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E se il tuo migliore amico fosse uno sconosciuto?



Serena Vinattieri



Kressmann Taylor, Destinatario sconosciuto, Rizzoli 2000, 77 pagine, lire 18.000

Apparso per la prima volta nel 1938 sulla rivista Story, Destinatario sconosciuto è stato riscoperto negli U.S.A. dopo cinquantasette anni, poi ripubblicato in Francia nel 1999, con la bellezza di oltre centomila copie vendute.

Un titolo che la stessa autrice definisce oscuro, un ritmo che diviene sempre più inquietante tra le lettere e un finale che sorprende. Sono passati quattordici anni dalla guerra: nella Germania del Presidente Hidenburg, distrutta dalla crisi economica del 1929, ritorna dalla California la famiglia di Martin Schulse. Considerato dai parenti della moglie e dai suoi concittadini di Monaco un miliardario americano, Martin ha comprato una casa di trenta stanze e dieci acri di parco. Al suo servizio dieci domestici con lo stesso stipendio dei due che lavoravano per lui a S. Francisco. In questa città è rimasto l’amico fraterno Max Eisenstein, scapolo ebreo che dirige la galleria d’arte di proprietà d’entrambi. Tra i due amici ha inizio uno scambio di lettere affettuose e nostalgiche.

Nel 1933 Hitler diviene capo effettivo del governo tedesco. Martin scrive all’amico: "..credo che in molti sensi Hitler possa essere un bene per il paese, ma non ne sono del tutto sicuro…Quell’uomo è come una scossa elettrica, energico come lo può essere soltanto un grande oratore e un fanatico, ma a volte mi chiedo se sia sano di mente".

Con lo scorrere delle lettere, però, il dubbio di Martin si trasforma in crescente entusiasmo per la propria patria che ha rialzato la testa davanti a tutte le nazioni del mondo e che "seguirà il suo glorioso Führer verso la vittoria" L’amicizia con l’ebreo Max diviene impossibile, ma nonostante tutto, quest’ultimo è certo della lealtà del proprio socio e gli chiede aiuto.

Disperato per le sorti della sorella, ballerina di successo a Berlino e in passato amante dell’amico, Max chiede di sapere che cosa le è accaduto. "Si tratta di Griselle. Sono due mesi che non so più nulla di lei e ora comincio a raccogliere qualche informazione. Lentamente di bocca ebrea in bocca ebrea, arrivano notizie dalla Germania, storie così terrificanti che mi tapperei le orecchie, se osassi, ma non ci riesco. Devo sapere …".

La risposta di Martin è agghiacciante, ma la reazione di Max lo sarà ancora di più…

L’autrice, Katherine Kressmann Taylor, nacque nel 1903 e dopo aver studiato lettere e lavorato come giornalista a San Francisco, insegnò all’Università di Gettysburg. Dopo questo romanzo ne pubblicò un altro sul nazismo, Until that Day.

Nel 1938 decise di firmare questa storia con i soli cognomi, con molta probabilità per non far sapere che era una donna, ancora più facile da accreditare come una visionaria. Infatti, afferma oggi Le Nouvel Observateur “La cosa più sorprendente è che questo libro, che denuncia con tanta sottigliezza gli orrori del nazismo, sia stato scritto addirittura prima della guerra”.

Per leggere alcune tra le prime lettere che si scambiano i due protagonisti e avere informazioni sull’autrice si può visitare il sito www.rcslibri.it/taylor 


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