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308 - 26.10.06


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Dicono di Laurent Fabius



Amici e detrattori, piccoli frammenti per un ritratto di Laurent Fabius, candidato alle primarie socialiste per le prossime presidenziali francesi.

Jean-Marc Lech, presidente dell’istituto Ipsos: “Il problema di Laurent Fabius è che non ha mai l’aria innocente, anche quando è perfettamente sincero. Per molti elettori di sinistra ha incarnato la svolta del rigore del 1983, la distanza tra promesse e atti. In un certo modo, Fabius non è mai riuscito a correggere quest’immagine di calcolatore”.

Claude Bartolone, deputato socialista fabiusiano: “È adesso che è se stesso. Laurent è coerente con le sue convinzioni profonde. Ha capito l’importanza del no a Masstricht, la sconfitta del 21 aprile 2002 e ne ha tratto una lezione”.

Jean-Luc Melenchon, deputato socialista ha raggiunto i fabiusiani al referendum sulla Costituzione europea: “Non è quasi mai caloroso, ma è quasi sempre attento”.

Claude Bartolone, deputato socialista fabiusiano: “Non è mai stato il più popolare nei sondaggi a vincere le elezioni presidenziali”.

Jean-Pierre Chevènement, ex socialista presidente del Movimento repubblicano e cittadino (Mrc), a proposito di Fabius e il Trattato europeo: “Vuole reintrodurre dalla finestra quello che il suffragio universale ha cacciato dalla porta”.

Alexandre Adler, storico e editorialista: per lui Fabius rappresenterebbe “un nuovo cesarismo tribunizio”.

Elie Cohen, economista: “Fabius non ignora le realtà economiche”.

Max Gallo, ex socialista e storico: “Fabius è il più classico, il più deciso a difendere la frattura destra-sinistra”.

Jean-Jacques Becker, storico: bisogna considerare il “percorso incredibile” di Fabius. “Al congresso di Metz nel ’79 polverizzò Michel Rocard difendendo il socialismo duro e puro. Poi si è trovato piuttosto a destra del partito. E ora a sinistra. Non si sa più se bisogna guardare ai candidati in funzione dei loro atti passati o le loro parole attuali”.

Alain Mergier, sociologo: “Fabius è su una visione socialista abbastanza classica, con l’economia o il potere d’acquisto come priorità”.
(a cura di l.s.)


 


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