ridurre al minimo le divergenze di principio in politica estera. Vogliono perpetuare il potere di Berlusconi? Così pare, senza dubbio.

L'intervento in Iraq non è affatto contrario alla carta e alle risoluzioni Onu, ne costituisce una interpretazione assai fondata. Il vero dissenso verteva su quanto il comportamento di Hussein fosse rispettoso della risoluzione 1441, ed evidentemente non lo era.

Speriamo che tutto proceda presto e bene. Vorrei dichiarare a questo piccolo consesso che sentirò ogni fallimento e ogni successo della coalizione come il mio. God bless America and save the queen (e gli alpini in Afghanistan). Un pensiero affettuoso agli amici a Gerusalemme e Tel Aviv, come al solito in prima linea, angosciati da anni dal timore di essere chiamati all'obitorio per identificare i brandelli dei loro cari, e ora pronti a ricevere una pioggia di bombe e di germi. Speriamo che possano presto vivere in santa pace.

Che lo spirito di Todd 'let's roll' Beamer (quello che guidò l'attacco ai dirottatori nel quarto aereo) vegli su di noi e ci mantenga forti e limpidi come fu lui.

18 marzo 2003

 


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