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321 - 17.05.07


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La solitudine di Israele
nel puzzle mediorientale

David Bidussa


Questo articolo è tratto dal quotidiano Il Secolo XIX
del 9 maggio 07.

La crisi politica israeliana non riguarda solo gli uomini. Al centro sta il futuro. Almeno su tre piani: a quale classe politica affidarsi; quale strategia politica di intraprendere; quale tenuta dell’opinione pubblica garantire. La richiesta urlata da 100.000 persone giovedì sera nella piazza storica delle manifestazioni di massa delle dimissioni del Primo Ministro Ehud Olmert e del ministro della difesa Amir Peretz – dopo la pubblicazione del rapporto della commissione sulla guerra dell’estate 2006 in Libano – non è una notizia, anche se molti commentatori ne hanno parlato.

È una notizia, invece, la fisionomia dei quella piazza. Quei 100.000, infatti, hanno chiesto ai politici di non esserci, di non parlare. Non è solo questa la novità che dobbiamo registrare. Tutte le voci storiche della “coscienza di Israele” (David Grossman, Amos Oz, A. B. Yehoshua) non erano lì. Forse in piazza giovedì sera è andata in scena una nuova forma dell’opposizione e allo stesso tempo non l’ha dominata l’agenzia politica storica: il partito laburista. La crisi dunque non riguarda solo il destino politico di Peretz, ma anche quello del suo partito.

In quella piazza, dunque si è data appuntamento la crisi attuale di Israele: l’angoscia di essere obbligati ad avere fiducia in una classe politica, nella capacità di un esercito e del suo Stato maggiore di sapere rispondere alla crisi; il timore di dover prendere atto che forse non è più così e che ci vorrà tempo perché quella fiducia abbia il conforto dei fatti. Ma il tempo, in Israele, non solo è una risorsa scarsa, ma è anche una risorsa “a termine”.

Tuttavia, sbaglieremmo a ritenere che stia avvenendo la rivolta della società civile contro la politica. Quello israeliano, infatti, è uno scenario politico spiegabile che ha un forte tasso di politicità di convinzione politica e che si è spesso riconosciuto con figure forti che esprimevano il senso della missione da compiere.

Qui si colloca l’altra fonte della crisi attuale. Israele oggi sembra una realtà che nello scacchiere del Medio Oriente non ha spazi per una propria azione ma deve cercare di gestire il presente in attesa che altri decidano la definizione di un tavolo a cui sedersi. È la scena di questi giorni a Sharm el Sheik. Una sede dove si discute del futuro Medio Oriente, ma dove Israele non c’è, se non come spettatore ed è in attesa, letteralmente a pochi chilometri di distanza, di sapere che cosa accadrà.

Ma questa crisi di fiducia si incrocia in queste settimane con un’altra questione, simbolicamente non meno lacerante. È quella della fuga del deputato Azmi Bishara, leader del movimento Balad (in arabo: “patria”), tre deputati in Parlamento, rappresentante del movimento politico degli arabo-israeliani, sotto inchiesta con l’accusa di essere in contatto con Hezbollah e di avere avuto rapporti politici stretti con Hamas, in particolare nel corso della guerra in Libano (in diverse intercettazioni telefoniche rese di dominio pubblico dà consigli su come bombardare alcune città israeliane nel corso della guerra del luglio scorso).

Dunque una nuova divisione verticale interna si è frapposta e nel futuro assetto interno in una possibile svolta populista prodotta da eventuali elezioni anticipate, il confronto potrebbe spostare l’asse politico non solo a destra verso il Likud di Netanyahu, ma essere favorevole a chi auspica una divisione etnica del paese (in pratica l’elettorato di Avigdor Lieberbman e del suo movimento “Israele Beitenu”, oggi il quarto partito politico in parlamento). Non solo come scelta etnicista dell’elettorato ebraico-israeliano, ma anche in conseguenza di una possibile fuga dal voto dell’elettorato arabo-israeliano convinto che quel paese non sia “per davvero” anche il proprio paese. Se così fosse sarebbe bene che chi si preoccupa degli equilibri in Medio Oriente, di ritorno da Sharm prestasse attenzione ai movimenti possibili della crisi politica di Israele.

 

 


 

 

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