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243 - 27.12.03


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I lettori ci scrivono


I lettori ci scrivono

Da: Nino Contiliano
Data: Thu, 11 Dec 2003 18:45:02 +0100
A: caffeeuropa@caffeeuropa.it
Oggetto: Hollywood, Keynes e l’esportazione targata America

L’articolo, senz’altro chiaro, e con il coraggio di evidenziare che gli americani sono in grado di vendere agli europei il loro modello economico-finanziarizzato e bellicistico fallimentare (versione hollywoodiana) o di voler esportare ciò che non hanno applicato al loro stesso paese (W. Wilson che vuol esportare la democrazia “elettorale” quando nel suo paese non tutti godevano del diritto di voto; il “socialdemocratico” New Deal esportato in Europa da Roosvelt lì dove nel suo paese non era digerita una “dignitosa” linea sociale dell’economia; Bush che vuole esportare la “sua” democrazia!? – quella cioè delle bombe o della militarizzazione della politica), è esemplare per osservazioni di critiche bilanciate e di esempi (il Messico) negativi del modello liberistico con le sue nelle scelte antidemocratiche che ha sede nelle decisioni del Fondo Monetario Internazionale, del Wto e della Banca Mondiale, dove i maggiori azionisti sono gli anglo-americani e quelli dell’Europa occidentale, benché, quest’ultimi, di tradizione diversa.

Ma non credo che sul piano delle cose che in atto riguardano l’economia, il lavoro, il sociale, la finanza, le borse, il post-industrialismo, ecc., e il loro intreccio, ci siano “cose che gli europei possano imparare dagli americani” e che gli americani possano imparare dagli europei, se non si specifica che le scelte dei governi europei (basterebbe guardare alla fretta con cui si vuole chiudere l’approvazione della “nuova” Costituzione europea, tutta votata alla difesa del mercato “liberistico” – ossia alla difesa assoluta del capitale e del mercato – e all’incremento della “flessibilità” del lavoro – ossia allo smantellamento totale dei diritti dei lavoratori e dei diritti fondamentali del cittadino dalla salute, alla sicurezza, all’alimentazione, alla biodiversità, all’ambiente, ecc.) non coincidono con gli interessi e le idealità della popolazione e dei cittadini. Quello che, oggi, impera è solo la “deregulation” dei padroni e dei signori della guerra. L’opposizione dei cittadini e dell’opinione pubblica, se non si uniforma e si omogeneizza, viene criminalizzata. Un solo esempio: le dissociazioni che i vari “capitani” dell’Ue si sono affrettati a pubblicizzare, per rassicurare il padre-padrone americano Bush, all’indomani del sondaggio europeo che dava e dà lo stato di Israele come un pericolo per la pace.

Americani ed europei, credo, possono imparare gli uni dagli altri solo se riportano l’economia e la politica nella direzione della giustizia sociale nazionale, e in una con quella internazionale o globale. In un pianeta globalizzato la giustizia sociale è globalizzata e come tale va affrontata. Né il liberismo senza regole né l’economia di mercato sostenuta dallo/gli Stato/ti a danno delle popolazioni e dei cittadini può costituire punto di riferimento e reciproco confronto per imparare l’uno dagli errori dell’altro e viceversa.


Antonino Contiliano