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252 - 01.05.04


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Delors: tanti stati, un solo diritto

Anna Luna Galia


C’ è un triangolo attraverso il quale passano le sorti dell’Unione. Un triangolo che ha per vertici il Parlamento europeo, il Consiglio europeo e la Commissione, le istituzioni che per Jacques Delors devono agire come un vero e proprio “collante del diritto” che faccia avanzare il processo d’integrazione tra le diverse realtà europee.
Pioniere dell’Unione e già Presidente della Commissione, Delors ha recentemente pubblicato in Francia un libro di memorie che è stato al centro di un incontro nella sala della Lupa di Montecitorio al quale sono intervenuti lo scorso 29 marzo Mario Monti, membro della Commissione europea, Tommaso Padoa Schioppa del Consiglio della Banca Centrale Europea, il Presidente della Fondazione della Camera dei deputati Giorgio Napolitano e il presidente della Camera Pier Ferdinando casini

La concezione di Europa politica che è alla base delle idee di Delors richiama la federazione di Stati-nazione, sottolineando come nel mondo globalizzato di oggi sia fondamentale il senso di appartenenza allo Stato ma anche all’Europa: “Andare avanti verso una maggiore competizione tra Stati-nazione - sostiene il politico francese – vuol dire demolire quello che abbiamo creato in 50 anni”. È importante continuare a credere e vedere l’Europa come un ideale e approfondire la ricerca di un autentico spirito europeo senza mai dimenticare l’esigenza che alla base di questa ricerca ci sia pragmatismo politico anche nelle questioni amministrative.

La realizzazione di un incompiuto governo economico e la necessità di dotarsi di mezzi politici e finanziari, soprattutto in vista della revisione della strategia di Lisbona, sono, secondo Mario Monti, le riflessioni che scaturiscono dalle Memorie di Delors. Scettico nei confronti dell’ipotesi di direttorio franco-tedesco, Monti ha sottolineato la mancanza di quella capacità propulsiva che Francia e Germania avevano in passato e sottolinea l’importanza del ruolo svolto dai parlamenti nazionali nella redazione della bozza di Costituzione europea.

Per Tommaso Padoa Schioppa il libro di Delors, al pari delle opere di Jean Monnet e di Spinelli, rappresenta un “momento di completa immersione, uno di quei libri che diventano una scuola per il resto della propria vita”, un’opera ricca di funzione educativa. “Ha saputo guardare oltre l’amministrazione politica e trasformare il sistema dei trattati in qualcosa di diverso”, ha sostenuto Padoa Schioppa riferendosi a Delors, definendolo poi un politico “nominato” e non eletto, un uomo “le cui memorie possono essere e saranno il manuale di chi vorrà capire come far progredire l’Europa dalle condizioni in cui ci troviamo oggi”.



 

 

 

 

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