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Caffe' Europa
287 - 28.10.05


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I lettori ci scrivono
 

Da: rinoderienzo
A: redazione@caffeeuropa.it
Data: sabato 8 ottobre 2005 12.36
Oggetto: Django Reinhart

Semplicemente stupendo l'articolo riguardante la vita del grande Django Reinhardt. Non credo - sono assolutamente sincero - che altri abbiano potuto meglio descrivere, inquadrare, poetizzare sulla figura di questo grande zingaro. Sono divenuto in possesso di un DVD - m'è stato detto - introvabile oggi in cui Django suona con un altro stupendo artista: Stephane Grappelli ! Nel DVD è ricorrente l'aria della famosa canzone "Tornerai", un capolavoro di interpretazione da parte sia si Grappelli che di Django. Ne ho trasferito alcune immagini sul mio sito www.rinoderienzo.com alla sezione "Musica" dove, tra l'altro compaiono "La Romanderie" e l'orchestra di un altro gigante della chitarra: Bireli Legrène. Credo, comunque, che il miracolo Reinhardt sia difficilmente ripetibile. E' possibile che non si sia trovato nemmeno uno dei suo quadri ? Concludo con i più vivi complimenti per l'autore del su citato articolo. Distinti saluti.

Da: Scillastrid
A: redazione@caffeeuropa.it
Data: sabato 8 ottobre 2005 12.36
Oggetto: Cinema italiano

Ho letto i due articoli sul cinema. Nessuno cita il monopolio di Hollywood per cui per distribuire una pellicola italiana o francese richiede un investimento notevole; ne' alcuno cita il fatto che le case cinematografiche americane hanno magazzini pieni di soggetti cinematografici che richiedono in continuazione a scrittori e specialisti vari. Non e' che il problema e' proprio qui per far diventare il cinema europeo, considerando tali anche l'italiano e il francese, appetibile? Saluti, Snaporaz

Da: Massimo Negri
A: redazione@caffeeuropa.it
Data: lunedì 3 ottobre 2005 12.50
Oggetto: Il frutto della maturità

Cari amici di Caffe' Europa, ammiro molto la capacità ritrattistica di Tullio Pericoli che, nel corso della sua ormai lunga carriera, ha arricchito con la sua matita le nostre conoscenze fisiognomiche di parecchi personaggi, più o meno famosi. C'è forse più Kakfa in un suo schizzo che in cento discorsi che possiamo udire o fare sul noto autore ceco. In un dialogo con La Repubblica del 27 giugno 2003 in occasione dell' uscita del suo libro "Otto scrittori" (Adelphi) egli ricorda, in particolare, il proprio diletto nel ritrarre, a distanza di anni, lo stesso viso, per coglierne "il cambiamento, l' accumulo". Osserva però che "c' è un momento, nella vita, in cui un viso raggiunge la sua perfezione, e capisci che resterà quel viso lì". Il filosofo Umberto Galimberti aggiunge che "si arriva a quel viso, una faccia quieta che governa se stessa, nel momento in cui conquisti l'accettazione incondizionata di quello che sei. Non sei più in guerra con te stesso, con la tua ombra. Ammetti: ebbene sì, sono anche questo. Nietzsche lo dice bene: diventa ciò che sei". Riflettiamo. Che sia questo il frutto della maturità ? Valorizzare ciò che si è o che si ha ? Personalmente vi leggo un auspicio di serenità da raggiungere al termine, o nel mezzo, delle mille fatiche quotidiane, dentro il non sempre agile e lineare cammino dell' esistenza. La vita a volte, nella sua normalità, può riservare gradite sorprese. In fondo, quale miglior premio che stare bene con se stessi e, di riflesso, con gli altri ? Cordiali saluti Massimo Negri - Casalmaggiore (CR)



 

 

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