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313 - 19.01.07


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Il soft power europeo funziona

Daniele Castellani Perelli


La provincia ha sofferto 29 anni per una guerra civile che ha opposto le truppe indonesiane ai ribelli separatisti del Movimento per Aceh libera (GAM), che ha fatto più di 15mila vittime (molte delle quali civili) e che si è conclusa solo con la firma dell’accordo di pace del 15 agosto 2005, con cui i ribelli hanno abbandonato la lotta armata e le loro richieste separatiste in cambio dell’amnistia, di un ruolo politico nella provincia, del parziale ritiro delle truppe governative e di una forte autonomia (la maggiore dall’Indonesia concessa oggi a una sua regione, con il diritto di formare partiti locali e di gestire il 70% delle entrate del petrolio e del gas).

La missione europea ha vigilato sugli accordi, e ha incontrato il favore esplicito della popolazione locale. Malik Mahmud, l’ex primo ministro del movimento ribelle, si è detto “triste” quando, concluso il suo incarico, è dovuto tornare in Europa il capo della missione dell’Ue, il diplomatico olandese Pieter Feith: “Quello che avete fatto qui rimarrà sempre nei nostri cuori – lo ha salutato Mahmud – ed è già diventato parte della lunga storia di Aceh”. Feith, assicurando alla stampa che la comunità internazionale continuerà a vigilare sul rispetto dei diritti umani nella regione e sul reintegro degli ex combattenti all’interno della società, ha sottolineato come questa storia sia un esempio del soft power dell’Europa, costruito intorno al commercio e agli aiuti, in opposizione all’approccio militare degli Stati Uniti: “Questa missione mostra che l’Ue ha dei vantaggi incomparabili rispetto agli altri”.

La missione, durata un anno, era composta di 200 osservatori europei ed è costata 15 milioni di euro: “Non so quanto spendano al giorno gli americani nello stabilizzare l’Iraq – ha rimarcato Feith – ma credo sia di più”. L’Europa, per tradizione poco influente nella regione, vede ora rilanciato il proprio ruolo, anche come contrappeso al potere di Washington. Feith ha dichiarato che altri paesi del sud-est asiatico potrebbero seguire lo stesso modello di autonomia per risolvere i propri problemi interni, e ha suggerito al governo indonesiano di avvalersi del sostegno dell’Ue anche per altri due conflitti regionali, nelle province di Poso e della Papua Occidentale.

L’accordo di pace è giudicato “irreversibile” dagli analisti, e l’11 dicembre la provincia di Aceh ha tenuto le sue prime elezioni dirette per la carica di governatore. Voto pacifico, e vittoria di un ex capo ribelle, Irwandi Yusuf.

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