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256 - 26.06.04


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Elezioni che contano come contano le persone
Marco Vitale

Non sono d'accordo con chi ha detto che queste elezioni non hanno cambiato nulla (come ad esempio Cacciari).
Prima delle elezioni scrivevo: "Tempo di elezioni, tempo di incertezze e turbamenti per i milanesi (e non solo per loro). Lo scoramento œ grande e alta œ la tentazione di chiamarsi fuori da questo "teatrino" della politica che, lungi dall'essersi ridotto, œ, invece, aumentato in misura virulenta, con un ulteriore drammatico decadimento qualitativo. Ma bisogna reagire a questo scoramento, in fondo le elezioni rappresentano pur sempre l'unica possibilitù che i cittadini normali hanno di contare qualcosa, di avere una, sia pur piccola, influenza".

Per questo œ importante capire se, come elettori, il nostro voto ha avuto qualche importanza. L'ha avuta, nel bene e nel male. Tra i tanti temi che queste elezioni evocano, a me sembra che i pi¦ importanti siano i seguenti.

Siamo usciti dalla Signoria.
FI si consolida come rappresentanza politica di un blocco sociale importante del nostro paese. E questa œ una buona notizia. Ma la gestione padronale, secondo il modello della Signoria, da parte del suo leader con le implicazioni personalistiche, le bizzarrie, l'insofferenza verso le regole comuni, la pompa spagnolesca, l'arroganza dell'onniscienza, l'egocentrismo e l'egoismo sfrenati, viene respinta. E' questa una eccellente notizia non solo per il Paese, per il Polo della Libertù, ma anche per Forza Italia. Nutro forti dubbi che il dottor Silvio Berlusconi capisca ed interiorizzi la lezione. Ci… œ estraneo alla sua personalitù. Temo anzi che la reazione sarù in direzione totalmente sbagliata e cioœ nel senso di un suo maggiore coinvolgimento personale anzich¹ nel dare pi¦ peso e autoritù ai politici seri che FI ha (come Pisanu). Ma resta il fatto che si tratta di una svolta molto importante.

L'Ulivo non convince.
Se si considera la confusione politica, la scarsitù di proposte comprensibili sui temi che pi¦ interessano i cittadini, l'affollamento ai vertici, la linea piena di contraddizioni su temi importanti come l'Iraq e la politica fiscale, a me non sembra che il voto dell'Ulivo sia poi cos– negativo. Senza i grandi errori del dottor Berlusconi, e se fosse stato giudicato solo sul suo merito, l'Ulivo non si sarebbe neppure avvicinato al risultato raggiunto. Si tratta, quindi, di un voto di diffidenza e, al tempo stesso, di incoraggiamento. A Prodi non viene rilasciata alcuna cambiale in bianco. L'Ulivo viene inviato in una sala d'attesa. E il messaggio che accompagna questo invito a una sosta di riflessione œ il seguente. Ci auguriamo che quando uscirete dalla sala d'attesa sappiate spiegarci bene: qual œ la "governance"; qual œ la Vostra politica fiscale ed in particolare cosa intendete fare dell'Irap voi inventori di questa imposta massacrante per i piccoli imprenditori ed artigiani, per le imprese di servizi, per le imprese di nuova formazione soprattutto nel Mezzogiorno; cosa pensate di fare per affrontare il processo di deindustrializzazione; diteci quanto di quello realizzato dal Polo delle Libertù verrù confermato e conservato e quanto verrù cancellato (nella scuola, sanitù, giustizia e simili) per evitare che il Paese sia sconvolto da una nuova ondata schizofrenica (come Blair ha saputo fare con molte realizzazioni di Margareth Tatcher); come intendete affrontare il problema della politica energetica, voi che avete privatizzato l'Enel tenendo conto solo degli interessi del Tesoro; come intendete bloccare la devastazione insensata del territorio che il Polo delle Libertù ha scatenato trasmettendo un senso di impunitù generale, senza bloccare, come avete fatto in passato, opere pubbliche e l'attivitù edilizia residenziale; diteci come intendete rimediare allo scassato federalismo che voi avete introdotto; diteci come intendete correggere le conseguenze delle sciagurate leggi Bassanini sullo "spoil system". E infine diteci quali facce nuove intendete proporre. Se su tutti questi temi darete risposte convincenti vi daremo la maggioranza.

L'Europa non coinvolge.
E' questa una considerazione che emerge non solo dall'Italia ma da tutti i paesi coinvolti nelle elezioni europee. E questa œ una pessima notizia, perch¹ la fase che l'Europa sta attraversando œ di importanza decisiva e avrebbe bisogno di un'opinione pubblica attenta, informata e partecipe. E come potrebbe esserlo se nessuno, nelle elezioni europee, ha parlato dei temi europei? E ci… si œ verificato non solo in Italia ma in altri paesi (io ho avuto modo di verificarlo direttamente in Germania). Un impegno europeo serio nella costruzione della nuova Europa œ fondamentale per tutti.

Le persone contano.
Nelle ultime elezioni politiche e amministrative, la carica plebiscitaria che il dottor Berlusconi era riuscito ad attribuire alle stesse, aveva messo molto in secondo piano il ruolo dei singoli candidati. Si poteva far eleggere anche gli attacchini, secondo un antico sogno di Bossi. Ora, rientrando gradualmente nella normalitù politica, le persone dei candidati tornano a contare. E' successo con Penati a Milano, con Cofferati a Bologna, Soru in Sardegna, Michele Emiliano a Bari e altri. Quando all'inizio del '700 le grandi vicende europee liberarono Milano dal triste dominio spagnolo, inizi… un lungo e tormentato periodo, che occuperù tutto il secolo, nel corso del quale per l'effetto combinato del buon governo austriaco e dell'illuminismo milanese si pongono le basi della Milano moderna. Tra le persone pi¦ importanti di quel periodo si colloca, certamente, il pensatore civile e amministratore pubblico Pietro Verri. A questa Milano che si apriva e si preparava per i primi esperimenti di partecipazione democratica, Verri dedic… (nel dicembre 1796, dopo che il vento francese aveva giù iniziato a soffiare in Italia e Napoleone era entrato vittorioso in Milano il 13 maggio, accolto con giubilo), un interessante scritto che intitol… "Pensieri di un buon vecchio che non œ letterato". In questo breve scritto questi si chiede come i cittadini di Milano, privi di esperienza di vita democratica, avrebbero potuto orientarsi nella scelta di candidati alle cariche pubbliche. La risposta che Verri offre œ abbastanza articolata. Ma un punto œ centrale. Dice il Verri: giudicate che cosa hanno fatto nella vita le persone che scegliete e come si sono comportate, sino ad ora, privatamente e pubblicamente: "Cercate di nominare un uomo, di cui la vita passata vi sia nota e che fedele ai doveri del proprio stato sia buono nella sua famiglia, non sia spensierato nel fare debiti, sia puntuale nei suo impegni e viva onoratamente€ Non crediate giù che per regolare un paese faccia bisogno di grande scienza; basta la costante probitù, la quale probitù œ un indizio quasi sicuro anche di quel buon senso che serve giudicare de' pubblici affari€. Dunque non darete il vostro voto n¹ per amicizia, n¹ per compiacenza ad alcuno, non lo darete a chi fa istanza per ottenerlo, lo darete ad un uomo di buona fama, del quale sappiate che la sua vita domestica œ buona e che abbia adempiuto sin ora ai doveri di buon cittadino, con una vita senza macchia; a un uomo che sia fermo e leale nel bene".

Io, ad esempio, œ seguendo il consiglio di Pietro Verri, che sono giunto alla conclusione di dare il mio voto a Penati per la Provincia di Milano. Parto dalla premessa che reputo questo voto molto importante. La Provincia di Milano pu… essere il luogo dove si pu… veramente incominciare a porre le premesse istituzionali e programmatiche della grande metropoli milanese, che giù esiste nei fatti ma non nella cultura politica e amministrativa del Comune di Milano. Per questo ho trovato che il curriculum e l'esperienza di Penati sia pi¦ adatta a tale compito. Questo giudizio œ stato rafforzato dal fatto che ho avuto la fortuna di formulare un mio giudizio personale molto positivo su come Penati, come sindaco di Sesto, ha affrontato in modo creativo, efficace e responsabile la difficile fase della grande trasformazione che il Nord Milano ha vissuto con la chiusura delle grandi fabbriche. A questo giudizio positivo su Penati œ corrisposto un giudizio almeno perplesso sulla signora Colli. E' una perplessitù basata sulla scarsa esperienza politico-amministrativa della "bella tosa", scarsa esperienza che œ emersa in fatti precisi con comportamenti che reputo contrari al mio interesse di cittadino milanese. E' tale il lungo ed aspro conflitto tra il presidente della provincia ed il sindaco di Milano, inaccettabile nei contenuti, nelle modalitù, nella mancanza di chiarezza sulle ragioni e nell'esito. E' tale il comportamento della signora Colli nei confronti della gestione della partecipazione della Provincia nella ex Serravalle che giudico inquietante. N¹ mi œ piaciuto come œ stata condotta e risolta la questione della presidenza della ex Serravalle.

Anche la Lega ha presentato un buon candidato con un buon curriculum, una adeguata esperienza e positive realizzazioni. Un freno a votarlo œ per me di carattere generale: da qualche tempo confesso la mia incapacitù di capire la linea politica di fondo della Lega. Tuttavia, in omaggio all'insegnamento di Verri sarei disponibile a votarlo se avesse qualche possibilitù di successo. Ci… potrebbe verificarsi se FI avesse l'intelligenza di ritirare la sua candidata portando tutto il polo delle libertù a votare per il candidato della Lega che, sul piano personale, ha un'esperienza pi¦ adatta al compito.

Mi sono concentrato su questa importantissima elezione milanese perch¹, come Verri, sono convinto che la qualitù delle persone che eleggeremo sia il fattore decisivo.

 





 

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