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286 - 14.10.05


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I lettori ci scrivono
 

Da: Massimo Tramonte
A: redazione@caffeeuropa.it
Data: lunedì 26 settembre 2005 14.34
Oggetto: Rebus tedesco - Ha vinto l'incertezza

Mi sembra che la maggioranza degli elettori tedeschi abbia votato contro qualsiasi tentativo di ridurre ancor più lo stato sociale ed è questo che rende l'idea della grande coalizione difficile:sarebbe un tradimento del voto. Massimo Tramonte

Da: Claudio Mellia
A: redazione@caffeeuropa.it
Data: domenica 25 settembre 2005 19.54
Oggetto: Rebus tedesco - Ha vinto l'incertezza

Ritengo che la Germania si è politicamente spaccata sulla base delle ricette indicate dai vari partiti per fronteggiare la crisi. Nessuna di queste ricette è stata considerata accettabile. Che faranno i partiti? cambieranno le ricette? Il dato certo è che i voti di Lafontaine rappresentano un malessere sociale ed economico profondo. Si studi nei dettagli l'elettorato di Lafontaine e si decida poi il da farsi. Claudio Mellia

Da: Andrea Tagliaferri
A: redazione@caffeeuropa.it
Data: giovedì 22 settembre 2005 17.14
Oggetto: Il volto della povertà

Ho letto con interesse questo articolo, cercando di restare il più distaccato possibile dalle mie preferenze politiche e dai preconcetti che queste possono portare nel giudizio su un articolo che affronta tanti aspetti delicati come gli effetti devastanti dell'uragano Katrina. Ho trovato precise le notizie riportate e accuratamente disposte per riassumere in poche righe quanto accaduto. Dopo di che è arrivata la parte più "politica" che non ho trovato aggressiva come di solito certa stampa di sinistra o comunque anti-Bush mette in atto. Le critiche sono state specifiche e mirate non a Bush in quanto incarnazione del conservatorismo americano ma alla situazione contingente e ai disagi che, non possiamo negarlo, sono stati molto più forti per i neri che non per i bianchi. Io dopo aver visto le immagini nei tg mi sono quasi astenuto dal giudicare e assegnare colpe, certo è che non si può sempre soprassedere. Bello lo stile. Grazie per questo spazio. A.T.

Da: Maria Grazia Meriggi
A: redazione@caffeeuropa.it
Data: mercoledì 21 settembre 2005 19.09
Oggetto: Rebus tedesco - Ha vinto l'incertezza

Posso solo esprimere sollievo per l'affermazione della Linkspartei. Ha canalizzato lo sconcerto per il massacro sociale a est e l'allarme per il pericolo di naufragio sociale a ovest finalmente vincolandoli a una prospettiva di democrazia avanzata e non a un voto a destra o a un sostegno "di alternanza" ai democristiani (e la Merkel ci ha messo del suo, con le minacciate politiche che anche Rusconi definisce ultraliberiste). Credo che sia l'affermazione di una sinistra non "radicale" ma di "normali" aspirazioni socialiste, redistributive ecc. Con il No di sinistra in Francia, anche questo risultato - soprattutto se i dirigenti della Linkspartei saranno fedeli alla loro prospettiva di costruzione organizzativa di lungo periodo - potrebbe contribuire a mettere seriamente in discussione quelle direttive europee che di fatto strangolano qualsiasi politica di sinistra - cioè di intervento nell'economia e con spesa - dei governi nazionali. Forse un segno che non "la Germania" ma i lavoratori tedeschi cominciano a uscire dalla crisi di quella che G. Grass aveva definito annessione dell'est da parte dell'ovest? Maria Grazia Meriggi PS: e poi che soddisfazione constatare che Berlino a distanza di decenni resta sempre la città odiata da Hitler per la sua irriducibilità alle destre...

Da: Antonio Marria
A: redazione@caffeeuropa.it
Data: sabato 10 settembre 2005 11.45
Oggetto: Imprenditoria italiana

Non ho molta fiducia nella imprenditoria italiana. I suoi quadri si sono formati o nelle sedi dei partiti, o nelle lobby degli irriducibili, nobili, irascibili salotti della borghesia ottocentesca, illuminista e amorale del panorama italiano. Nessuna scuola di pensiero ma solo raccomandazioni e furbate. Una classe dirigente, corrotta, corruttibile, gelosa delle proprie prerogative ha imperversato, rallentando ed ostacolando un normale sviluppo economico. Facciamola finita, se non è stato possibile fare emeergere i più capaci almeno rispettiamo i più onesti! Saluti Antoniio Marra

Da: Piero De Carli
A: redazione@caffeeuropa.it
Data: martedì 23 agosto 2005 19.34
Oggetto: Magda Szabo

Sto finendo di leggere La porta di Magda Szabo,un libro capitatomi tra le mani casualmente e non si può non divorarlo di getto,tra le righe dice tante verità sull'animo umano,certe volte letta una frase si rimane per un po a pensare,non so dire di meglio ma lo consiglio caldamente a chi ama leggere cose non banali o dei generi di moda Piero De Carli

Da: FdNR
A: redazione@caffeeuropa.it
Data: Oggetto: Magda Szabo
Oggetto: Palazzo Altieri

Spett.le Redazione, scrivo riguardo all'articolo da voi ricevuto e - immagino - direttamente pubblicato, perché non potete certo indagare sulla verità delle informazioni che vi arrivano. La storia passata non mi interessa: più o meno è giusta anche la versione che pubblicate. Però sul presente ho esaurito il grado di sopportazione che fa parte dell'educazione ricevuta. Sono una inquilina del palazzo, condomina, ed erede della famiglia Altieri, che, come avete pubblicato, si è estinta sì, ma solo nel ramo maschile diretto. Mi lamento perché per sensazionalismo giornalistico alla mercé delle banche, i 21 condomini tutt'ora presenti nel palazzo non vengono mai citati: Come la mia famiglia, vivo anch'io a Palazzo Altieri, pur non abitando più negli appartamenti dei miei illustri zii. Nell'insieme non occupiamo una tanto piccola parte (circa lo 0,85% del palazzo) e purtroppo ci tocca saldare tutte quelle spese di manutenzione cui le banche sottopongono queste ormai antiche mura, senza in cambio apparire, perché ormai quando si riuniscono loro - le banche - raggiungono la maggioranza, e noi con gli altri 20 condomini paghiamo… al buio(!) …. in tutti i sensi. Salatissimo è stato il conto dei restauri di cui tanto le banche si vantano, ma non da meno è quanto ci richiedono annualmente quando hanno il pudore di riunire l'Assemblea condominiale. Personalmente sono stata anche bersagliata dalle strutture pubbliche, dove e per le quali lavoro, perché ho osato cercare di proteggere con un restauro corretto quel poco che rimaneva di originale sia al momento dei restauri delle facciate e dei cortili, sia nei numerosi ambienti condominiali in cui le grandi Banche sono solo condomine esattamente come me. Adesso ci si avvia - per esempio - all'ennesimo caso arbitrario di occupazione: siamo stati cacciati dai cortili (condominiali), perché una Banca festeggia - non si sa cosa e non si sa con chi - nei cortili, e li chiude con orrende impalcature plastificate contro la pioggia. Capisco: di questi tempi…. Resta però da capire come persone così intelligenti organizzino feste all'aperto in questa stagione! E soprattutto chi e che cosa dà loro l'autorità di abusare di pertinenze dove quella banca non è proprietaria assoluta ma - come tutti gli altri. Condomina. Senza parlare poi, di quanto potrà costare in termini strettamente finanziari un'operazione del genere, che sarebbe di ben altro impatto pubblico se gli stesi soldi venissero impegnati in opere di vera beneficenza. Affacciarsi al cortile per credere: la festa sarà martedì 20! In tutto questo però… noi (21)… siamo stati invitati - un solo biglietto valido per due con denuncia del nome all'ingresso: per entrare in casa mia… devo dire a QUALCUNO(?) chi entra con me? Per questo anche mi differenzio ancora una volta: non ho mai condiviso gli intrighi di potere ma da questi mi trovo a dovermi difendere. Personalmente ho più volte aperto al pubblico, con uno sforzo notevole, per mostre, concerti e conferenze, la sala dell'Archivio Storico della mia famiglia, la sola piuttosto grande sala del palazzo (uguale per altro a quella degli Staffieri di proprietà di un mio zio, oggi affittata ad una delle banche che tanto generosamente la concede anche a manifestazioni esterne). Oggi quindi la banca si appresta ad invitare - per suo stretto interesse - in zona condominale, senza chiedere alcuna autorizzazione ai Condomini. Non so se tutto questo interessa la vostra Redazione. Personalmente sono stufa. Forse siete stati invitati anche voi? FdNR



 

 

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