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Caffe' Europa
261 - 18.09.04


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DA: Gianpaolo Annese
A: redazione@caffeeuropa.it
Data: giovedì 26 agosto 2004 13.41
Oggetto: Il disperante bisogno dell'Unione

In riferimento all’articolo di Daniele Castellani Perelli “Il disperante bisogno dell’Unione”, ritengo l’ipotesi di una distinzione Usa – Europa, almeno sul piano dei diritti umani, azzardata ma assolutamente verosimile. Azzardata perché rimangono negli occhi le torture francesi in Algeria, le nefandezze dei Parà italiani in Somalia (elettrodotti applicati ai testicoli di un prigioniero), e, perché no, con le debite proporzioni, i crimini compiuti dai nostri Carabinieri e poliziotti nelle caserme Diaz e Bolzaneto di Genova ai tempi del G8. Ma rimane possibile una distinzione nel momento in cui è sempre più evidente lo sforzo europeo di riconoscere giuridicamente la tutela della dignità umana delle vittime di efferatezze, ma anche degli individui che di questi crimini si sono macchiati. Vedi i parametri di rispetto della persona necessari per entrare in Europa (Perelli faceva riferimento alla Turchia e alla minoranza curda) e al Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra, fortemente propugnato da gran parte dell’Ue e al quale gli Usa non hanno aderito. Tralasciando (ma non troppo) i numerosi riferimenti culturali su questo tema (Beccaria, Voltaire, Locke, e tanti altri) è come se la tragica esperienza, tutta europea, nazifascista e stalinista, e tutte le efferatezze che ne sono derivate, abbia in qualche modo “immunizzato” il nostro continente dalla tentazione bellica: è percepibile, e anche manifesta, una “voglia di pace” che prescinde dai governi che si alternano nei vari Stati. E’ vero che ci sono state vicende ributtanti anche tra gli europei insomma ma esse assumono un carattere episodico, possono essere intese come “macchie” su un tessuto sostanzialmente pulito, laddove l’uso della forza e della violenza vengono il più delle volte ripudiati come strumenti di risoluzione dei conflitti.
Gianpaolo Annese – Crispiano (Ta)


DA:
Carmina Carfora
A: redazione@caffeeuropa.it
Data: mercoledì 25 agosto 2004 22.00
Oggetto: Hopper: gli occhi sull’America.

L'articolo su E. Hopper mi ha coinvolta ed emozionata e mi ha dato la spinta
necessaria per fare una pazzia: programmare una breve visita a Londra per
visitare la mostra. E non mi sono pentita affatto perchè non ne sono stata
delusa, anzi ho ritrovato le stesse atmosfere descritte nell'articolo,
capito il percorso artistico dell'artista e gustato fino in fondo la
bellezza straordinaria delle opere.
Grazie di cuore
Carmina Canfora


DA:
Paolo Santoro
A: redazione@caffeeuropa.it
Data: giovedì 5 agosto 2004 13.27
Oggetto: Viaggio nella geopolitica gollista

Gentile Direzione,
grazie per le critiche, aspre ma direi comunque costruttive, anche a nome dell'autore. In ottobre e' programmata una serie di incontri-presentazione del libro e sarebbe piacevole confrontarci.
Segnalateci la Vostra cortese disponibilita'. Bien sur, l'Italia esiste nel pensiero di de Grossouvre, tanto che si e' formato un circolo con numerosi aderenti nelle principali citta', circolo che mantiene contatti quotidiani e partecipa alle riunioni del direttivo internazionale dell'Associazione.
Cordiali saluti.
Paolo Santoro,
Delegato per l'Italia e Segretario del Club Italiano Parigi-Berlino Mosca.

 

 

 

 

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