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I colori della guerra



Carlo Violo




E' assioma comunemente accettato che la pubblicità è l'anima del commercio. Si potrebbe ragionare all'infinito su che cosa sia veramente la pubblicità o, meglio, quali siano i confini tra l'informazione imbellettata e l'inganno. Certo è che l'animale umano è estremamente suggestionabile da musiche, colori, evocazioni idilliache e paradisiache di sicurezza, focolare domestico, serenità, radioso futuro. La tentazione di approfittare leggermente di questa umana debolezza credo sia sempre ben presente negli operatori di mercato, a giudicare dalla pubblicità dominante. Si potrebbe anche ragionare sulla potenza evocativa degli slogan, talmente evocativa nel loro semplicistico qualunquismo che probabilmente qualcuno, più furbo di altri, potrebbe persino costruirci sopra, agli slogan, una carriera politica. Ma è inutile addentrarci nella fantapolitica tanto, per fortuna, ancora non è successo.

Bene, mi è capitato di vedere su un primario canale d'informazione online una bellissima foto di oggetto bellico. Il titolo diceva pressappoco: gli USA hanno la super bomba. Bella foto, un bel bombone alettato e affusolato color arancio Sicilia, con eleganti modanature nere, in posa e sotto le luci giuste sul suo altrettanto elegante supporto, come si usa con l'ultimo modello di spider. Mancava la donna nuda sul cofano ma probabilmente qualcuno all'ultimo momento deve aver pensato che un nudo femminile adagiato su tale geometria sarebbe stato un tantino troppo ambiguamente esagerato.

Il primo impulso che ho avuto è stato di pensare se sarebbe stato possibile trovare l'oggetto reclamizzato dal concessionario sotto casa mia. Poi ho avuto una visione degli Hare Chrisna con i loro tamburelli, evocati dal colore del tutto simile, infine ho fatto la considerazione che il barone di Munchausen sarebbe stato certamente molto più felice su una fuori serie di tal calibro che sulla sua volgarissima palla scura di cannone. Tutto in una frazione di secondo, così come si conviene a qualcuno intossicato dalla pubblicità e/o dalla mole di messaggi subliminali che giungono ogni giorno all'area del cervello preposta al godimento e alla fantasticheria, mandandola in saturazione. Che sia questo il motivo del declino della capacità di divertirsi, sempre più legata a ridondanti e roboanti fenomeni di massa?

Ma non divaghiamo. Ho dovuto compiere un certo sforzo per distogliere lo sguardo da un tale capolavoro di design per leggere l'articolo e scoprire che l'oggetto è stato soprannominato MOAB (Mother Of All Bomb) e che pesa 10 tonnellate. La somiglianza con le famigerate V2 è impressionante, segno che si tratta di esemplare appartenente alla stessa specie. Infatti anche i razzi inventati dai cinesi secoli fa avevano sostanzialmente la stessa forma. Sono sicuro che anche i nazisti, nonostante la loro mancanza cronica di ironia e senso dell'umorismo, avrebbero decorato meglio i regalini che quotidianamente inviavano ai londinesi se i tempi della pubblicità fossero stati maturi.

Volete mettere una bella bomba arancione che vi arriva sulla testa rispetto a quegli squallidi, militareschi, grigi missili da Gestapo (Geheime Staatspolizei)? Devo riconoscere che provo una quasi insopprimibile curiosità. Mi piacerebbe tanto fare visita ai laboratori dove schiere di psicologi, sociologi, architetti, ed esperti di mercato, stretti tutt'intorno alla MOAB, danno fondo a tutta la loro capacità creativa per trovare la giusta nota di colore a siffatto capolavoro materno. Immagino il dibattito:

"Secondo me l'arancione, evocando il colore della compassione e dell'altruismo nel misticismo orientale, rende la bomba più vicina alla cultura dei destinatari." Dice il sociologo.

"Secondo me una striatura nera sulle fiancate è necessaria per non far perdere di vista la necessaria riflessione sulle profondità oscure dell'inconscio dove certo si annidano tutte le pulsioni terroristiche." Dice lo psicologo.

"Ragazzi, non dimentichiamoci del fatto che se qualcuna rimane inesplosa deve poter essere riutilizzata almeno per l'arredamento di interni. In fondo qualcosa che non sia un rudere rimarrà pure in piedi!" Dice l'architetto.

Qualcuno si chiederà che mai ci starebbe a fare un esperto di mercato in siffatta congregazione.

Presto detto:"Amici, dobbiamo assolutamente considerare l'effetto imitazione. A forza di vedere bombe colorate piovere dal cielo certamente i sopravvissuti saranno poi attratti inevitabilmente dalle confezioni delle tali caramelle, o dalle lattine di tale aranciata, o dai loghi di tali polpette. E' stato infatti provato scientificamente che i ricordi che restano meglio impressi sono quelli associati con le forti emozioni. Perciò consiglio caldamente di utilizzare i colori originali dei nostri produttori."

Avete capito ora cosa vuol dire 'bomba intelligente'? Pensavate forse che si trattasse di qualcosa che centrasse l'obbiettivo militare con precisione millimetrica, in modo da evitare i cosiddetti 'effetti collaterali'? Sbagliato. Si tratta di ordigni che prima di cadervi sulla testa fanno qualche piroetta esibizionista, di quelle che si fanno di solito con l'impermeabile sbottonato, per imprimervi bene nella memoria il loro simbolismo iridato. Infatti se è vero che i sopravvissuti ricorderanno meglio cosa andare a comprare nei supermercati multinazionali, che certo saranno sollecitamente aperti nell'ambito dei progetti internazionali di 'ricostruzione', per i meno fortunati ci sarà certamente nell'aldilà un modo di mettere a profitto le nozioni immagazzinate, magari semplicemente suggerendo in sogno, al parente affranto dal dolore, la marca delle saponette.

Ci sarebbe solo da cambiare leggermente lo slogan per renderlo più aderente ai tempi: la pubblicità è la buonanima del commercio.

 


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