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254 - 29.05.04


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Quarantuno paesi nell'Ue?

Daniele Castellani Perelli


Un'anatra senza testa o una grande speranza? Grande festa il primo maggio a Dublino, ˙ nata la nuova Europa. Entrano, come ˙ noto, dieci nuovi paesi, di cui otto ex regimi comunisti. Grandi feste anche sui quotidiani del Vecchio Continente, anche se non sono stati elusi temi scottanti, come l'assenza di un quadro istituzionale chiaro e la recessione economica. E c'˙ chi ha fatto una previsione: fin dove arriverÜ l'allargamento dell'Unione?

L'anatra senza testa
Le Monde ha s˝ citato le parole del Presidente della Repubblica francese Jacques Chirac, che ha salutato la realizzazione della "generosa utopia sorta dalla guerra e dalla barbarie", ma ha anche scritto, nell'editoriale del 2 maggio, che "l'Europa avanza come un'anatra senza testa": "La stagnazione economica tra i vecchi, le difficoltÜ d'adattamento tra i nuovi, la messa in discussione del modello sociale europeo da parte della globalizzazione, il bisogno d'affermare una identitÜ di fronte alla solitaria superpotenza americana - percepita, ˙ vero, con un'intensitÜ variabile a seconda dei paesi - tutto ciÍ esigerebbe in Europa una vera leadership. Che questo ruolo venisse assunto da qualche personalitÜ o da un gruppo di stati membri". Ma il quotidiano di Jean-Marie Colombani non si ˙ certo abbandonato alla disperazione, e ha rilanciato: "L'ora, tuttavia, non s'addice alla nostalgia. Bens˝ alla speranza che l'Europa, dopo aver raggiunto la propria riunificazione, sappia trovare essa stessa le risorse del suo rinnovamento". Ancora pi attento a evitare il kitsch ˙ stato le Figaro, per il quale "l'opinione prevalente ˙ che i cittadini non capiscono nulla delle cose europee". Le Parisien sottolinea invece come al momento "le promesse sembrano prevalere sulla risoluzione dei problemi": "I popoli dell'Est guardano con legittima aviditÜ agli Eldorado francese, britannico, tedesco e italiano. Il flusso non ostacolato di spacciatori di droga, prostitute, riciclatori di denaro e, da non dimenticare, integralisti di tutti i tipi, fuggirÜ contento in questo continente, che ˙ sempre pi aperto al mercato nero di tutti i tipi. Chi non sarebbe profondamente contento di questa Ue, se fosse veramente convinto che ci guidano i politici e non i banchieri?".

Ridicolo chi teme l'Ue
Tra i giornali dei nuovi membri citiamo il quotidiano ceco liberale Mlada fronta Dnes: "Molte cose nell'Ue sono ridicole, come ad esempio la battaglia sulla parola 'marmellata'. Molte cose nell'Ue sono anche peggio, come la politica agraria. Ed ˙ ipocrita che gli Stati grandi assicurino sotto il mantello di una supposta battaglia contro il nazionalismo semplicemente i loro interessi. Tuttavia: l'Ue ˙ una comunitÜ di paesi democratici con gli stessi diritti. A tutti i cittadini dell'Ue ˙ garantita la libertÜ (e non solo sulla carta)". "Sicuramente si puÍ ridere di cuore su quanti, nei nuovi stati membri, si rallegrano dell'ingresso nell'Ue come fossero bambini a Natale - ha concluso il giornale ceco - ma chi teme l'Ue ˙ ancora pi ridicolo". Su Die Zeit GyŁrgy Konrłd ha scritto un commento dal titolo "Diventeremo normali": "Per gli ungheresi questo primo maggio ˙ una stazione festosa in un lungo cammino", ha spiegato lo scrittore ebreo-ungherese, che poi ha concluso allegramente: "PerciÍ sarÜ per me motivo di gioia, che anche noi diventeremo cittadini dell'Unione, ed io aprirÍ una bella bottiglia di vino. Quale uomo ˙ un cittadino europeo? Uno come noi? Certo, chi sennÍ?!".

Quarantuno membri dell'Unione?
Sul sito European Policy Center Fraser Cameron si chiede dove finisca l'Europa: "Alcuni suggeriscono che l'Ue dovrebbe segnare una lista di membri e poi chiudere la porta - ha scritto il direttore degli studi dell'Epc - Ma chi sarebbe su questa lista? Si discute giÜ se la Turchia debba entrare. Ma se la Turchia aderisce, perch˙ non l'Ucraina? E la Moldavia? La Bielorussia? E la Russia? Si puÍ veramente prevedere un'Unione a 41 membri?". Nel suo bell'intervento, Cameron, che esclude al momento Russia, Georgia, Armenia e Azerbaijan, immagina che, dopo l'ingresso di Romania e Bulgaria, nel 2009 entreranno Croazia, Norvegia e Islanda. Nel 2012 Turchia, Macedonia e Svizzera. Serbia, Bosnia-Erzegovina, Albania, Kosovo e Montenegro nel 2020. Infine, nel 2025, Ucraina, Bielorussia e Moldavia porterebbero a 41 i membri. Per il momento, perÍ, sembra pi che altro un quadro da fantapolitica.









 

 

 

 

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