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Tg 5delle 20.00, 22 febbraio 2006

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(Così il tg5 riprende un titolo dall’apertura sulla sfida tv tra Prodi e Berlusconi e il tema dei candidati del centrosinistra, ndr)

Speaker: E adesso torniamo alla politica, e non hai temi dei rapporti con l’Islam anche se c’è uno strascico, perché poco fa c’è la reazione del ministro Castelli alle parole di Fini che abbiamo ascoltato prima, e Castelli le definisce inaccettabili, tanto più perché espresse nella sede formale del Parlamento. Vedremo. Invece adesso parliamo di altri temi politici più strettamente, anzi molto strettamente legati alla campagna elettorale.
E’ arrivata oggi come un fulmine a ciel sereno una proposta di Romano Prodi
Servizio.
Speaker:
“Sì alla sfida televisiva con Berlusconi, arbitro Fede”. L’annuncio di Prodi in serata ma con alcune condizioni che in verità sembrano accentuare il paradosso della proposta.
“Sì - dice Prodi - alla sfida tv con il premier e con le altre due punte, Fini e Casini, ma sulle Reti Fininvest, con Emilio Fede come arbitro, con regole all’americana - continua il professore - duello stile Bush-Kerry”. Ma non basta. In aggiunta Prodi chiede a Berlusconi di rinunciare alla conferenza stampa finale del Presidente del Consiglio che la Commissione di vigilanza ha previsto sulle reti Rai. Questa la proposta. Per ora c’è il commento di Emilio Fede.
Fede: “Può anche essere una trovata, quella di Prodi, può, maratoneta, io dico questa volta corsa ad ostacoli, non per quanto mi riguarda e io lo ringrazio per la fiducia [smorfia] soltanto perché lui chiede le tre punte, e Berlusconi dice: ‘Quali tre punte?’. Faccia a faccia, quindi Berlusconi-Prodi”.
Servizio.
Speaker:
Oltre le sfide tv, nel centrosinistra ci sono problemi ancora da risolvere su candidati e programma. Torna l’indesiderato di Rifondazione. Sembrava essersi liberato definitivamente di lui Bertinotti, di Marco Ferrando, e invece la partita per lui non è ancora finita. La battaglia continuerà fino al 6 marzo, giorno di chiusura delle liste. Combatte Ferrando per il suo seggio al Senato, capolista di Rifondazione in Abruzzo, e non intende mollare, anche se per Rifondazione il caso Ferrando è già chiuso.
Non aveva firmato inizialmente il programma dell’Unione la Rosa nel Pugno. Oggi nel vertice con Prodi Pannella e Boselli hanno ufficializzato la loro firma sotto un programma che però non ha incluso nessuna delle loro proposte. “Problema aggirato, la Rosa nel Pugno avrà mano libera per poter affermare le proprie specificità - dice Boselli - questo è il punto qualificante dell’accordo di oggi”. Tradotto: le Unioni di fatto, il No alla scuola privata e altri punti importanti per Radicali e Socialisti dell’Unione potranno restare una bandiera politica senza incontrare più ostacoli del centrosinistra.
Speaker: “Prodi sta cercando di scappare, i confronti tra Berlusconi e lui sono stati decisi dalla Commissione di Vigilanza e quindi dal Parlamento, così come la conferenza stampa finale del Presidente del Consiglio”. Questa è la replica alla proposta di Prodi del Sottosegretario alla Presidenza Paolo Buonaiuti. (AH FR senza replica)

 

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