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242 - 13.12.03


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Il glossario di Anthony Giddens

Giancarlo Bosetti


Questo articolo ▓ parte del dossier che il numero 80 (novembre-dicembre 2003)della rivista Reset dedica alle proposte di Anthony Giddens contenute nel libro The Progressive Manifesto. New Ideas for the Centre-Left.


Si comincia con un ideological break-out, una "uscita allo scoperto" ideologica, un gesto di rottura liberatorio: esso consiste nell'abbandonare una fase di contenimento dell'ideologia neocon, da una condotta difensiva che si affida al pragmatismo della policy, dei programmi non raccordati e non raccontati in connessione con una ispirazione generale, che faccia da cemento di una coalizione.

Che il centro sinistra sia dovunque pi­ pacifico e militarmente meno aggressivo della destra neocon non significa che possa chiudersi nel cortile di casa. Il centrosinistra deve pensare globalmente e proporsi anche come soggetto europeo e internazionale. Deve esserne capace come socialdemocrazia globale, il che significa che deve candidarsi ad applicare alcuni principi socialdemocratici, di solidariet÷ verso i pi­ deboli, rispetto delle differenze, tutela dei diritti umani, equit÷ nei rapporti sociali al di l÷ della dimensione dello Stato nazione. La critica dell'unilateralismo di Bush non pu¸ significare indifferenza nei confronti di regimi minacciosi per la sicurezza internazionale, la risposta non ▓ la passivit÷ ma un multilateralismo a muso duro, una formula che indica il fatto che si deve essere consapevoli che la forza e non solo la propaganda dei buoni sentimenti ha un ruolo nella promozione della cooperazione globale. La attrezzatura degli strumenti per rapportarsi al mondo deve contemplare un repertorio di strumenti e criteri flessibili per prevedere l'imprevedibile, che non significa diventare indovini ma saper fronteggiare il rischio, sapersi rapportare a un mondo che continua a "coglierci di sorpresa".

Sul terreno sociale ed economico la visione neoprog ▓ alternativa alla travolgente passione inegualitaria dei neocon, ma le politiche di Terza via non devono perdere il loro dinamismo e la loro capacit÷ di spingere l'economia verso la crescita. Come? Innanzitutto con l'idea di mercato incorporato, Stato e mercato appaiono indissolubilmente legati. I criteri di mercato, di competizione e di efficienza devono essere messi in funzione sia nella sfera del pubblico che in quella del privato. L'inefficienza degli apparati burocratici dello Stato deve essere avversata tanto quanto gli scambi economici minati dall'interesse personale che compromettono la libert÷ d'azione delle imprese. Conflitti di interesse e circoli viziosi truffaldini (caso Enron) sono da combattere nelle imprese non meno degli sprechi indotti dai circoli viziosi propri delle pubbliche amministrazioni. L'idea di fondo ▓ quella di una economia civica - in cui le imprese siano spinte ad una assunzione di responsabilit÷ sociale - che sia dotata di strumenti, enti e associazioni che controllino che questa assunzione di responsabilit÷ non rimanga un enunciato retorico. Meccanismi di scelta affidati ai cittadini con il metodo dei voucher possono assicurare una migliore funzionalit÷ dei servizi pubblici. L'idea generale dello Stato che deve ispirare un programma neoprog ▓ quella di uno Stato garante, ensuring state. Con queste parole Giddens si riferisce a uno Stato che non solo fornisce le risorse di accesso alla cittadinanza, che non solo mette il cittadino di fronte a pari opportunit÷ nel senso di pari capacit÷ di accedere alla dotazione di base di beni, formazione, assistenza sanitaria, ma anche a strumenti che consentano allo Stato di verificare i risultati delle politiche intraprese, non solo le premesse.

La formulazione cittadinanza come coproduzione indica una condivisione di responsabilit÷ da parte dei cittadini e dello Stato. Il controllo dell'ineguaglianza ▓ una idea che indica un contratto di impegno sociale tra ricchi e non privilegiati ed ▓ una formula che suppone un impegno culturale nei confronti del problema, una risposta all'ideologia inegualitaria, e l'adozione di forme condivise di monitoraggio della questione. Nello stesso senso si muove la direzione di lavoro indicata come critica dell'eredit÷ sociale, vale a dire l'impegno a ridurre l'impatto dell'ingiustizia sociale trasmessa di generazione in generazione. Un principio attaccato frontalmente dall'abolizione della tassa di successione per le grandi ricchezze, voluta in America di Bush. Un tema sul quale le forze di centrosinistra non sembrano sempre altrettanto agguerrite, in senso egualitario, forse perch│ trattenute da sensi di colpa per eccessi di egualitarismo del passato, che per¸ non sono pi­ attinenti al tema di oggi (si veda l'articolo di Paul Krugman pubblicato in Italia da "Reset").

Ma ai neoprog mancano ancora alcune importanti parole come la gestione delle differenze. Le sinistre europee, prese tra impulsi "altruisti" e scrupoli elettorali, appaiono molto acerbe nel trattare la questione degli immigrati. La vecchia logica del confronto tra massimalisti e riformisti ▓ qui rovinosa, perch│ non produce niente di utile. Il punto cruciale ▓ quello del contratto di impegno culturale tra popolazione ospite e immigrati, con diritti e responsabilit÷ da parte di entrambi. Le politiche di integrazione devono muovere in Europa i loro primi passi. In Italia (come in Germania) il ritardo ▓ gravissimo. Siamo un paese monoculturale che appena ora comincia a rendersi conto che il mondo non ▓ pi­ lo stesso. La discussione sulla rimozione del crocefisso in Abruzzo lo dimostra. N│ la destra n│ la sinistra sono finora state capaci di offrire chiare opzioni da scegliere alla opinione pubblica nazionale. La introduzione di un percorso limpidamente regolato verso la cittadinanza ▓ una condizione per consentire la gestione di un problema di dimensioni crescenti.

 

 

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