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301 - 16.06.06


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Radio Maryja, e la
crociata di padre Rydzyk
Luca Sebastiani

“I fedeli non hanno bisogno di un prete che sia esperto d’economia, d’edilizia e di politica”. È giovedì 25 maggio e Benedetto XVI a Varsavia, durante il suo primo giorno di visita in Polonia, lascia cadere questa frase nel bel mezzo del suo discorso.

A chi fa riferimento il papa, chi sarebbe questo prete affarista che scambia la sua missione spirituale con quella temporale? Senza dubbio è di Tadeusz Rydzyk che il Santo padre parla, con un richiamo all’ordine esplicito che segue una serie di interventi intrapresi nei mesi scorsi dal Vaticano per riportare la Radio Mayja del “padre direttore” a più miti consigli.

Sulle onde dell’emittente, infatti, il redentorista Rydzyk conduce da anni la sua crociata ideologico-politica ultracattolica per “salvare la Polonia, una grande nazione, una nazione con una sola lingua, una sola cultura e una sola religione” dai molteplici nemici che starebbero complottando contro di essa e conducendola verso una decadenza dei costumi e della morale. Tutti i giorni, “la voce cattolica in casa tua”, tra cantici e preghiere, lancia i suoi strali infuocati contro la solita banda di subdoli omosessuali e socialisti, europeisti e liberali, abortisti, massoni e naturalmente ebrei.

Proprio a causa delle ultime e irripetibili invettive antisemite lanciate dagli studi di Radio Maryja, le gerarchie Vaticane hanno deciso di intervenire e, con una lettera inviata direttamente al nunzio apostolico Josef Kowalczyk, hanno invitato la Conferenza episcopale polacca ad esercitare il controllo sulle uscite della radio. Venti giorni prima dell’arrivo di Benedetto XVI in Polonia, la Conferenza episcopale ha deciso di creare un consiglio per vegliare sull’emittente.

Il problema è che il padre direttore sembra irrefrenabile e poco gestibile dalla diplomazia vaticana. Anche l’appello diretto del papa, a parte qualche imbarazzo, non è stato affatto assunto dalla classe politica. Rydzyk il crociato conta infatti nella sua cerchia d’amici l’intero vertice del nuovo potere polacco a cui ha messo a disposizione il proprio impero mediatico.

Oltre a Radio Maryja, che raggiunge le case di tre milioni di polacchi tutti i giorni, il redendorista controlla infatti anche il canale televisivo Trwan e il quotidiano Nasz Dziennik, e a Torun, a 200 chilometri da Varsavia dove c’è la sede della radio, padre Rydzyk si è aperto una scuola superiore di “cultura sociale e mediatica” in cui forma professionalmente e ideologicamente i propri giornalisti.

Certo i media di Rydzyk hanno fatto campagna per i populisti conservatori di Diritto e Giustizia (Pis) guidati da Jaroslaw Kaczynski contribuendo alla loro vittoria sia alle politiche dello scorso autunno, sia all’elezione del gemello di quest’ultimo, Lech Kaczynski, alla presidenza della Repubblica; certo anche i due partitini di estrema destra xenofobi, omofobi e antisemiti della Lega delle famiglie polacche (Lpr) e Autodifesa (Samoobrona) hanno approfittato dei microfoni del padre direttore per far campagna e favorire la loro recente entrata nella compagine governativa; ma la vera questione è che tra l’ultracattolicesimo antisemita e antiliberale di Rydzyk e il populismo nazionalista e antieuropeista del nuovo potere c’è più di un collateralismo, una vera e propria organicità.

Lo dimostra anche il fatto che dopo l’inquietudine suscitata in tutta Europa dalle prese di posizione antisemite della radio, e in barba all’arrivo del Santo padre e al di là di ogni opportunità diplomatica, il 21 maggio il capo del governo Kazimierz Marcinkiewicz si sia recato presso i microfoni dell’emittente.

Non bastano neanche i dubbi più volte sollevati sulla gestione finanziaria di Rydzyk e sulle fonti di finanziamento per allontanare i politici da questa figura oscura. Come ha fatto questo predicatore a fondare Radio Maryja nel 1991 e perché all’inizio trasmetteva dalla Russia sulla lunghezza d’onda utilizzata dall’esercito? Che fine hanno fatto i soldi che il padre redentorista aveva raccolto nel 1997 per salvare i cantieri navali di Gdansk?

Sostenuto dai suoi ascoltatori, dai suoi adepti raggruppati nella “Famiglia di Radio Maryja” che lo considerano un santo, e sostenuto ora anche dal vertice politico dello Stato, il controverso Tadeusz Rydzyk, padre direttore, continuerà la sua crociata a scorno dell’Europa, del Vaticano e del gran rabbino di Polonia, Michael Schudrich, aggredito a Varsavia il giorno prima di recarsi ad Auschwitz per pregare al fianco di Benedetto XVI.


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