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319 - 17.04.07


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Cera,cerone e il fumo
negli occhi dei cittadini

Guidio Martinotti


Riflettendo sulla curiosa notizia dei motociclisti caduti sull’asfalto incerato dalle fiaccole della manifestazione del Sindaco, e passata l’ondata dei diffusi commenti maliziosi e ironici che l’efficiente ufficio stampa della Signora Moratti non ha potuto frenare, viene comunque spontanea qualche domanda non del tutto oziosa, sia sull’evento sia sul suo significato. Mi domando intanto: ma è possibile che nella poderosa amministrazione del Comune di Milano non vi sia stato un tecnico (vigile, ingegnere, spazzino o semplicemente persona di buon senso) che abbia sussurrato all’orecchio del sindaco per metterlo in guardia sui rischi dello sgocciolamento di migliaia di candele? Pare incredibile; se non ci pensano loro chi ci dovrebbe pensare? Il ministro Amato? Ma non si è sempre detto che le strade sono i salotti di Milano? Non appare ironico che una volta tanto che il sindaco di Milano è una signora ammodo, e non un fumatore di mezzo-toscano, non abbia pensato al pavimento dei suoi salotti? In che stato sarebbero i tappeti di casa Moratti, se i suoi ospiti non si curassero di buttare le cicche nei posacenere? Mi domando anche chi abbia pagato le migliaia di fiaccole (non un costo indifferente); inoltre se si vedesse la fattura, avremmo anche una stima realistica dei partecipanti. E ancora, qualcuno ha calcolato il contributo all’inquinamento di migliaia di candele accese contemporaneamente? Quisquilie, dirà il Sindaco (che non essendosi messa la fascia tricolore, in quel momento non era più responsabile della sicurezza ambientale) ma a Los Angeles, quando all’imbrunire si accendono i barbecues l’inquinamento sale tanto che il sindaco di quella città ha proibito le accensioni con liquidi fumogeni. Eppure alla fiaccolata c’erano proprio tutti quelli che, dopo che sono passati studenti, sindacati o pacifisti, fanno clamori sull’elenco delle sporcizie e dei danni. Non solo, ma dalle interessanti dirette è emerso, come del resto da ricerche finanziate dal Comune, che non girano ancora, che una delle fonti principali dell’insicurezza è proprio la sporcizia: le bottiglie di birra nei giardinetti, le buste di plastica, le deiezioni dei cani, cui ora dobbiamo aggiungere la cera sull’asfalto. Che, se non sappiamo chi l’ha pagata in forma solida, sappiamo bene chi paga per rimuoverla in forma solidificata: cioè tutti noi. Grazie Signor Sindaco. Dove è andata a finire la proposta delle destre di far pagare ai sindacati la pulizia delle strade dopo il 1 maggio?

Ma le domande più serie riguardano il significato che la politica cittadina sta assumendo. Dice Alberoni, che l’iniziativa della Moratti serviva a unire la città. Bubbole. Intanto è significativo che alla testa della marcia ci fossero i due membri del Consiglio comunale che hanno registrato il maggior numero di assenze: Berlusconi e Moratti. Che l’agitazione della paura allo stato più puro fosse l’unico scopo della Signora Moratti, si capisce bene dalla affermazione che segue (ripetuta più volte): “Basta alla violenza, basta alla prostituzione, basta allo spaccio di droga, basta alla violenza sulle donne, basta ai maltrattamenti dei bambini, basta alle truffe agli anziani, basta alle occupazioni abusive di case, strade, palazzi, basta alle rapine nei negozi e nelle botteghe, basta alle sopraffazioni da parte di immigrati irregolari”.
Ci manca solo che a questo punto parta la romanza di Brecht su Mahagonny città di tutti i vizi. Ma nel ben confezionato basket di paure ne spuntano alcune sorprendenti. Che c’entrano la violenza sulle donne e i maltrattamenti dei bambini che si verificano soprattutto all’interno delle mura domestiche? Chiediamo ad Amato un poliziotto per ogni famiglia sospetta? La domanda è: che senso ha che un sindaco agiti queste paure nella cittadinanza? Paure che hanno poca o punta relazione con ciò che un governo (di destra o di sinistra è indifferente) può fare e che, semmai, si riferiscono a problemi sociali che sono competenza proprio di quei servizi sociali comunali che alla signora Moratti e ai suoi simili stanno come il fumo negli occhi.

E, a proposito, mi sembra che “Smoke gets in your eyes” sia la tecnica di governo preferita da questa giunta. Siamo al solito circo mediatico del cerone e della bugia più sfrontata. La manifestazione ha lasciato la città più divisa e sporca di prima, non vorrei che la politica comunale venisse ridotta allo scheletrone esposto davanti all’Arengario.

 

 

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