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La Società delle reti | Caffè Europa - Webzine di cultura europea e democrazia informata

La Società delle reti

  1.  News Corp., l’impero di Murdoch
     Salvatore Corasaniti

    Lo scandalo delle intercettazioni illegali effettuate dei giornalisti del News of the World sta avendo almeno un duplice effetto. Oltre a scatenare una furiosa polemica in Gran Bretagna sui temi della deontologia giornalistica, dell’operato di Scotland Yard e delle compromissioni del premier Cameron, ha contribuito a porre al centro del dibattito pubblico l’impero mediatico di Rupert Murdoch. Continua a leggere >>

  2.  Tabloid-gate
     Salvatore Corasaniti

    La tempesta che si è abbattuta su News of the World e, in generale, sull’impero mediatico del tycoon Rupert Murdoch rischia di sconvolgere il panorama della stampa inglese, e non solo. Continua a leggere >>

  3. Orizzontali e personalizzati. I media nell'era digitale.
    Mauro Buonocore

    Consumi sempre più personalizzati e orizzontali, in un sistema mediatico in cui la scelta riguarda sempre più i contenuti e meno la piattaforma tecnologica.
    Questo il ritratto che emerge dal Nono Rapporto sulla comunicazione realizzato dal Censis in collaborazione con l'Ucsi, quest'anno è intitolato “I media personali nell'era digitale” Continua a leggere >>

  4. Peter Gomez: il web e la distrazione di massa
    Ermanno Forte

    La rete non si presta ad essere utilizzata come mezzo di distrazione di massa. Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it , ne è convinto. “Non credo alla disinformazione perpetuata tramite internet: capita che sul web circolino delle bufale, ma vengono scoperte nel giro di poco tempo”. Continua a leggere >>

  5. Contro l'incertezza globale
    intervista a Remo Bodei di Lucilla Guidi  

    “La politica deve smettere di navigare a vista, è necessario progettare un futuro collettivo che non sia velleitario, che non si riduca a un’utopia positiva”.
    Remo Bodei, uno dei più grandi filosofi contemporanei, riflette su come progettare il futuro nell’era  globale sottraendolo al brivido del successo individuale e alla morsa delle frustrazioni private Continua a leggere >>

  6. Buon compleanno, Prospect!
    Rossella Pardi

    Prospect magazine compie quindici anni e per festeggiare David Goodhart ripercorre il lungo cammino dal 1995 a oggi scegliendo le più importanti copertine della rivista pubblicate e i suoi dieci articoli preferiti. Continua a leggere >>

  7. L’ebook arriva in Italia, ma quale sarà il futuro del libro?
    Lucilla Guidi

    Gli italiani sono letteralmente impazziti per l’iPad, dal lancio in Italia ne hanno acquistati più di trecentomila; chi apre iBookstore però non trova nessun libro in italiano e, fino a oggi, anche il mercato degli ebook sembrava destinato ancora a lungo a restare confinato oltreoceano. Continua a leggere >>

  8. You don't have to be muslim to be muxlim
    Elisa Pierandrei

    I suoi utenti si collegano da 190 paesi diversi (sono decine di milioni, soprattutto dagli Usa e Uk), mentre oltre il 5 % di loro si dichiara non musulmano. E' il simbolo di un'integrazione che non conosce confini, proiettata in un futuro ormai prossimo, quello di Muxlim.com, la community online Made in Europe concepita per promuove un ambiente dove gli utenti musulmani possono interagire postando informazioni e commenti moderando se stessi. Continua a leggere >>

  9. Medicine logiche per la discussione pubblica
    Alessandro Lanni

    Il cancro sarà sconfitto in tre anni, il Parlamento è «inutile e pletorico», i comunisti prenderanno il potere ecc. Nel 2010, in Italia, affermazioni come queste sono la norma e ormai non smuovono neanche un sopracciglio. La verità ha perso peso nella sfera pubblica, la responsabilità di fronte a quel che si dice e si scrive si è persa per strada. Si può spararla grossa, grossissima, ma nessun rinculo degno di nota si manifesterà nell’opinione pubblica o di quel che ne resta Continua a leggere >>

  10. L’altra faccia del web: quando il gossip è duro a morire
    Veronica Potenza

    Lo staff che curò la campagna elettorale di Barack Obama nel 2008 non solo pubblicò il suo certificato di nascita ma lo fece analizzare dagli esperti di FactCheck.org che ne confermarono l’autenticità. Dopodiché la direttrice del ministero della salute di Honolulu, Chiyome Fukino, dichiarò di aver personalmente verificato la registrazione di quel documento presso lo Hawaii State Department of Health. Continua a leggere >>

  11. Obama, Twitter, e il futuro della democrazia (parte terza)
    Stefano Diana

    Sulla strada della nuova democrazia non si può evitare di fermarsi a celebrare l’immenso potere di quei piccoli tag che abbiamo già visto all’opera per contrassegnare contenuti, messaggi, luoghi, qualsiasi cosa. Il tagging è una pratica ormai affermata di classificazione di contenuti dal basso, cioè etichettatura con parole chiave decise dagli individui che di quei contenuti sono autori o manipolatori Continua a leggere >>

  12. Obama, Twitter, e il futuro della democrazia  (parte seconda)
    Stefano Diana

    The Inauguration Report 2009 (IR09) è un progetto realizzato da una alleanza ultramista – la National Public Radio, la privata CBS News, e l’American University di Washington D.C. – che per specie e intenzioni è impensabile in Italia, e peraltro cosa rara anche in America Continua a leggere >>

  13. Obama, Twitter, e il futuro della democrazia
    Stefano Diana

    Non credo che nella storia dell’uomo un evento sia stato universalmente atteso quanto The Moment. Con tale antonomasia si era battezzato l’istante del giuramento di colui che rompeva ogni tradizione e quasi danzando saliva al ponte di comando degli Stati Uniti da Uomo del Destino in versione ecocompatibile, ultralight Continua a leggere >>

  14. La vittoria della tripla O
    Gianpiero Gamaleri con Lucilla Guidi

    “I mattoni per ricostruire l’America passano di mano in mano attraverso lo strumento virtuale della rete”. La Obama’s online operation, ribattezzata dai media americani “la tripla O”, è la mente digitale della campagna democratica Continua a leggere >>

  15. Castells: «Ecco la sfera pubblica digitale»
    Alessandro Lanni

    «La mass self communication è stata uno degli elementi fondamentali per la vittoria di Obama». La lecture (13 novembre 2008) di Manuel Castells all’Università Bocconi inizia pescando nell’attualità e spiegandola con un’espressione all’apparenza complessa, almeno per chi non frequenta gli studi del sociologo catalano. Spiega l’autore della monumentale trilogia dedicata alla network society e arrivato a Milano per festeggiare i venti anni della casa editrice Egea, che con l’avvento della rete e in particolare della sua evoluzione in senso sociale e partecipativo, il cosiddetto web 2.0, la comunicazione è cambiata enormemente Continua a leggere >>

  16. Annegare in un arcipelago di link
    Geert Lovink

    “Cerca di edificare te stesso e costruirai un rudere” (Sant’Agostino). Questo vale anche per i blog. Quello che sembra essere un mezzo comune eppure personalizzato, user-friendly, dimostra di essere inaffidabile sul lungo termine. L’io liquido potrebbe aver pensato di trovare rifugio in provider Continua a leggere >>

  17. Cosa c’è di nichilista nella blogosfera?
    Geert Lovink

    I blog provocano declino. Si suppone che ogni nuovo blog si aggiunga alla caduta del sistema dei media che un tempo dominavano il ventesimo secolo. Questo processo non è paragonabile a un’esplosione improvvisa. L’erosione dei mass media non può essere facilmente tracciata in base alle cifre delle vendite stagnanti e del lettorato in declino dei giornali. Continua a leggere >>

  18. Alla scoperta della ragion cinica
    Geert Lovink

    Un weblog è la “voce di una persona” (Dave Winer). È un’estensione digitale di tradizioni orali più che una nuova forma di scrittura. Attraverso i blog, le notizie vengono trasformate da lettura in conversazione. I blog echeggiano voci e pettegolezzi, conversazioni in caffè e bar, nelle piazze e nei corridoi. Registrano “gli eventi del giorno” (Jay Rosen). Continua a leggere >>

  19. Veloci, leggeri e personali.I blog prendono il volo
    Geert Lovink

    I weblog o blog sono gli eredi della homepage personali degli anni ‘90 e creano una commistione tra privato (diario online) e pubblico (pubbliche relazioni di se stessi). Secondo le ultime stime approssimative del Blog Herald, nel mondo esistono 100 milioni di blog Continua a leggere >>

  20. Idee e critiche per la rete che cambia

    Manuel Castells guarda alle reti digitali e individua un nuovo modo di comunicare. Lo chiama mass self-communication ed è l'essenza di web2.0, l'Internet dove crescono i blog, dove ciascun utente (o utilizzatore, se vi piace di più) può produrre contenuti oltre che consumarli. Continua a leggere >>

  21. Il sociologo dell'Information age
    Alessandra Spila

    Manuel Castells (Barcellona, 1942) è un sociologo di fama mondiale, tra i maggiori studiosi della società dell’informazione. Svolge oggi la sua attività di docente tra le università della California e di Barcellona, ma ha anche insegnato in Francia (dove nel ’62 ha trovato riparo dalla repressione franchista) Continua a leggere >>

  22. “Internet, uno tsunami da cavalcare”
    Guido Martinotti con Mauro Buonocore

    “È uno tsunami che ancora non si è manifestato in tutta la sua grandezza e in tutta la sua potenza”. Quando parla delle potenzialità del web, della portata degli effetti e dei cambiamenti che la rete delle reti può portare nelle nostre società e nelle nostre vite, Continua a leggere >>

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 Reset n. 128, novembre - dicembre 2011


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