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La sposa liberata



Abraham Yehoshua con Bibi David




Abraham Yehoshua, La sposa liberata, Einaudi; pp.592; Euro 19,00.

"Sono molto contento che sia caduto il governo di Ariel Sharon e che presto in Israele andremo ad elezioni anticipate. Penso che in questo modo, finalmente, il partito laburista e il campo delle forze di pace potrà riaffermarsi con proposte e alternative credibili e ragionevoli". Ce lo dice lo scrittore Abraham Yehoshua, a Roma per presentare il suo nuovo romanzo La sposa liberata (Einaudi), e aggiunge: "Israele è precipitato in una situazione drammatica sia dal punto di vista della sicurezza che dal punto di vista economico. Spero davvero che nuove proposte da parte laburista possano porre fine alla politica terribile di Sharon e del suo governo."

Professor Yehoshua, cosa è cambiato in Israele dal 1998-1999, epoca di ambientazione del suo romanzo, quando ancora non era emersa la Seconda Intifada, ad oggi?

Si sono rotti completamente i negoziati di pace, nei quali avevamo riposto tutti tante speranze. Io personalmente lotto e combatto per questa pace da oltre 35 anni, per una pace che si fondi sulla creazione di due stati per due popoli con un chiaro confine fra israeliani e palestinesi. Ma i palestinesi non hanno accettato nessuna trattativa in questa direzione, neppure quando furono proposte da Israele offerte molto generose, e hanno risposto invece facendo esplodere una spirale incontrollabile di violenza.

Attualmente cosa è possibile fare per arrivare ad una soluzione accettabile per entrambe le parti?

Ora credo non sia piu' possibile arrivare ad un accordo come quello di Camp David, e penso che si possa ottenere un risultato positivo solamente con una scelta unilaterale: Israele dovrebbe unilateralmente stabilire e fissare un confine affidabile. Gradualmente, riuscendo a proteggerci dal terrorismo suicida palestinese, potremo arrivare a fare insieme dei passi avanti.

Come giudica la scelta di sostituire il Ministro degli Esteri Shimon Peres con l'ex premier Benjamin Netanyahu?

Sono convinto che Shimon Peres, essendo un membro del partito laburista, non avrebbe, dall'inizio, dovuto far parte in alcun modo del governo di Sharon. Penso che per Peres sia stato un grave errore servire il governo di destra nella posizione di Ministro egli esteri e sono contento che finalmente non ne faccia piu' parte. Peres ha fornito a Sharon, piu' volte, una copertura per moltissime azioni politiche. Ora basta, non aveva piu' senso dare al Likud una simile facciata.

Lei è a Roma per presentare La sposa liberata. Puo' parlarci in breve della storia narrata nel romanzo e, al contempo, dirci se questo racconto puo' esser visto come una metafora della tragedia che attualmente sconvolge Israele?

Nel libro vi sono due percorsi di ricerca che generano conflitti e interrogativi senza risposta, due percorsi che alla fine si incontrano e si intrecciano: una dimensione di ricerca accademica e una di ricerca interiore. Il protagonista del romanzo è Rivlin, un professore dell'università di Haifa, un orientalista con due enormi preoccupazioni: capire perché è finito, senza una apparente giustificazione, il matrimonio del figlio Ofer, abbandonato dalla moglie e caduto nella piu' cupa disperazione, e comprendere, su un altro piano, perché l'Algeria, paese del quale il professore si è sempre occupato con minuziosa attenzione, sia caduta improvvisamente in una brutale battaglia interna, dopo una importante guerra di liberazione.

Dal suo romanzo L'amante fino a La sposa liberata, nei suoi libri c'è sempre una unione ambigua e difficile fra arabi ed ebrei. Qual è il modello di vita dell'israeliano di oggi? E' piu' arabo-mediorientale, americano o europeo?

Nei miei romanzi il rapporto fra arabi ed ebrei è difficile come purtroppo lo è nella realtà, anzi, posso dire che forse contiene una visione più ottimistica di quella che consente l'attuale situazione di convivenza fra palestinesi ed israeliani. Riguardo all'identità israeliana credo che guardi ora ad oriente ora ad occidente, che l'israeliano sia un po' arabo, un po'europeo e un po' americano: molte identità diverse che si mischiano fra loro.

Un'ultima domanda: lei parteciperà nei prossimi giorni ad un forum a Genova sul ruolo della letteratura e poesia contemporanea nella realtà di oggi, per celebrare Genova capitale europea della cultura nel 2004. Come valuta questa iniziativa?

A Genova vi sarà una vera e propria tavola rotonda su questi temi. Quello che diro', oltre a parlare dei miei scritti, dipenderà dall'atmosfera e dalle domande che mi verranno poste. Penso che sia una occasione importante e un traguardo positivo per Genova esser stata scelta come capitale della cultura, pertanto aspetto l'incontro con interesse.

 


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