L’Impero dei Segni
di Tina Cosmai
02-02-2012
Argomenti: Arti e culture
A Genova, febbraio si apre con una nuova mostra fotografica inedita: L’Impero dei Segni, del fotoreporter catanese Daniele Greco, fino a venerdì 10 febbraio. L’esposizione, a cura di Genovainedita Cultura, è visitabile nella webgallery del sito. Quindici scatti che esplorano frammenti visivi del paesaggio urbano nelle città di Osaka, Sendai, Tokyo e Kyoto.
Nel rapporto tra individui e merci, si affaccia incombente l’immagine pubblicitaria stilizzata, che sovrasta gli spazi e plasma a suo favore i territori collettivi, si insinua nella quotidianità degli oggetti, nei luoghi più piccoli dedicati alla persona.
«Le grandi città del Giappone sono il luogo ideale in cui fotografare, afferma Greco. I giapponesi sono sostanzialmente ordinati, ma la quantità di oggetti e simboli presenti nel panorama danno origine a un disordine seducente, creando il tipo di condizione in cui mi piace lavorare. Sono attratto dalla commistione, dagli accostamenti di elementi contraddittori, dall’imperfezione, da idee semplici che scaturiscono da situazioni eccessive o dal caos. Di tutto questo è ricco il paesaggio metropolitano giapponese. Oltre che in senso orizzontale, questi spazi si sviluppano su una dimensione verticale, molto rilevante nell’insieme. E luoghi come i grandi mercati sono pieni di insenature, entrate e uscite secondarie, spazi deputati allo smistamento, in cui elementi solidi e liquidi riflettono luci e colori e diventano significativi».
Se la vita dell’individuo nella società giapponese è regolata in modo particolare dal suo ruolo produttivo, gli oggetti del vivere, dagli utensili ai cibi, sorprendono per la cura espressiva con cui si presentano sul mercato. Un mercato che non è limitato ai punti vendita, ma riappare in numerosi spazi bucando le superfici, filtrando la sfera comunicativa e annullando il limite tra dimensione personale e collettiva.
Daniele Greco ama lo stile del reportage; ha esordito nel 2001 fotografando la vita nelle isole greche. Successivamente ha realizzato una serie di immagini in Israele e a Londra. Fotografo per passione, ha collaborato con diverse agenzie fotografiche, tra cui AGF, Emmeviphoto, Margophoto, Grazia Neri.
«Ci sono foto che definirei necessarie. Situazioni e avvenimenti che non si possono non raccontare, punti di vista su questioni che un fotografo deve riportare. Soprattutto riguardo alle sopraffazioni, alle ingiustizie e alle menzogne».




























.jpg)

Inserisci nome utente e password e inserisci i tuoi commenti agli articoli di Caffè Europa