Alan Mathison Turing, il padre dell'informatica
di Susanna Marietti

La vita dal grande matematico inglese che ideò nel 1936 una macchina ideale che ha anticipato i moderni computer, che fu protagonista nell'interpretazione dei messaggi cifrati dei nazisti e morì suicida dopo l'arresto per omosessualità
 

Strana figura, quella di Alan Turing, il matematico inglese che ha legato il proprio nome ad un nastro diviso in caselle, l'instancabile canottiere, ciclista, corridore di fondo morto in circostanze drammatiche dopo aver subito un processo da parte dell'austera giustizia britannica. La "macchina di Turing", questa elementarissima macchina astratta di sorprendente semplicità, è niente di meno che l'antesignana di tutti quei congegni che tanto sono presenti oggi nella vita di ciascuno di noi: i computer. E il suo inventore, a buon diritto, può essere indicato come il fondatore della scienza informatica, alla quale dedicò le energie maggiori del suo geniale ingegno e della sua breve vita.

Alan Mathison Turing era nato a Londra, il 23 giugno del 1912. Suo padre, un membro dell'Indian Civil Service, e sua madre, la figlia dell'ingegnere capo delle ferrovie di Madras, si erano conosciuti e sposati in India, dove lui continuava quasi sempre a soggiornare per motivi di lavoro. Quando Alan aveva poco più di un anno, la madre raggiunse il marito all'estero, lasciando il bambino a casa di amici di famiglia. Compiuta la giusta età, Turing cominciò a frequentare la scuola, ma i risultati si rivelarono presto molto scarsi. Gli insegnanti si lamentavano del suo disinteresse per il latino e per la lettura delle Sacre Scritture, e i suoi voti, dal primo anno di studi fino al diploma ottenuto a stento, furono sempre appena sufficienti. Non apprezzavano, quegli insegnanti, che alla rigida educazione convenzionale egli preferisse le sue letture sulla teoria della relatività di Einstein, i suoi calcoli astronomici, gli esperimenti di chimica che da solo inventava ed eseguiva, il gioco degli scacchi. Passione, questa, che lo accompagnerà per sempre, fino a quando, con il suo caro amico David Champernowne, mise a punto il primo programma in assoluto capace di giocare, che da loro prese il nome di "Turochamp". E' sempre insieme, durante le loro interminabili partite, che inventarono la regola "giro-della-casa", la quale certamente poco successo avrebbe avuto nei tornei dei russi: il giocatore che muove fa un giro di corsa attorno alla casa, e se al suo arrivo l'avversario non ha ancora eseguito la propria mossa egli ha diritto a muovere un'altra volta.

Eppure, nonostante gli insuccessi scolastici della sua infanzia poco felice, nel 1931 Turing entrò al King's College della Cambridge University, dove studiò la meccanica quantistica, la teoria della probabilità e la logica. Il 1930 aveva visto la prematura morte di Christopher Morcom, un giovane brillante incontrato da Turing a scuola due anni prima, il quale aveva stimolato in lui una vivace attività intellettuale. La crisi in cui questa dolorosa perdita lo gettò fu affrontata nella convinzione di dover portare avanti quello che l'amico era stato costretto ad abbandonare. Le riflessioni di Turing cominciarono a ruotare attorno al problema della mente umana, e del modo in cui questa poteva incorporarsi nella materia. Nonché, al momento della morte, venirne separata. Nella fisica del '900 e nella meccanica quantistica, Turing ricercava adesso una risposta al tradizionale problema filosofico del rapporto tra mente e corpo.
Durante gli anni del King's College, l'omosessualità di Turing divenne parte integrante della sua vita. In un ambiente intellettuale che guardava con superiorità all'attività fisica, egli intrecciava le proprie relazioni nel mondo sportivo che assiduamente frequentava, piuttosto che nei circoli letterari vicini all'ambiente omosessuale. Ai colleghi appariva come un tipo strano, nel suo presentarsi in facoltà alle ore più assurde vestito da maratoneta o nel suo interrompere bruscamente le conversazioni accademiche che quasi sempre gli risultavano noiose.
I successi di Turing cominciarono a moltiplicarsi. Si laureò nel '34 con il massimo dei voti, ebbe una fellowship l'anno seguente, vinse il premio Smith nel '36. Il 1936: l'anno che finalmente consegnò Turing alla storia del pensiero scientifico. L'anno della "macchina di Turing".

Dopo un soggiorno di due anni alla Princeton University per il conseguimento del PhD, Turing fece rientro a Cambridge nel 1938. Si era vicini all'esplodere della seconda guerra mondiale, ed egli cominciò segretamente a lavorare part-time per il dipartimento inglese addetto alla decrittazione dei codici militari. Il suo impiego segnò una svolta epocale per il dipartimento, introducendo per la prima volta un approccio scientifico in un ambiente che fino a quel momento si era servito esclusivamente di tecniche pragmatiche. La decisione di affrontare un simile cambiamento di prospettiva era stata determinata dall'insuccesso dei precedenti metodi pre-scientifici escogitati per decodificare i messaggi cifrati tedeschi prodotti da Enigma. Si trattava di un compito difficilissimo. Enigma era un calcolatore capace di generare un codice in continua trasformazione, così da rendere ogni volta insufficiente alla decodifica il tempo a disposizione dei tecnici nemici. Un notevole passo avanti si ebbe grazie ai contributi che verso la metà del 1939 arrivarono dalla Polonia, dove già da tempo si era cominciato ad utilizzare i matematici nella risoluzione di tali problemi. Con l'entrata in guerra dell'Inghilterra, nel settembre di quell'anno, Turing fu impiegato a tempo pieno a Bletchley Park, il quartier generale dei lavori di decriptazione. Un'intuizione degli scienziati polacchi era stata incorporata in un calcolatore chiamato Bomba. Anche qui, l'ingegno di Turing non rimase in secondo piano. Generalizzando l'idea di Bomba, egli costruì uno strumento ben più potente, in grado di sezionare ogni messaggio di Enigma in porzioni siffatte che il loro significato poteva venire correttamente indovinato. Bomba divenne di uso corrente, e Turing cominciò a dedicarsi alla decifrazione degli ancor più complessi messaggi della Marina tedesca. Lavorando in completa solitudine, venne presto a capo del sistema di codifica, e la Battaglia dell'Atlantico si risolse anche grazie a lui a favore degli Alleati.

Negli anni successivi alla guerra, Turing si dedicò con crescente passione alla propria attività sportiva, ottenendo, soprattutto nella corsa, risultati agonistici di discreto livello. Continuò a lavorare con successo ai suoi progetti di macchina pensante, utilizzando allo scopo gli strumenti elettronici che nel frattempo aveva imparato a conoscere. Se il modello di hardware da lui disegnato non si rivelò troppo lungimirante, le prospettive che indicò per l'utilizzo della macchina costituiscono un vero e proprio episodio di fantascienza in seguito realizzatasi.
Troppo presto, tuttavia, dovette interrompere le sue ricerche. Il 31 marzo del 1952, Turing fu arrestato per omosessualità e condotto in giudizio. Non tentò di negare la relazione intrapresa con un giovane di Manchester, e a sua difesa disse semplicemente che non scorgeva niente di male nelle proprie azioni. Al fine di poter uscire di prigione, accettò di sottoporsi ad una cura di estrogeni per via endovenosa. Non molto dopo, il 7 giugno 1954, morì a causa di un avvelenamento da cianuro. Fu trovato il giorno seguente disteso sul suo letto, accanto al quale era rotolata una mela mangiata per metà. La madre sostenne che il figlio, dalle dita ancora sporche per un qualche esperimento chimico, aveva ingerito per errore la dose fatale di veleno. Ma il verdetto ufficiale parlò senza incertezze di suicidio.


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