La biologia delle origini
di Sara Capogrossi Colognesi

 Preistoria, egiziani e babilonesi
 I greci cominciano a studiare gli esseri viventi
 La biologia dall'antica Roma al Rinascimento
 I bookmark di ReS
 

 Preistoria, egiziani e babilonesi

Sembrerà forse strano ma il termine biologia viene usato per la prima volta nel 1802, dal francese Lamarck. Possibile che sorga solo allora l'interesse per il mondo dei viventi? Lo studio della vita inizia così tardi? È vero che la biologia quale disciplina scientifica nasce tra gli anni Trenta e Quaranta, con grave ritardo rispetto ad altre branche del sapere a essa vicina, quali la fisica o la chimica. Tanto che si è discusso a lungo se si tratti di un caso particolare riconducibile a queste "sorelle maggiori".
In realtà, si tende a pensare che la biologia si origini con l'uomo, dettata dalla necessità di comprendere il mondo che lo circonda, animali e piante in primo luogo. Si tratta di sopravvivenza: si deve imparare a riconoscere le piante velenose da quelle commestibili, occorre studiare le abitudini degli animali, per poterli cacciare o per servirsene in altro modo. Le conoscenze si tramandano oralmente e si acquisisce la consapevolezza che esistono esseri (vegetali o animali) nocivi, e altri utili, che un battito cardiaco indica la vita, che la procreazione è in qualche modo connessa all'atto sessuale. La caccia, l'addomesticamento e l'allevamento di certi animali, la selezione e la coltivazione delle piante rappresentano quindi le prime ricerche biologiche.
Con gli egiziani e i babilonesi queste conoscenze vengono trascritte e possono essere preservate e tramandate. Papiri risalenti al XIII e al XII secolo a.C. ci introducono alle conoscenze chimiche, mediche e farmacologiche dell'antico Egitto. Conoscenze, in genere, subordinate alle applicazioni pratiche, come quelle in ambito matematico, geometrico e astronomico, che rappresentano conquiste uniche a quel tempo, e che solo più tardi si incontrano e si arricchiscono con gli apporti della civiltà mesopotamica.



  I greci cominciano a studiare gli esseri viventi

Nell'età greca, la scienza entra nella prima fase del suo sviluppo razionale e si rende nel contempo indipendente dal culto degli dèi e dall'insegnamento dello Stato. Nel corso del V secolo a.C. si ampliano enormemente le ricerche e gli scritti di carattere medico. Fondatore della medicina classica e razionale e padre della medicina scientifica è considerato Ippocrate, nato a Cos, nel 460 a.C. Al suo nome è stato collegato l'insieme delle conoscenze medico-biologiche acquisite in Grecia tra il V e il VI secolo a.C. I testi a lui attribuiti rappresentano il passaggio da una tradizione della medicina greca ancora in gran parte orale a quella scritta.
Scienziato vicino alla tradizione moderna è, senz'altro, Aristotele, nato a Stagira, in Macedonia, nel 384 a.C. Precettore di Alessandro Magno, ha eccezionali possibilità di studio: può dà incarico a numerose persone di ricercare animali, piante, manoscritti, mettendo insieme notevoli collezioni e iniziando lo studio dei fenomeni caratteristici della vita e degli organismi viventi. È con lui che la natura acquista piena dignità come oggetto primario della riflessione filosofica e scientifica. I suoi trattati comprendono studi di zoologia, anatomia e fisiologia. Le ultime due branche, in particolare, appaiono strettamente connesse: la natura non produce nulla che non abbia un significato, la struttura di ciascun organo deve essere correlata alla sua funzione, occorre dunque conoscere il funzionamento dell'organo stesso, per comprenderne appieno la forma. Aristotele tenta per primo una classificazione degli esseri viventi e delle loro parti (Parti degli animali).
Grazie agli studi anatomici evita facili confusioni dettate da analogie esteriori, riconoscendo le profonde differenze che separano i pipistrelli dagli uccelli o i cetacei dai pesci e le caratteristiche che li legano, invece, ai mammiferi. Un'intima conoscenza dell'anatomia comparata (testimoniata in Storia degli animali), limitata, per quanto riguarda l'uomo, dai divieti di dissezione vigenti all'epoca, ciononostante egli intuisce particolari importanti, come il fatto che il cordone ombelicale - che lega l'embrione alla madre - termina nell'organo che oggi chiamiamo placenta. Ma, anche in questo campo (l'embriogenesi) le speculazioni teoriche più importanti riguardano gli animali (Generazione degli animali). Purtroppo la teoria che sopravviverà nei secoli, più delle corrette osservazioni compiute da Aristotele, sarà quella della generazione spontanea, di cui lo Stagirita ammette l'esistenza.
Mentre Aristotele gettava le basi della biologia, Teofrasto, il suo allievo, cercava di fondare una botanica autonoma (fino ad allora piante e animali formavano un insieme omogeneo). È lui per primo a distinguere i regno animale da quello vegetale, tentando una classificazione di quest'ultimo, che contiene elementi interessanti, quale la distinzione tra quelle che oggi chiamiamo mono e dicotiledoni (a seconda delle caratteristiche dei loro semi). Ultimo dei grandi medici greci è Galeno (nato nel 129 o 130 d.C. in Turchia e morto a Roma, nel 199 d.C.). Anch'egli limitato dall'impossibilità di dissezionare il corpo umano, e per questo costretto a integrare le sue conoscenze da chirurgo con apporti provenienti dal regno animale, ha tuttavia la lucidità di criticare convinzioni filosofiche e religiose in medicina e rifiutare credenze astrologiche e superstiziose nella cura del malato. A lui il merito, soprattutto, di aver compiuto uno sforzo titanico per una sistematizzazione della scienza medica.


  La biologia dall'antica Roma al Rinascimento

Sotto il dominio di Roma, Alessandria - che dalla fine del IV secolo a.C., quando vengono fondati il Museo e la Biblioteca, diventa il centro culturale e scientifico del tempo - ha ancora un'attività intellettuale fiorente. Ma con il progredire del Cristianesimo inizia una decadenza che culmina nel 640 d.C., quando gli arabi si impadroniscono della città e bruciano la Biblioteca (o quel che rimane di essa).
I secoli di storia che seguono vedono progressi modestissimi in confronto a quelli che caratterizzano l'epoca precedente. Le scienze, per così dire, si assopiscono, salvate dall'oblio solo grazie ai traduttori siriaci e musulmani, la cui opera impedisce che le acquisizioni dell'antichità dileguino nel nulla. Eppure, anche in quest'epoca "oscura" si registrano progressi in diversi campi, non ultimo quello delle scienze naturali, soprattutto a opera degli arabi.
Dopo aver toccato il fondo nei cosiddetti secoli bui, tra il Seicento e l'Ottocento, la cultura europea inizia una lenta rinascita, con Carlo Magno, che ripristina l'unità politica e dà nuovamente importanza alla cultura. I grandi conventi e le abbazie diventano centri di studi anche umanistici e scientifici. Si riannodano i rapporti con la cultura bizantina e si diffonde in Europa il pensiero arabo (Avicenna, Averroè), che riporta alla luce le opere di Aristotele, ormai dimenticate, e, malgrado le ripetute condanne della Chiesa, le fa conoscere nelle università.
Alla nascita delle scienze moderne contribuiscono, certamente in modo più indiretto, anche la magia e l'alchimia rinascimentali. Seppure infuse di credenze e superstizioni, queste pratiche promuovono, infatti, un impulso all'osservazione e alla manipolazione dei fenomeni, suggerendo talora nuove tecniche sperimentali.
Leonardo da Vinci (1452-1519) può essere considerato un precursore del moderno metodo scientifico: respingendo le fantasie di alchimisti e maghi, egli rivendica per la scienza la centralità dell'esperienza, della sperimentazione e soprattutto della matematica. È però solo nella seconda metà del Cinquecento che inizia lo scontro vero e proprio tra tradizione e innovamento, attraverso il quale via via si affermano e si definiscono il pensiero e la cultura moderni. Mentre nelle antiche università si resta ancorati al commento dei testi di Aristotele, i maggiori esponenti del pensiero filosofico e scientifico diffondono altrove le loro idee: nascono così libere Accademie e scuole private sottratte al controllo dell'autorità religiosa e statale. E le nuove idee riescono a diffondersi anche presso un pubblico borghese soprattutto grazie alla stampa, che permette un'ampia circolazione delle opere filosofico-scientifiche.


  I bookmark di ReS

Aristotele
Una breve biografia con particolare attenzione alle sue osservazioni in zoologia e al ruolo che queste ultime hanno avuto nella storia della biologia. (in inglese)
http://www.ucmp.berkeley.edu/history/aristotle.html

Leonardo da Vinci
Un ritratto dal quale emergono l'interesse e le intuizioni in campi quali la zoologia, la geologia e la paleontologia. (in inglese)
http://www.ucmp.berkeley.edu/history/vinci.html

Una breve storia della biologia
Dalle origini e ripercorre i momenti e i personaggi fondamentali che hanno segnato la storia della scienza. (in inglese)
http://biology.clc.uc.edu/courses/bio104/hist_sci.htm


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