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Tg 5delle 20.00, 21 febbraio 2006

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TITOLO
Berlusconi: “No a scontro tra civiltà”. Veltroni: “Dialogo”.

Speaker: Tutto all’insegna della disponibilità e del rispetto reciproco del dialogo con l’Islam ma anche con le altre religioni il dibattito politico in Italia e con diverse manifestazioni sia del centrodestra che del centrosinistra. Da segnalare una importante intervista ad Al Jaziira del premier Berlusconi, ma anche altre iniziative. Però c’è anche qualcuno che solleva voci critiche, e dice: “va bene il dialogo, va bene la disponibilità, ma non possono essere a senso unico, ci vuole reciprocità”. Vediamo.
Servizio.
Berlusconi:
“I nostri contatti hanno avuto numerosi contatti con il governo libico, io personalmente ho parlato a lungo con il leader Gheddafi, e mi ha assicurato la difesa dell’incolumità dei nostri cittadini, del personale del nostro consolato, quindi tra i due Paesi non si è verificato e non c’è ancora anche oggi nessun problema”. (IR)
Speaker: “È necessario evitare ogni scontro di civiltà attraverso il dialogo fra cultura e religioni diverse”. Questo il messaggio lanciato al mondo arabo da Silvio Berlusconi, nel corso di un’intervista alla tv Al Jazira, che andrà in onda stasera. L’emittente ha rivolto una serie di domande al premier sul caso Calderoli, sui rapporti col mondo arabo e sulla questione palestinese. Il premier ribadisce che è essenziale un rapporto di amicizia fra l’Italia e il mondo arabo, nel rispetto reciproco. In questo quadro si colloca anche il sostegno dell’Italia all’ingresso della Turchia, paese musulmano, nell’Unione europea.
“Occorre - ha concluso Berlusconi - uno sforzo unitario per combattere insieme agli arabi moderati il fanatismo e il terrorismo, lavorare insieme perché la democrazia faccia passi in avanti”. Solo la democrazia per il capo del governo può dare benessere ai popoli.
Sui fatti di Bengasi domani mattina i ministri Fini e Pisanu riferiranno in commissione al Senato. E anche se il caso politico all’interno della CdL è chiuso con le dimissioni di Calderoli e la permanenza della Lega nella maggioranza, rimane aperto il problema di quale risposta dare all’offensiva del fondamentalismo islamico. Oggi sull’argomento hanno fatto sentire la loro voce i presidenti di Camera e Senato. Per Casini “Calderoli, seppur in forme sbagliate, ha sollevato un problema vero: la necessità di chiedere tutela e reciprocità di condizioni nei confronti di cristiani”.
Pera è andato più in là, dicendo senza mezzi termini che “non dobbiamo chiedere scusa a fanatici e terroristi. Se ci genuflettiamo - il convincimento del presidente del Senato - abbiamo perso”. E ha preannunciato per i prossimi giorni un appello in difesa dei valori dell’occidente.
Servizio.
Speaker:
“Abbiamo bisogno di alimentare tutte le occasioni abbandonando la costante ricerca di un nemico, dobbiamo rilanciare il rispetto e il dialogo”. Lo ha detto il sindaco di Roma Veltroni al termine di un incontro con gli ambasciatori dei Paesi della Lega araba, organizzato in Campodoglio in seguito ai drammatici fatti di Bengasi.
“Roma ha sempre avuto una vocazione di pace e dialogo - ha spiegato Veltroni - e in un momento difficile come questo, è più che mai impegnata a sviluppare occasioni di conoscenza reciproca e a rifiutare l’idea della guerra di civiltà”.
“E i fatti di questi giorni - ha commentato Veltroni - non hanno compromesso l’immagine dell’Italia”. E sia l’incontro di oggi che la visita di Fini alla moschea sono considerati gesti che vanno nella direzione del dialogo e del rispetto delle diverse identità. Quanto alla necessità di maggiore tutela dell’identità cristiana, Veltroni risponde così:
Veltroni: “Io, in questo momento, credo che sia giusto sostenere che identità e dialogo non sono due parole in contrasto tra di loro. E il giorno in cui ciascuno dovesse chiudersi e tirare su i ponti levatoi e rinserrarsi nella sua identità, considerando tutte le altre identità nemiche, non sarebbe un buon giorno per l’umanità. Bisogna ottenere il rispetto reciproco, bisogna saper garantire il rispetto.
Servizio.
Speaker:
La sinistra più radicale è di tutt’altro avviso, contrapporre una identità cristiana come ha auspicato il presidente del Senato secondo i Verdi e i Comunisti Italiani non fa che esasperare lo scontro di civiltà. Francesco Rutelli invece boccia come intollerabili le ripetute minacce verso fedeli e religiosi cristiani tanto quanto le offese blasfeme all’Islam. E il leader dell’Unione Prodi stigmatizza con forza le bandiere di Israele bruciate durante la manifestazione per la Palestina, “ma non si possono mettere sullo stesso piano - dice - degli atteggiamenti del ministro per le Riforme”.

 

 

 

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