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Mezzo secolo (e più)
di Nazioni Unite
Lorenzo Stracquadanio

L'Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) è un organismo internazionale basato sul reciproco riconoscimento della sovranità di ciascuno degli stati membri il cui scopo è mantenere la pace e la sicurezza, sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni, promuovere la cooperazione in materia economica, sociale e culturale, e favorire il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Gli stati membri si impegnano a risolvere le controversie in modo pacifico, ad astenersi dall'uso della forza, a sostenere le iniziative dell'Onu e ad agire conformemente al suo programma. L'adesione è aperta a tutti gli stati "fautori della pace" che accettano gli impegni dell'Organizzazione.

I nuovi membri sono ammessi a maggioranza di due terzi dell'Assemblea, su raccomandazione del Consiglio di sicurezza. Attualmente gli stati sono 189; oltre ai delegati dei singoli paesi, alle sedute dell'Assemblea generale partecipano, in qualità di osservatori, i delegati di Unione Europea, Svizzera, Città del Vaticano, Lega araba, Unione Africana, Organizzazione della conferenza islamica, Organizzazione per la liberazione della Palestina, Croce rossa e Mezzaluna rossa.

La storia

Le Nazioni Unite sono considerate la prosecuzione della Società delle Nazioni, organizzazione internazionale nata dopo la prima guerra mondiale con le medesime finalità. La Carta Atlantica, firmata dal presidente statunitense Roosevelt e dal primo ministro britannico Churchill nel 1941 come base dell'alleanza contro le potenze dell'Asse, costituì il primo passo verso la creazione dell'Onu. L'intesa verso un sistema di sicurezza e cooperazione internazionale fu ribadita nella Dichiarazione delle Nazioni Unite, siglata da ventisei paesi l’1 gennaio 1942. La conferenza di Mosca del 1943 impegnò Stati Uniti, Gran Bretagna e Unione Sovietica, a creare un'organizzazione internazionale in grado di risolvere i conflitti pacificamente.

L'incontro di Dumbarton Oaks (1944) produsse una bozza di carta fondamentale delle future Nazioni Unite. Nell'aprile del 1945, alla conferenza delle Nazioni Unite sull'Organizzazione Internazionale parteciparono i delegati di cinquanta nazioni; sulla base del progetto di Dumbarton Oaks, in due mesi furono redatti i 111 articoli che compongono il testo dello statuto dell’Onu, che, approvato nel giugno del 1945, entrò in vigore nell'ottobre dello stesso anno.

Subito dopo la fine del conflitto, lo scontro politico e ideologico tra Stati Uniti e Unione Sovietica e tra paesi occidentali e comunisti limitò il ruolo dell'Onu, impedendo l'assunzione di un atteggiamento comune nelle crisi politiche e nei conflitti militari. Il progetto di costituzione di contingenti militari internazionali non venne realizzato, ostacolando ogni possibilità di intervento autonomo delle Nazioni Unite. L'azione del Consiglio di sicurezza riuscì talvolta, grazie a un intenso lavoro politico e diplomatico, a risolvere alcuni conflitti (il ritiro degli olandesi dall'Indonesia nel 1949 o la guerra dei Sei giorni nel 1967).

L'Organizzazione ebbe una parte importante nel processo di decolonizzazione: l'impegno a favorire l'autogoverno di tutti i popoli, sancito dall'articolo 73 della Carta delle Nazioni Unite, permise all'Assemblea generale di controllare i governi coloniali, che erano tenuti a presentare delle relazioni sulla situazione nei territori non autonomi. La massiccia adesione all’Onu dei paesi di nuova indipendenza portò nel 1960 alla Dichiarazione sul diritto all'indipendenza, che costituiva un'esplicita condanna del colonialismo e dei suoi ultimi esempi: quello portoghese, quello della minoranza bianca nella Rhodesia del Sud (odierno Zimbabwe), quello dell'apartheid in Sudafrica. Nei paesi in cui la ritirata dei governi coloniali aveva lasciato il posto a violente lotte di potere, l'organizzazione sviluppò una strategia basata su impegno diplomatico e invio di contingenti sul territorio, con un triplice scopo: separare le forze in campo, creare le condizioni per l'avvio di negoziati, prevenire l'estensione dei conflitti. Con questi intenti l'Onu si è impegnato in operazioni di peace-keeping in Medio Oriente (dal 1948, all'indomani della proclamazione dello stato di Israele); a Cipro (dal 1964); in Congo (dal 1960 al 1964), in Angola, nel Sahara Occidentale, in Namibia, in Mozambico.

Negli anni Novanta ha inoltre messo in atto una politica mirante a fornire aiuti umanitari alle popolazioni civili coinvolte in conflitti, pur nella salvaguardia del principio di non ingerenza negli affari interni di uno stato. Tale strategia ha determinato una serie di interventi umanitari: in Iraq, in favore dei curdi dopo la guerra del Golfo (1991); in Somalia (1993) nel tentativo di separare le fazioni in lotta all'indomani della caduta di regime; in Cambogia, per un controllo del processo elettorale dopo la guerra civile e il ritiro delle truppe vietnamite; e nei Balcani, durante la guerra civile iugoslava.

Struttura

Assemblea generale: organo deliberativo principale, raccoglie un rappresentante per ogni stato membro, tiene regolari sessioni annuali o, su richiesta della maggioranza o del Consiglio, sessioni speciali ed emette risoluzioni non vincolanti. Ha il potere di creare agenzie speciali che attuino i programmi, come l'Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia), l'Undp (Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo), l'Unctad (Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e sullo sviluppo).

Consiglio di sicurezza: in sessione permanente, è l'organo principale addetto al mantenimento della pace. Conta 15 membri, di cui 5 permanenti: Stati Uniti, Russia, Francia, Gran Bretagna e Cina, che hanno diritto di veto. Nessuna risoluzione può essere assunta con il voto contrario di un membro permanente. I membri non permanenti restano in carica due anni. Il Consiglio vota a maggioranza di almeno 9 paesi su 15. In caso di controversia, il Consiglio incoraggia le parti a risolvere le dispute con negoziati, mediazioni, conciliazioni, arbitrati o sottoponendosi al giudizio della Corte internazionale di giustizia (art. 33-38). Il Consiglio può inoltre attuare misure coercitive non militari (sanzioni economiche o diplomatiche) e prevedere l'uso della forza contro i paesi che non rispettino le misure prescritte (art. 39-51). Il ricorso all'azione militare è però regolato dal potere di veto dei cinque membri permanenti. Il Consiglio ha inoltre il compito di favorire il controllo internazionale degli armamenti.

Corte internazionale di giustizia: con sede all'Aia, in Olanda, è composta da 15 giudici nominati per 9 anni dall'Assemblea generale e dal Consiglio di sicurezza. Esamina i casi sottoposti dai membri dell’onu. Su richiesta dell'Organizzazione o delle sue agenzie, la Corte rilascia pareri non vincolanti.

Segretariato generale: coordina l'attività dell'Organizzazione e ha il compito di rendere esecutivi i programmi e le politiche dell'organizzazione. È guidato da un segretario generale (nominato dall'Assemblea generale su raccomandazione del Consiglio di sicurezza) che resta in carica cinque anni.

Consiglio economico e sociale: composto da 54 membri, si riunisce annualmente e coordina le attività economiche e sociali delle Nazioni Unite e delle sue agenzie specializzate, tra cui l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), l'Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura), la Fao (Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura) e l'Ilo (Ufficio internazionale del lavoro).

 

Link utili

Il sito dell’Onu
Il sito dell’Unicef
(Fondo dell’Onu per l'infanzia),
Il sito dell’Undp
(Programma dell’Onu per lo sviluppo)
Il sito dell’Unctad
(Conferenza dell’Onu sul commercio e sullo sviluppo).

 

 

 

 

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