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275 - 08.04.05


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Francia, missione culturale
Elisabetta Ambrosi

Centralismo, protezione della cultura nazionale, politica mercantilistica e protezionistica: queste caratteristiche fanno della Francia un sistema unico in Europa. I francesi hanno sempre sostenuto un uso della televisione in funzione della crescita culturale e l’educazione degli spettatori, ed infatti esistono norme molto precise circa la tipologia e la durata delle trasmissioni.
Il mercato generalista è dominato da un broadcaster privato, TF1, una ex rete servizio pubblico, che fa il 34 per cento di audience, e da due canali pubblici generalisti che insieme fanno il 40 per cento di audience.

Il Conséil Supérieur de L’Audiovisuel

Le nomine dei dirigenti delle sette società nate dallo smembramento della ORTF, ex emittente monopolista di Stato (TF1, Antenne 2, France Regione 3,Radio France, Società Française de Productions, Télédiffusion de France, Institut National de l’Audiovisuel), dal 1982 sono state trasferite ad un’autorità formalmente indipendente dal potere politico, rimpiazzato dal 1989 dall’attuale Csa, Conseil Supérieur de L’Audiovisuel. Il sistema televisivo francese è caratterizzato da un sistema misto pubblico-privato, controllato dal Csa, con sette canali, quattro pubblici (Fr2, ex Antenne 2, Fr3, Arte e La Cinquième) e tre privati (TF1, M6, Canal+).
La legge di riforma del 2000 ha previsto la costituzione di una holding pubblica, la France Télévision, che controlla le società che gestiscono tre canali pubblici sotto la responsabilità di un unico presidente. Il Csa nomina il presidente del consiglio di amministrazione della holding, che è anche presidente dei consigli di amministrazione delle tre emittenti. Per ciascuna società, il presidente è assistito da un direttore generale e nominato dal Cda della holding su proposta del suo presidente. Il mandato di presidente e consiglieri dura cinque anni.

Come funzionano le nomine

Ognuna delle società concessionarie ha un proprio Consiglio di amministrazione composto da 12 membri, nominati secondo le normali regole societarie, ma in modo da garantire il pluralismo. I Cda delle società nazionali di programma sono infatti costituiti da:
- due parlamentari nominati uno dal Senato e uno dall’Assemblea Nazionale;
- quattro rappresentati dello Stato;
- quattro esperti nominati dal Csa.
- due rappresentanti del personale.
L’obiettivo della riforma è stato quello di garantire una gestione delle tre controllate, tramite la definizione di obiettivi strategici e la promozione di una politica dei programmi unitaria. Il finanziamento dei canali pubblici, assicurato dal canone e dalla pubblicità, è legato all’esecuzione di contratti pluriennali di obiettivo.

La Costituzione francese attribuisce al solo Parlamento il potere di dettare la disciplina fondamentale circa le modalità di esercizio delle libertà pubbliche, mentre al Governo viene attribuito solo un potere di tipo regolamentare. I principali organi di governo del sistema radiotelevisivo sono il Parlamento, il Governo e il Consiglio Superiore dell’Audiovisivo. Quest’ultimo, composto da nove membri, di cui sei sono nominati dal Parlamento e tre dal Presidente della Repubblica, ha funzioni di vigilanza. La carica di membro del CSA è incompatibile con qualsiasi altra carica pubblica. I membri non possono esercitare, né direttamente né indirettamente, alcun tipo di funzione nell’ambito delle società legate al settore audiovisivo. Il Csa ha poteri regolamentari, di controllo e consultivi.

I «Cahiers de Charges»

Il servizio pubblico è disciplinato dalla legge e dai Cahiers des Charges, che precisano, tra le altre cose, gli obblighi giuridici di ciascun canale, indicando obblighi generali e deontologici, obblighi relativi alla pubblicità e al canone, obblighi legati alla missione educativa, culturale e sociale. Principio cardine del servizio pubblico è quello dell’obiettività. Oltre ad esso, vi è quello del principio di eguaglianza nell’accesso al servizio pubblico e quello di adeguamento, secondo cui esso deve adeguarsi alle esigenze derivanti dall’interesse pubblico. Esiste infine una dettagliata segnaletica, composta di cinque categorie, che indica con precisione le caratteristiche dei programmi e il pubblico cui sono destinati.

 

 

 


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