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La Profezia dei Poeti



Carlo Violo




Marco Guzzi, La Profezia dei Poeti, Moretti & Vitali Editori, pagg. 85, Euro14

Difficile sintetizzare un libro i cui profondi contenuti sono già altamente concentrati in una ottantina di pagine. Ancora di più nel momento in cui, fin dalle prime battute, si constata che la trattazione riguarda l'intero paesaggio epocale che la carovana dell'umanità sta attraversando, osservato con gli occhi di un attento poeta e saggista come Marco Guzzi. Difficile ma stimolante, come lo spirito poetico che anima tutto il libro. O come le esperienze d'amore vere.

L'ambizione del libro è quindi grande e il suo particolare punto di vista non può certo definirsi pane quotidiano per tutti, considerando specialmente che già la Poesia, in quanto argomento di lettura e di riflessione, è tema di minoranza. Tuttavia la sua ragione d'essere non risiede tanto nell'approccio alla lettura del momento, sia pure originale, quanto nel fatto che il libro nasce dalla viva esperienza dell'autore che conduce da anni un lavoro di sperimentazione di gruppo che, attraverso il vissuto della parola poetica, mira alla conquista di piani di coscienza più elevati.

Ed eccoci già al punto. In questa epoca in cui le voci dei Profeti giacciono dimenticate nei Libri o, peggio, interpretate alla lettera e private del loro spirito universale, dove gli uomini brancolano senza mete che non siano effimere e superficiali, dove tutti si affannano a fornire modelli sociali ed economici esteriori dimenticandosi della realtà interiore delle coscienze, Guzzi indica nella parola poetica lo strumento per riavvicinarci al nostro essere più profondo.

La definizione proposta per questa nuova o più esplicita funzione della Poesia, l'ascolto del Principio, la connette direttamente ai piani dello Spirito, facendone veicolo dell'attualizzazione del Verbo nell'uomo. Non è quindi una modalità della Poesia da premi o da salotti, non quella laureata o accademica, ma una esperienza maturata nel segreto e nel silenzio, nell'ascolto dell'Anima, appunto. Dentro ciascuno di noi c'è un elemento violento, avido, impaurito, rabbioso che deve essere disattivato. E' nella nostra interiorità che si gioca la scommessa di una vera rivoluzione, dove si affrontano i drammi, i pericoli e le lacerazioni della lotta segreta e sotterranea per la rinascita.

La funzione Profetica e di Guida della poesia consiste precisamente nell'innesto della dinamica iniziatica dell'ascolto e dell'incarnazione del Verbo, come Motore Primo della vita spirituale, nel cuore inaridito o impaurito o smarrito degli uomini. Si tratta a tutti gli effetti di un compito iniziatico, cioè della trasformazione radicale delle strutture dell'identità umana, secondo l'accezione che la parola 'iniziazione' conserva in tutte le culture, compresa quella cristiana.

La poesia è Guida e Profezia perché possiede nel suo DNA la capacità di farsi testimone vivente delle stagioni umane. Quella moderna ha mostrato, attraverso la vicenda artistica e umana di illustri autori, il peso lacerante dell'attuale passaggio, esempi clamorosi della linea d'ombra dove l'anelito alla luce lotta per l'integrazione con le oscurità profonde, spesso soccombendo. Hölderlin è stato il capostipite di questi artisti esploratori dello spirito. Campana, il poeta del ricordo e del sogno, è stato a sua volta l'esploratore delle zone d'ombra e di mistero della cruda quotidianità.

Il loro intelletto non ha retto al confronto o alla sfida con l'abisso e la morte. Ha mancato l'ultima trascendenza o arrendevolezza. L'estremo anelito di elevazione non è stato coronato dall'ultima e definitiva alchimia dell'anima che, conquistata la luce, diviene autentica irradiazione per se stessi e per gli altri. Come loro Nietzsche, Artaud, Cvetaeva e Celan. Tutti sperimentarono il mutamento sconvolgente come cata-strophé iniziatica. Esperienza che però può essere sostenuta solo con un profondo Ascolto del Principio. Senza questo sostegno, senza l'ausilio di un Virgilio, ogni traguardo porta con sé un pericolo Luciferino e l'esplorazione degli Inferi può precipitare irrimediabilmente verso l'autodistruzione. Come gli antieroi di Conrad, suggerisce l'accostamento con l'Ombra.

La stessa natura del fallimento dei singoli ha riguardato le molteplici chimere rivoluzionare degli ultimi due secoli. Infatti la proiezione fuori di se dell'ombra o della negatività genera solo distruttività e violenza senza reale trasformazione. La coscienza rivoluzionaria che partiva da profonde esigenze di rinnovamento non è arrivata alla consapevolezza che questa rinascita tocca il nostro più intimo rapporto con la morte iniziatica, cioè il superamento di un uomo ego-centrato e divorato dal narcisismo, succube della propria mortalità e fragilità fisica e, ancora prima, della sensazione spaventosa della fragilità e falsità delle strutture egoiche di cui però non sa o non può liberarsi senza una guida.

Ma come la poesia è testimone del lato oscuro della lotta per l'emancipazione, così accoglie nella sua corrente le anime di coloro che hanno reso più esplicita nell'esperienza poetica i segni di una nuova coscienza e missione spirituale. Con René Char si torna al Principio. Per lui il poeta è colui che impara a contraddire la morte, attraversandone il limite e mostrandone la non perentorietà. Come egli dice: "Infine, se distruggi, fallo con attrezzi nuziali." Potrebbe essere il motto di una civiltà che si riconoscesse come luogo storico-culturale di trasfigurazione dove venga distrutto ciò che impedisce il matrimonio tra le nostre parti interiori, come tra popoli e culture. E questa opera nuziale di demolizione è il segno del bisogno di rigenerazione che la Poesia può aiutare a realizzare. Bisogno di rigenerazione affiorato come 'poetica del ritorno' lungo tutto il '900, da Osip Mandel'stam a Esenin, da Rebora a Volosin a Fortini.

Del resto le fratture dell'ultima stagione del sapere si sono consumate tutte. Nella filosofia con Nietzsche e Heidegger; nella scienza con Einstein, Heisemberg e Bohr; in psicologia con Freud e Jung. Nell'arte figurativa Kandinskij e Klee evocano forme che non siano più rappresentazione egoica ma capaci di rendere visibile ciò che il nostro sguardo normalmente non vede.

Ecco, la Poesia, dopo tanti sconvolgimenti e fallimenti dei singoli e delle ideologie, dopo svolte d'arte e di scienza che hanno già anticipato il cambiamento della visione del mondo, può aiutare a comprendere in che cosa possa consistere un vero atto rivoluzionario trans-mortale per ciascuno di noi. La Poesia ci fornisce la Guida di cui abbiamo bisogno per evitare di distanziarci dalla morte iniziatica attraverso vane ed esteriori strategie mondane e conformiste. Aiutandoci ad attraversare l'oscurità e l'angoscia fino a scoprire in quel nulla angoscioso proprio il mistero vivente del fiorire della Vita.

Si tratta di operazione di grande Volontà e Coraggio. Per questo l'ascolto di un Alto Principio diviene elemento salvifico necessario. Per questo i poeti di vero impegno diventano profeti, cioè uomini veri per una umanità vera. Afferma Marco Guzzi: " La storia dell'uomo su questa terra non potrà più proseguire lungo alcuna traiettoria evolutiva se non impareremo a vivere poeticamente, cioè a creare forme di conoscenza, di comunicazione, di convivenza nuove, che si radichino e si rigenerino nell'atto dell'ascolto del Nascente che vive."

C'è un archetipo nel fondo dell'anima umana a cui bisogna riconnettersi per ridare alimento alla speranza di attualizzare le grandi parole dei Messaggeri. Non a caso tutte le testimonianze di consapevolezza poetica che formano il grande patrimonio letterario dell'umanità sono Poemi ad alto tasso di contenuto mistico-simbolico, come la Commedia di Dante o il Masnavi di Rumi, o il Mahabharata, o l'Iliade e l'Odissea; o ne hanno sembianza, come le fiabe e le leggende mitologiche e cavalleresche che continuano ad alimentare anche le grandi saghe moderne, come Il Signore degli Anelli.

E' un compito, quello per l'attuale umanità, per grandi uomini e grandi donne, dal cuore di leone, che vogliono amare, che vogliono donarsi, che non arretrano davanti all'oscurità e all'incertezza della morte dell'ego o della distruzione dell'anello del potere malefico che incatena una generazione all'altra nel girone più basso dei mondi possibili. La via dell'amore e della consapevolezza è la via del guerriero della luce, come dice Coelho.

Speriamo che gli inviti ad un lavoro artistico sull'Anima, come quello di Marco Guzzi, non rimangano inascoltati.

 


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