CaffèEuropa.it si è trasferito su Reset.it

SOPA, su Internet noi siamo il medium | Caffè Europa - Webzine di cultura europea e democrazia informata
RSS
Stampa articolo
Commenti (1)
delicious
digg
Facebook
google
yahoo
technorati

SOPA, su Internet noi siamo il medium

di David Weinberger

19-01-2012

Argomenti: Storie di copertina

David Weinberger è uno tra i principali tecnologi viventi, insegna al Berkman Center for Internet & Society di Harvard. È tra gli autori di «Cluetrain Manifesto» e «Everything is Miscellaneous». Da pochi giorni è uscito negli Usa il suo ultimo libro «Too big to know».

Il SOPA (Stop Online Piracy Act) è una cattiva legge. Fornisce troppa autorità al governo e alle potenti associazioni industriali. È troppo facile poter abusare di questo potere. Richiederebbe cambiamenti significativi in funzione di come la rete concretamente opera. E non mi sembra verosimile che raggiunga i suoi obiettivi.
Ma non è questo che mi ha spinto a spegnere eccezionalmente il mio piccolo sito il 18 gennaio. 


Il nero delle migliaia di pagine che hanno protestato contro la legge significa qualcosa in più oltre «Questo sito si oppone al SOPA». Vi ho letto due messaggi chiari in quel nero.

Primo: Internet è nostra non vostra. L'abbiamo costruita noi. L'abbiamo costruita per noi, e non è un medium che qualcuno ci ha fatto dono e che noi riempiamo di contenuti. Innanzitutto, Internet non è un medium perché un medium è ciò attraverso cui passano dei messaggi ma quando un messaggio passa attraverso Internet è perché io e voi trasmettiamo un contenuto ad altri che a loro volta possono decidere di trasmetterlo a loro volta. Inoltriamo link, allegati, grafici, uploadiamo video. Nel senso più letterali, "noi siamo il medium", non Internet.
Poiché Internet è nostra, l'abbiamo compreso meglio di quanto non facciano i legislatori e la vecchia industria dei alla quale danno ascolto. Il SOPA dimostra quanto poco i coloro che decidono, in generale, comprendano Internet.

Se la rete ha bisogno di essere regolata o modificata, i legislatori tradizionali sono le persone peggiori per farlo.

 Per questa ragione credo che il primo messaggio che dobbiamo leggere nel nero del 18 gennaio sia: Internet è fatta da noi e per noi. È nostra.

 C'è un secondo messaggio inoltre: esiste un crescente "noi" in rete. Quel "noi" è costituito dalle persone che forniscono il valore alla rete innovando, collaborando, condividendo il loro lavoro, dialogando con gli altri.



Questo "noi" ha una visione migliore di ciò che Internet può essere perché siamo noi che lo stiamo inventando. Abbiamo anche una migliore comprensione di ciò che è la cultura e di come funziona sulla rete. Noi abbiamo sempre presente che la cultura è ciò che abbiamo in comune. L'esclusione di idee e progetti dai beni comuni e condivisi è dannosa per la cultura, anche se a volte è giustificata.

 Il nero del 18 gennaio è stato un segnale che ci siamo dati e ha dimostrato che abbiamo più potere di quanto si pensi.

I politici stanno iniziando a prestare attenzione, e se non lo fanno, noi ci organizziamo contro di loro. Si può perdere, ma con quel nero abbiamo detto con chiarezza: sei a favore o contro Internet? Scegli.

 Naturalmente non è tutto così bianco e nero. Il "noi" di Internet è
 molto vasto e non abbraccia tutte le culture. Ci sono importanti differenze all'interno del "noi". E noi non siamo così intelligenti e puri come possiamo credere a volte. Tuttavia, il black out di dodici ore del 18 gennaio è stato l'auto-affermazione di Internet come una forza politica che non può essere ignorata.

(Traduzione di Alessandro Lanni)

 


RSS
Stampa articolo
Commenti (1)
delicious
digg
Facebook
google
yahoo
technorati

Commenti dei lettori

Traduttori traditori

Piuttosto di pubblicarlo tradotto così, forse meglio lasciarlo in originale, che ne dite? Forse si tratta di un numero inusuale di errori di stampa... Comunque li concetti che Weinberger esprime sono del tutto condivisibili, anche se un po' generici. Comunque è vero che la politica ufficiale comincia ad avere un rapporto "critico" con la rete e che forse anche "noi", il popolo della rete, dovremmo cominciare a chiederci come possiamo usare al meglio il web per orientare la Politica, quella con la P maiuscola, facendo del web uno strumento vero di democrazia attiva (cioè: non solo informazione e controinformazione, rapida, ficcante, cruda, ma anche cpacità di mobilitazione e di discussione). Ciao Dunia


2012-02-13 13:36:20 Scritto da Dunia

Aggiungi il tuo commento

Inserisci nome utente e password e inserisci i tuoi commenti agli articoli di Caffè Europa



Dimenticato la Password?

Non sei ancora registrato?

Iscriviti alla Newsletter
Iscriviti alla Rassegna Stampa

Tea Party
La rivolta populista e la destra americana
Giovanni Borgognone, Martino Mazzonis

Avanti popoli!
Piazze, tv, web: dove va l'Italia senza partiti
Alessandro Lanni

>> Tutti i libri di Reset
MULTIMEDIA
video
M.A.R.E.

video
Lo Tsunami in Giappone

video
Roma-13 febbraio - Se non ora quando?

video
Se non ora, quando? Mobilitazione nazionale donne

video
Rom: guerra ai poveri. Il confronto tra Italia ed Europa

video
Niqabitch per le strade di Parigi

video
Steve Jobs: "Siate affamati, siate folli" (prima parte)

video
Sergio Chiamparino e Nichi Vendola sul futuro della sinistra

video
Umberto Eco su Ipazia: luci e ombre

video
Filosofia e Web: il futuro è scritto

video
2009: I banchieri, Obama e il climate change

video
Tutto il mondo in una canzone

Reset

 Reset n. 128, novembre - dicembre 2011


>> I NOSTRI ARCHIVI