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L'Unione e le istituzioni | Caffè Europa - Webzine di cultura europea e democrazia informata

L'Unione e le istituzioni

  1. Clima: alti e bassi dell'accordo europeo
    Luca Sebastiani

    Certo non è il migliore dei compromessi. Si sarebbe potuto fare di più. Ma è comunque il massimo che si poteva raggiungere in un contesto di vedute così divergenti e con i tempi stretti imposti da un’agenda internazionale abbastanza serrata. Continua a leggere >>

  2. Dublino: scacco all’europeismo per forza
    Gianfranco Baldini

    l risultato del referendum irlandese non ha sorpreso gli osservatori più attenti. Dalla fine di maggio la campagna per il No stava conquistando terreno, a scapito dell’establishment politico compattamente schierato – con la sola eccezione del Sinn Fein – per la ratifica del Trattato di Lisbona Continua a leggere >>

  3. Ora ci vuole un Trattato Ponte
    Lucia Serena Rossi

    Non sono “i popoli” dell’Europa ad aver respinto il Trattato ma una quantità di cittadini (poco più di 800.000) inferiore agli abitanti di una grande città. Del resto trattati complessi e articolati come quello di Lisbona non dovrebbero essere sottoposti a referendum: far votare i cittadini su di un trattato è come promuovere un referendum sul nucleare sottoponendo al loro voto i piani di una centrale atomica. Continua a leggere >>

  4. Parigi-Londra, il nuovo asse passa per la Nato
    Dominique Moïsi con Luca Sebastiani

    Con il viaggio di Stato in Gran Bretagna, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha voluto inaugurare un nuovo asse strategico Londra-Parigi. Conseguenza del raffreddamento delle relazioni con Berlino o necessità dettata da una maggiore complementarità con i vicini d’oltremanica su alcuni dossier prioritari del semestre francese di presidenza dell’Ue?
    Un po’ entrambe le cose Continua a leggere >>

  5. Sarkò a Londra: mai vista tanta passione
    Luca Sebastiani

    Dopo Sarkò l’americano, l’englishman Sarkò? Non c’è dubbio. Nella sua due giorni londinese, in visita di Stato, il presidente della Republique non è stato avaro né di dichiarazioni d’amore verso i suoi ospiti, né di parole galanti, né, tanto meno, d’iperboli.
    A Westmister, di fronte ai Lords e i Comuni, per giustificare il passaggio necessario da “un’intesa cordiale” ad un’intesa “d’amicizia”, Nicolas Sarkozy non ha badato a spese Continua a leggere >>

  6. Finalmente l’Ue saprà essere agile
    Daniel Gros con Mauro Buonocore

    “Questo è il miglior risultato che si potesse ottenere, più di questo l’Unione non può avere”. Non sembrano parole esaltanti quelle con cui Daniel Gros commenta il Trattato di Lisbona che ha il compito di dare solide, stabili e robuste basi istituzionali all’Unione europea. Ma non dobbiamo lasciarci trarre in inganno dalle prime impressioni Continua a leggere >>

  7. Si apre un a porta sul futuro dell'Ue
    Jacques Ziller con Mauro Buonocore

    “Smettetela di dipingere l'Unione come una cosa pericolosa. L'Ue non è pericolosa, è necessaria. Ha i suoi pregi e i suoi difetti però è indispensabile per permettere ai paesi membri di esistere come soggetti politici influenti nel secolo a venire”.
    I destinatari di queste parole sono i governi dei paesi membri dell'Unione, Jacques Ziller si rivolge simbolicamente a loro Continua a leggere >>

  8. Stato per stato la (lunga) strada della ratifica
    Serenella Mattera

    I referendum sono l’ostacolo più temuto sulla via dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Nel 2005 furono proprio le consultazioni popolari francese e olandese a bloccare il cammino del testo che era stato firmato a Roma il 29 ottobre 2004 e già ratificato da alcuni Stati, tra cui l’Italia Continua a leggere >>

  9. Tutte le novità del testo approvato
    Serenella Mattera

    Un “Trattato di riforma”. È la via che l’Unione europea ha scelto per uscire dallo stallo in cui l’aveva trascinata, nel 2005, la bocciatura da parte dei cittadini francesi e olandesi della Costituzione di Roma. Dopo un “periodo di riflessione” durato due anni Continua a leggere >>

  10. Da Lisbona un traguardo storico
    Jo Leinen con Mauro Buonocore

    Anno nuovo, nuovo Trattato. Il 2008 potrebbe passare alla storia come l'anno della ratifica definitiva della costituzione europea. Ma il condizionale è d'obbligo, perché l'accordo siglato in Portogallo il 13 dicembre porta i segni di tutte le difficoltà Continua a leggere >>

  11. Shengen, atto secondo
    Matteo Tacconi

    Il primo maggio del 2004 l’Unione europea si allargava a nuovi dieci paesi: il nucleo degli stati dell’Europa centro-orientale, Malta e Cipro. Si parlò, allora di “riunificazione europea”. Forse con una dose un po’ eccessiva d’ottimismo Continua a leggere >>

  12. Sarko-Usa: manovre di avvicinamento
    Fabio Liberti con Luca Sebastiani

    Riavvicinamento con gli Stati Uniti, reintegro della Nato e rilancio dell’Europa della difesa. Al di là di quello che può apparire, il super attivismo e le mosse a sorpresa di Nicolas Sarkozy per rilanciare l’Europa politica con il beneplacito Usa, hanno poche possibilità di concretizzarsi. Continua a leggere >>

  13. Turchia al voto: la quiete prima e dopo la tempesta
    Marta Federica Ottaviani

    Fine di un’isteria collettiva. Domenica alle 18, quando i seggi si sono chiusi e l’Alta commissione elettorale non aveva ancora sciolto il silenzio durato tutto il fine settimana, probabilmente qualcuno in Turchia ha tirato un sospiro di sollievo Continua a leggere >>

  14. Istanbul-Bruxelles, la strada è ancora tortuosa
    Silvia Di Bartolomei

    Erdogan, vittorioso nelle elezioni del 22 luglio, annuncia che andrà avanti nel “sogno europeo” e lancia la sfida per Istanbul capitale europea della cultura nel 2010. Un gesto strategico e simbolico per dimostrare che nel suo Paese, ancora non ammesso a far parte dell’Unione, lo spirito europeo è presente e convive con le radici storiche e religiose Continua a leggere >>

  15. “Un successo per l’Akp, ma la democrazia non è in pericolo”
    Tuncay Ozkan con Marta Federica Ottaviani

    Due settimane prima delle elezioni aveva detto: i laici vincono di sicuro. Adesso, dopo il trionfo dell’Akp, Tuncay Ozkan, direttore dell’emittente tv Kanalturk, fa i conti con un Paese cambiato, ma in maniera molto diversa da come si aspettava. Nemico acerrimo del premier Recep Tayyip Erdogan, aveva previsto la sua sconfitta. Adesso è costretto a riconoscerne la vittoria, ma nello stesso tempo non pensa che la laicità dello Stato sia in pericolo Continua a leggere >>

  16. Il rapid train della democrazia
    Daniele Castellani Perelli

    Bruxelles, dicembre 2004.
    “Dal summit di Helsinki del 1999 a quello di Copenhagen del 2002 il nostro treno si è mosso – spiega fiero e appassionato, in buon inglese, Cengiz Çandar – e ora abbiamo un rapid train”. Il treno di cui parla il giornalista del quotidiano Tercüman Çandar, grandi baffi da saladino su un vestito perfettamente occidentale, è quello della democrazia Continua a leggere >>

  17. Lo spazio della Turchia nella famiglia europea
    George Watson  

    La parola “storico” è molto usata, addirittura forse abusata, ma è necessaria per descrivere la scelta che sta di fronte all’Unione europea sull’apertura dei negoziati per l’ingresso della Turchia. L’Ue si è ampliata, ha accolto pochi mesi fa altri dieci paesi e non riesco a trovare altra definizione, se non quella di un momento storico per parlare della data che ha sancito quell’allargamento dei nostri confini Continua a leggere >>

  18. I nobili ideali non bastano, bisogna essere concreti
    Richard Baldwin con Mauro Buonocore

    Ci vuole uno sguardo pragmatico. Bisogna lasciare gli ideali, per quanto eurovolenterosi, sulle pagine dei giornali (o dei siti web), sui commenti e sugli spazi dedicati alle opinioni. Quando si entra nei luoghi delle decisioni e degli scontri politici, bisogna puntare al concreto. Continua a leggere >>

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