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251 - 17.04.04


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Caccia al commissario
Daniele Castellani Perelli

Il calice di Sarkozy
MercoledÒ 31 marzo, a tre giorni dal catastrofico risultato delle elezioni regionali, il primo ministro francese, Jean Pierre Raffarin, ha presentato il suo nuovo governo. De Villepin ² traslocato dagli esteri agli interni, rimpiazzato dall'ex commissario europeo alle Politiche regionali Michel Barnier. Confermata Michele Alliot-Marie alla Difesa, mentre il grande rivale di Jacques Chirac, Nicolas Sarkozy, ² passato dagli Interni all'Economia. The Indipendent ha commentato la nomina di Sarkozy al delicato dicastero dell'economia con un articolo dal titolo "Chirac dö il calice avvelenato delle riforme economiche al suo principale rivale". Per il quotidiano britannico "ha fatto alzare le sopracciglia, non solo a sinistra, la decisione di Chirac di concedere il ministero degli Interni a de Villepin, un servitore dello Stato che non ² mai stato eletto, mentre il suo posto va tradizionalmente a un politico di lunga carriera". L'incarico a de Villepin ² stato interpretato dagli analisti come una mossa per proporlo come primo ministro e come un bastione contro l'ascesa di Sarkozy". Un rappresentante del governo ha infatti fatto trapelare che, per l'autunno, ² probabile un incarico da primo ministro per de Villepin. Quanto al nuovo ruolo di Sarkozy, Le Monde annuncia che "non c'² affatto bisogno di essere degli esperti per predire che l'arrivo di Nicolas Sarkozy cambierö molte cose": "Liberale, lo ², ma a suo modo: rivendicando, davanti al mercato, molta autoritö alla politica. E poi, soprattutto, ² particolarmente pragmatico". Critico anche Liberation, per cui il Raffarin III nasce dalla "ossessione di sbarrare la strada a Nicolas Sarkozy".

La “caccia” ai commissari. Michel Barnier
In previsione della prossima scadenza del mandato della Commissione europea, nei paesi dell'Unione ² scattata la "caccia" al commissario. Se Anna Diamantopoulo, responsabile dell'Occupazione e degli Affari sociali, ² tornata in Grecia come semplice parlamentare, eletta nel gruppo socialista del Pasok, Michel Barnier e Pedro Solbes sono attesi da ruoli ben pið impegnativi. Al neo Ministro degli Esteri francese ha dedicato una scheda l'austriaco Der Standard, che ha ricordato come si sia diplomato alla Scuola superiore di commercio di Parigi insieme all'attuale premier Jean-Pierre Raffarin. "Barnier ha una lunga storia di rivalitö con il Presidente - aggiunge il quotidiano austraiaco - : non solo nel 1995 era per Balladur e contro Chirac, ma anche nelle leggendarie presidenziali del 1981 era contro Chirac e a favore del liberale Val³ry Giscard d'Estaing". Il suo credo? "Siamo tutti servitori dello Stato". Le Monde lo definisce "un militante europeo che oscilla tra gollismo e democrazia-cristiana". Nonostante all'inizio del suo lavoro a Bruxelles soffrisse del paragone con il connazionale Pascal Lamy, "ha finito per costruirsi una vera credibilitö in Europa, senza avere la reputazione d'arroganza dei francesi". Si ² battuto per un'Europa solidale, ottenendo, dopo le inondazioni dell'estate 2002, la creazione di un fondo europeo per le catastrofi naturali. Si ² battuto per un budget europeo superiore al limite del 1% del Pil voluto da Chirac. "Alle volte devo ricordargli che ² di destra", dice di lui un suo collega.

La “caccia” ai commissari: Pedro Solbes
Un altro commissario di ritorno a casa ² Pedro Solbes, che ha giö accettato il posto di Ministro dell'Economia propostogli dal nuovo primo ministro spagnolo Jos³ Luis Zapatero. Fa un ritratto del responsabile degli affari economici e monetari della Commissario di Romano Prodi la Frankfurter Allgemeine Zeitung , che lo definisce "un socialista senza tessera di partito" e che ricorda come sia giö stato ministro sia nel governo conservatore post-franchista di Leopoldo Calvo Sotelo sia in quello socialista di Felipe Gonzalez. Ha mostrato attenzione al volto della nuova Spagna anche il New York Times , in un articolo dal titolo "Un nuovo futuro per la Spagna: chiamatelo socialismo sociale". "Zapatero sembra pensare che il suo paese debba avere una rivoluzione sessuale e sociale", scrive il quotidiano newyorchese, che cita lo slogan del Psoe, quello di una Spagna "moderna, colta e tollerante", e la nuova linea su temi come unioni omosessuali e aborto. "Zapatero vuole ripulire il paese dai residui di conservatismo che hanno segnato gli otto anni dell'amministrazione Aznar - ha concluso il Nyt - Sebbene il 94% degli spagnoli siano cattolici, un recente sondaggio ha indicato che solo il 12% dei giovani tra i 13 e i 24 anni vanno a messa ogni settimana, e la maggior parte degli spagnoli ² a favore della stretta separazione tra chiesa e stato".


 

 



 

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