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295 - 10.03.06


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Se la libertà diventa
un’arma d’offesa

Fred Dallmayr



Sono tempi oscuri e pericolosi. Ovunque ci si volti si trova rancore, astio e animosità in abbondanza. La situazione è chiaramente illustrata dalla rivolta contro le vignette pubblicate in Danimarca. Come risultato dei tumulti - la cui fine non sembra prossima - in molte parti del mondo sono state uccise delle persone e sono andati distrutti dei beni, cose sicuramente assai deplorevoli. La mia posizione, in ogni caso, non è di condonare o abbuonare gli atti di violenza commessi contro persone o beni. Tuttavia, è difficile che si tratti di un risultato imprevisto: come in ogni scontro esistono due facce della medaglia. E’ bene ricordare che, in questo caso, i tumulti non sono stati istigati dai musulmani o da Paesi musulmani. Si è trattato piuttosto di una reazione a un incidente o una provocazione precedenti. La ragione impone, qui e altrove, di considerare il nesso causa-effetto, la relazione tra azione e reazione.

In questa faccenda, si è tentati di incoraggiare il fondamentalismo da ambo le parti. Nei media occidentali, i tumulti vengono spesso rappresentati come il conflitto tra la “libertà” e il dogmatismo o il fanatismo. La “libertà” in questo contesto viene spesso trattata come qualcosa di assoluto e quasi sacro, mentre la fede religiosa viene presentata come riprovevole e obsoleta.

Per chi guarda con occhi occidentali, è importante esaminare questo “assolutismo”. Libertà vuol dire davvero che possiamo fare quel che vogliamo, che possiamo insultare o diffamare altre persone a piacimento? Questa tesi è in aperto contrasto con le tradizioni sia religiose che etiche dell’Occidente. La civiltà occidentale è spesso detta “giudaico-cristiana”, ma né l’ebraismo né il cristianesimo insegnano ai propri fedeli a insultare o ferire altre persone. Al contrario, sia l’ebraismo che il cristianesimo sostengono la prescrizione biblica di amare il nostro prossimo (e questo non esclude i musulmani).

Uno dei punti più alti della tradizione etica occidentale è la filosofia morale di Kant che stabilisce come “imperativo categorico” il dovere di trattare gli altri esseri umani come fini, non come mezzi. E in nessuna parte, nell’opera kantiana, si fa allusione al fatto che questo imperativo non si debba estendere ai musulmani.

Quindi le tradizioni religiose ed etiche occidentali sono unite nel condannare l’uso della “libertà” come arma di insulto o offesa. E non solo osservazioni filosofiche, ma anche considerazioni legali mirano nella stessa direzione. In America, il giudice della Corte Suprema Oliver Wendell Holmes ha dichiarato che la libertà individuale non dà diritto a una persona di far “fuoco” in un teatro affollato. Chiunque abbia viaggiato nel Vicino Oriente, o abbia semplicemente letto i giornali, sa che oggi il mondo musulmano è come una miccia in cui un solo fiammifero può provocare una conflagrazione di enorme portata. Ciò è, o dovrebbe essere, fatto comunemente noto. C’è un’ulteriore considerazione legale da fare. Come deterrente alla pulizia etnica e ad altre forme di violenza collettiva, diversi paesi e anche alcuni stati in America, hanno adottato statuti che proibiscono i “crimini di odio” commessi contro gruppi di persone. Inoltre, esiste la Convenzione Internazionale per i Diritti Civili e Politici (in vigore fin dal marzo 1976) che in un articolo dichiara: “Qualsiasi difesa dell’odio nazionale, razziale o religioso che costituisce incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza deve essere proibito dalla legge”.

Di nuovo, non voglio in nessun modo condonare la violenza commessa in reazione alla pubblicazione delle vignette. Ma come ho affermato all’inizio: sono tempi oscuri e pericolosi. L’umanità sembra procedere a poco a poco verso la catastrofe, probabilmente una catastrofe nucleare. Ci sono persone, in alcune capitali del mondo, le cui dita fremono per spingere il bottone della detonazione nucleare. In questa situazione tutti noi dobbiamo agire con sobrietà e mantenere il controllo sulle nostre parole e sulle nostre azioni in modo da impedire che accada il peggio. La libertà e la fede religiosa non danno a nessuno il diritto di mettere a repentaglio il futuro di questo pianeta.

 

 

 

 

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