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Da "alchimia" a "zero": la scienza è cultura
di Angela Taraborrelli
Pietro Greco Einstein e il ciabattino. Dizionario asimmetrico dei concetti scientifici di interesse filosofico, Editori Riuniti, 2002
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Quello di Pietro Greco, giornalista scientifico e vicedirettore del Master in comunicazione della scienza della Scuola internazionale di studi avanzati (Sissa) a Trieste, è un libro che cerca innanzitutto di sfatare un mito, il mito secondo cui la scienza non sarebbe cultura, cultura vera, e la conoscenza scientifica non sarebbe vera conoscenza. Secondo l'autore, la scienza ha una dimensione culturale che va ben oltre il suo ambito; le conoscenze da essa prodotte, infatti, da almeno un secolo a questa parte, sono il motore principale di quell'innovazione tecnica attraverso cui l'uomo rielabora incessantemente il suo rapporto con l'universo che lo circonda. In secondo luogo, l'autore intende mostrare la stretta correlazione che esiste tra scienza e filosofia. Come ebbe a dire Albert Einstein, la scienza senza filosofia, ove anche fosse possibile, sarebbe una ben arida attività. Se questo è vero, è vero anche che una filosofia che non tenesse conto della scienza, ove anche ciò fosse possibile, sarebbe vuota.
Il dizionario, non vuole dunque essere un dizionario di filosofia e neppure un dizionario di filosofia della scienza. Esso ha una più modesta intenzione, vale a dire ricordare come la conoscenza scientifica abbia contribuito a modificare i concetti primari dell'esperienza umana - ad esempio i concetti di realtà, di spazio e di tempo, di sé e di altro da sé - e come i cambiamenti imposti dalla conoscenza scientifica a tali concetti rappresentino e debbano rappresentare un vincolo obbligato per i filosofi. In questo senso, allora, i termini scientifici che l'opera propone sono di interesse filosofico.
Costruito attraverso centosessanta ampie voci, il dizionario definisce i concetti esaminati, delinea quali implicazioni abbiano avuto nei diversi campi di ricerca, e ricostruisce i dibattiti e le ricerche che si sono svolti intorno ad essi, offrendo una panoramica affascinante dei grandi mutamenti del pensiero e della conoscenza. Ciascuna voce - evoluzione, complessità, coscienza, simmetria, campo, eredità, riduzionismo, zero, solo per citarne alcune - è pensata come un esempio rappresentativo dell'influenza reciproca tra filosofia e scienza, influenza resa ancora più evidente nel caso della trattazione di alcune voci come bellezza, identità, sacro, proprio per l' apparente estraneità di quest'ultime ad una comprensione di tipo scientifico.
Di particolare interesse è poi la ricca voce dedicata all'Islam e all'enorme debito culturale che l'Occidente ha nei suoi confronti. E così Pietro Greco descrive la grande avventura degli arabi, l'incontro tra l'Islam e il pensiero scientifico dei greci e dell'India, i risultati conseguiti nel campo della matematica, della fisica, della musica, dell'astronomia e dell'alchimia, il ruolo dello scienziato islamico, argomentando i recenti studi che fanno risalire ad essi la creazione dello spirito sperimentale, che in Occidente si affermerà definitivamente solo nel XVII secolo.
Il dizionario non vuole offrire né pillole di conoscenza filosofica o scientifica, né proporre una chiave univoca e definitiva di interpretazione, bensì una mappa dei concetti e dei filoni fondamentali sui quali si concentra il dibattito scientifico tra XX e XXI secolo.
L'autore dichiara la soggettività dei suoi giudizi sulla profondità del cambiamento che la conoscenza scientifica ha prodotto nella percezione di noi stessi e del mondo, definendo il dizionario "asimmetrico": si sofferma infatti più su alcuni concetti, meno su altri, e altri ancora li omette. L'opera, volutamente non esaustiva, raggiunge però l'intento dichiarato: stimolare i lettori ad approfondire i grandi temi proposti dalla scienza e dalla filosofia. A tal fine, al termine di ogni voce, il lettore troverà preziose indicazioni bibliografiche di libri tutti pubblicati in italiano e appartenenti ad orientamenti diversi da quelli dell'autore, scritti, come questo dizionario, in un linguaggio efficace e comunicativo.
Su tutto il dizionario aleggia lo spirito di Einstein, esempio di straordinaria modestia e profonda onestà intellettuale: di fronte a scenari matematicamente plausibili, logicamente paradossali ed emotivamente disperati permessi dalla sua teoria della relatività generale egli sosteneva che bisognasse correggere la teoria piuttosto che accettare le ipotesi. E' il suo atteggiamento, saggiamente scettico, che dovremmo assumere oggi nei confronti dell'incursione oltre i confini della scienza di quell'antico desiderio di evitare la morte che gli studi sul genoma umano stanno producendo sull'immaginario collettivo, evocando la speranza di aver trovato la panacea a tutti i mali e suscitando l'illusione di poter allungare la vita e di riuscire a clonare la nostra individualità, assicurandole immortalità. Einstein sosteneva, infatti, che la nostra individualità è frutto insieme di geni e di ambiente, di necessità e di storia, per questo è unica e irripetibile e, per questo, fortunatamente, mortale.
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