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250 - 03.04.04


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Il giorno che Madrid fu Guernica
Daniele Castellani Perelli


"Ground Zero, Madrid"
La stampa internazionale ² stata unanime nel collegare la strage dell'11 marzo madrileno con l'11 settembre di New York, anche prima che si diffondessero i primi indizi sul ruolo di Al Qaida. La Suddeutsche Zeitung, in un commento dal titolo "L'11 settembre della Spagna", attribuendo la strage del giorno prima alla mano dell'Eta, ha scritto che ora "² da temere che anche le conseguenze si rivelino simili" a quelle dell'attentato di Manhattan. Il richiamo alla strage di New York ² stato immediato anche per altri giornali come El Mundo: "Madrid ² diventata Manhattan: le stesse facce di desolazione, la stessa spontanea solidarietö, lo stesso traffico paralizzato, gli stessi ospedali stracolmi, e gli stessi sguardi vuoti di incomprensione. Era una cittö devastata dalla tristezza".

Bello il titolo del New York Times, che richiama anch'esso il precedente d'oltreoceano: "Ground Zero, Madrid". Il quotidiano newyorkese ha lanciato anch'esso lo slogan (abusatissimo, come vedremo) "Siamo tutti madrileni", e ha scritto che "i paragoni con gli attacchi dell'11 settembre 2001 sono inevitabili ed appropriati", visto che "il terrorismo minaccia tutti noi, ovunque, ogni mattina" e che non rispetta alcun confine nazionale, sistema politico, ideologia o religione", che dunque "la battaglia contro i terroristi dev'essere multinazionale". Il quotidiano, spesso molto critico con l'amministrazione Bush, ricorda per÷ che "ogni nuovo atto terroristico dimostra che l'azione militare da sola non ² la soluzione". "Il terrorismo - ha concluso - non pu÷ essere sradicato solo cacciando i Talebani da Kabul o catturando Saddam Hussein".

Le Monde ha letto l'evento con un punto di vista europeista: "Sono l'Europa e la democrazia ad essere state attaccate giovedÒ 11 marzo a Madrid. E' l'Unione europea che ² stata aggredita in una delle sue capitali". "Se si dovesse cercare un po' di conforto all'indomani dell'atto di barbarie - ha aggiunto il quotidiano francese - lo si pu÷ trovare nella solidarietö immediatamente manifestata dal Parlamento europeo".

La solidarietö di Barcellona
"Madrid ² oggi una cittö aperta, la Madrid del 'no pasarön' si ² mutata nella Madrid cittö martire, la Madrid della prima linea di fuoco". Le bombe di Atocha, El Pozo e Santa Eugenia hanno avuto, tra le tante conseguenze, anche quella di seppellire, momentariamente, le rivalitö che da sempre dividono la Madrid monarchica, tradizionalista e cattolica dalla Barcellona repubblicana, progressista e europea. Anche la Catalogna, senza ipocrisia, si ² stretta intorno alla capitale, e il 12 marzo La Vanguardia, nell'articolo che in apertura abbiamo citato e che aveva come titolo "Il giorno che Madrid fu Guernica", ha dipinto con queste parole il cielo della capitale: "Il giorno era grigio, scuro come il quadro di Picasso". Il giorno precedente il principale quotidiano catalano presentava anche l'articolo "Siamo tutti madrileni", in cui si leggeva: "Oggi mi sento madrileno. Perch³ il crimine non ha frontiere territoriali, ideologiche o politiche. Madrid ² oggi la capitale mondiale del dolore".

Anche El Pais ha dato notizia della sincera solidarietö catalana, in un articolo dal titolo "Barcelona, con Madrid", in cui ha scritto che "la cittö sorella di Madrid" ha espresso nei giorni del lutto la stessa "volontö imperturbabile di difendere la nostra democrazia". Identico il senso del pezzo del francese Liberation, che ricorda le parole di Pasqual Maragall, Presidente della Generalitat catalana: "Oggi siamo tutti madrileni". Ma il quotidiano parigino ha dato voce anche allo scrittore Andreu Martin, che, riferendosi alla manifestazione unitaria spagnola contro il terrorismo, ha cosÒ polemizzato: "Il padrone di Abc, il giornale di destra di Madrid, ha giö dichiarato che sabato 'tutti i veri spagnoli' dovranno essere in strada, tutti i veri spagnoli, non gli spagnoli ambigui. Che vuol dire esattamente?".

Elezioni, "castigado Aznar"
El Mundo ha cosÒ commentato l'esito delle elezioni: "Tutti i pronostici sono saltati in aria. Gli spagnoli hanno punito duramente il Pp per la gestione della crisi e gli hanno consegnato la fattura della guerra in Iraq". "La fattura la firm÷ Aznar alle Azzorre e la paga ora Rajoy", ha aggiunto il quotidiano vicino all'ex premier. Sul Diario di El Mundo si legge che gli attentati dell'11 marzo hanno danneggiato il partito al governo, e beneficiato l'opposizione. E' successo il contrario di quanto capita di solito a seguito di un grande attentato, e secondo Il Diario per tre motivi: la sfortunata gestione della crisi, con Aznar ed il suo ministro degli interni Acebes a incolpare precipitosamente l'Eta, ha fatto dubitare del governo molti cittadini; poi la crescente verosimiglianza della colpevolezza di Al Qaeda ha riattivato tutte le critiche sul grave equivoco di Aznar scudiero di Bush; terzo, ² stato chiaro il ruolo giocato dai mezzi di comunicazione ostili al Pp nel manipolare apertamente una situazione-limite.
Meno polemico El Pais, che ha scritto: "Il sistema politico e la democrazia escono rafforzati da queste elezioni, dopo aver sofferto un durissimo attacco da parte del terrorismo, con indubbie intenzioni destabilizzatici". "Non si possono avere dubbi - ha spiegato il quotidiano progressista - sulla legittimitö di questi risultati e del Governo che sta per formarsi". El Pais non ha nascosto la propria soddisfazione per il cambio di guardia: "Le urne hanno punito con durezza lo stile politico impersonato da Jos³ Maria Aznar, dal quale non si ² potuto sottrarre il candidato alla sua successione, Mariano Rajoy". Punita dunque l'arroganza di Aznar, evidente nella rottura con i nazionalisti e in politica estera: "I cittadini hanno respinto lo stile prepotente del Pp, che ha fatto dell'abuso dei mezzi di comunicazione pubblici uno dei suoi segni d'identitö". "A partire da oggi - ha concluso El Pais - sarö imprescindibile recuperare il dialogo politico e parlamentare e il rispetto delle regole del gioco". Per La Vanguardia, invece, "verrö un governo aperto a patti", in chiara opposizione a quella fermezza di Aznar che gli elettori hanno percepito come esagerata prova di arroganza.

Elezioni, il nuovo quadro europeo
Su La Vanguardia troviamo anche un articolo sulle reazioni politiche continentali alle elezioni spagnole. Il governo francese, secondo il quotidiano di Barcellona, "non ha versato neanche una lacrima per l'insperata debacle politica del partito di Jos³ MarÕa Aznar", mentre Blair "ha perso un alleato chiave nel contesto degli equilibri di potere della Unione Europea". Quanto alla Germania, "la vittoria del Psoe in Spagna ² stata anche una piccola vittoria del debilitato cancelliere tedesco, Gerhard Schrùder, che negli ultimi anni era diventato l'unico socialdemocratico a capo di un grande paese europeo, se si eccettua il Regno Unito". "Vediamo con grande speranza la collaborazione con il nuovo Governo", ha detto Schrùder, che in un biglietto di felicitazioni ha invitato Jos³ Luis RodrÕguez Zapatero a visitare Berlino e che "vinse le elezioni del 2002 in gran parte grazie alla sua netta opposizione alla guerra in Iraq, guerra che, come argoment÷ allora, non era necessaria e poteva provocare maggiore violenza".
Per l'Italia La Vanguardia cita invece il coordinatore di Alleanza Nazionale Ignazio La Russa e il segretario dei Ds Piero Fassino. Per il primo "i terroristi possono cantare vittoria, perch³ sono riusciti a condizionare il voto di un paese democratico e libero". Per Fassino la vittoria socialista si deve alla ribellione degli spagnoli "contro il modo cinico e senza scrupoli con cui il Governo di Aznar ha gestito l'informazione sugli attentati di Madrid". "Conclusione: in politica, - sintetizza il giornale - chi mente paga".

Elezioni, nuova luce per la Costituzione europea
Le testate europee hanno insistito molto sulle evidenti conseguenze del voto spagnolo sulla politica internazionale. Il settimanale Der Spiegel ha ricordato, nell'articolo Nuove chance per la costituzione europea, come l'avvicendamento tra Aznar e Zapatero cambi completamente il quadro delle alleanze europee. Come avevamo giö annunciato, ora esce di scena uno dei due grandi avversari del testo di Giscard (l'altro ² il polacco Miller), e prende il suo posto un politico che ha sempre dichiarato di voler riavvicinare Madrid alle posizioni di politica estera di Parigi e Berlino. Ottimismo a riguardo anche da parte di Le Monde, decisamente schierato sulle posizioni franco-tedesche. Il quotidiano parigino ha scritto che "Jacques Chirac ² stato particolarmente caloroso nel suo messaggio di felicitazioni a Rodriguez Zapatero" e che "la portavoce della presidenza francese, Catherine Colonna, ha indicato che Parigi vorrebbe arrivare a un accordo sulla costituzione 'se possibile da qui alla fine di giugno'".

 

 

 

 

 

 

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