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264 - 30.10.04


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Rocco e l’Italia, i veri diversi
Daniele Castellani Perelli


Dopo il caso Schulz il caso Buttiglione, passando per le risoluzioni contro l’anomalia televisiva italiana, il cosiddetto “folklore” di Bossi, la cacciata del ministro Ruggero, Berlusconi e la Cecenia, Berlusconi e l’Islam, e tante altre piccole perle, l’ultima delle quali ha come titolo “Tremaglia y los maricones”, come direbbero gli spagnoli. L’Italia ha collezionato negli ultimi anni una serie impressionante di “figuracce” europee, vocabolo che nasconde una realtà ben più preoccupante riemersa in occasione della bocciatura di Buttiglione: l’Italia, o almeno quella che democraticamente la rappresenta ai vertici politici, è oggi diversa dall’Europa. Lo scandalo rassegnato con cui anche stavolta i giornali europei hanno commentato l’ultima “figuraccia”, il fatto che l’Europa giudichi unanimemente in modo critico queste uscite, inducono a credere che esista ormai, bene o male, una comune e minima opinione pubblica europea, e che questa non sia rappresentata dal governo italiano. Insomma il nostro governo ha valori e comportamenti diversi, cioè non riconducibili a quelli dell’opinione pubblica europea, che da destra a sinistra si ritrova spesso a condannare o almeno a trattare con imbarazzo le cosiddette “gaffe” del nostro esecutivo.

L’11 ottobre, questo è solo l’ultimo caso, la commissione giustizia, libertà pubbliche e sicurezza del Parlamento europeo (Libe) ha respinto la prima risoluzione che accoglieva la candidatura di Rocco Buttiglione quale commissario europeo a Giustizia, libertà e sicurezza. In seguito è stata bocciata anche la seconda mozione che proponeva di confermarlo quale vicepresidente, ma con un altro portafoglio. Non avendo raggiunto la maggioranza su nessuna delle due opzioni, Buttiglione è stato automaticamente bocciato dall’Europarlamento, anche se il presidente della Commissione Durao Barroso ha confermato la sua fiducia al ministro italiano. La bocciatura è arrivata dopo che, nell’audizione, Buttiglione, attaccato per le sue posizioni su donne e omosessuali, nel suo intervento aveva usato parole non condivisibili neanche per un Europarlamento che fosse a maggioranza popolare assoluta. Buttiglione ha ricordato che, partendo “dalla radice latina”, “matrimonio significa protezione della madre, una protezione da parte dell’uomo che consente alle donne di generare figli”, e che “come cattolico considero l’omosessualità un peccato, ma non un crimine”. Tutte considerazioni non sorprendenti per un cattolico, ma politicamente inconcepibili per una commissione che si fonda su una maggioranza trasversale.

Ma andiamo a vedere le reazioni della stampa europea, dove si è registrata la solita unanimità. Persino il quotidiano monarchico spagnolo Abc ha criticato “l’incontinenza verbale dell’ex ministro italiano e la sua imperizia nell’esporre le proprie convinzioni in modo così rozzo”. Il Guardian http://www.guardian.co.uk, nel commento “Rocco e i suoi fratelli”, ha scritto che “non è sorprendente che Buttiglione sia stato bocciato dalla commissione per le libertà civili”. “Il cristiano-democratico Buttiglione ha tutto il diritto di seguire qualsiasi definizione di moralità personale che vuole – ha argomentato il quotidiano laburista – ma ciò diventa di pubblico interesse quando dice che non supporterebbe leggi che contraddicano quella moralità. Questo includerebbe sicuramente proposte che combattono discriminazioni in base al genere e al sesso, un settore in cui la legislazione della commissione può esercitare un ruolo guida socialmente progressista nel continente”. “Le scelte di Barroso importano a tutti noi. A Buttiglione non dovrebbe essere richiesto, nei termini in cui l’ha messa lui, di ‘prostituire la sua coscienza’, ma nemmeno dovrebbe accettare un incarico così importante se le sue opinioni contraddicono quelle di milioni di cittadini europei”.

Il Financial Times ha scritto che anche “nel caso in cui la proposta fosse respinta, la posizione di Buttiglione sarebbe comunque molto indebolita”, ricordando infatti come “le dichiarazioni del ministro italiano su immigrazione, famiglia e omosessualità avevano provocato lo sdegno di una parte del Parlamento”. Le Monde http://www.lemonde.fr , che aveva presentato Buttiglione con un titolo che in un paese laico come la Francia deve fare un effetto particolare (“Con Rocco Buttiglione un prossimo del Papa nella Commissione”), ha dato molto spazio alla dichiarazione di Josep Borrell, il neo presidente del Parlamento, che ha dichiarato: “Non vorrei, come cittadino spagnolo, avere un ministro della giustizia che pensa che l’omosessualità è un peccato e che la donna deve restare al focolare per fare dei bambini sotto la protezione di suo marito. Il minimo che si possa dire è che si tratta di proposte scioccanti”.

El Pais esprime un giudizio durissimo sulla politica italiana, praticamente spiegando che quello che è concesso in Italia non è concesso in Europa: “Il voto contro Buttiglione ribadisce che i politici italiani sono difficilmente esportabili. Le battute del premier sui nazisti e i tedeschi non sono state apprezzate a Strasburgo, così come le precisazioni di Buttiglione, che avrebbe semplicemente potuto dichiararsi cattolico e favorevole al matrimonio tradizionale. Berlusconi prima e Buttiglione poi hanno parlato come sono soliti fare in Italia, senza badare né al contesto né al tono delle loro parole”. Il catalano La Vanguardia http://www.lavanguardia.es, nell’editoriale “Un duro esame”, ricorda che “Rocco Buttiglione è il primo aspirante commissario europeo a ricevere due votazioni contrarie alla sua nomina”, e aggiunge: “Bisogna domandarsi se il futuro commissario europeo può avere un’opinione diametralmente opposta a quello che stabilisce la carta europea dei diritti, secondo la quale nessuno può essere discriminato in base al sesso. Buttiglione cita Kant e dice che ‘molte cose si possono considerare immorali, ma non sono proibite’, e promette di rispettare e far rispettare la carta. Ma questo non basta. Barroso dovrà convincere il parlamento di poter governare con un commissario con opinioni così discrepanti dalla legge che deve applicare. È senza dubbio un’impresa difficile, in cui entrano in gioco le opinioni personali e politiche derivanti da due diverse concezioni del mondo”. Due concezioni diverse del mondo, quelle del Parlamento d’Europa e del governo italiano.

 

 

 

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