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249 - 4.03.04


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Gelo di Mosca
a cura di Daniele Castellani Perelli

Allargamento I: la questione russa

I ministri degli Esteri dell’Ue, criticando l’atteggiamento negativo di Mosca verso l’allargamento ad est dell’Unione, il 23 febbraio hanno sollecitato la Russia a rinnovare “senza precondizioni” l’accordo bilaterale di partenariato e cooperazione entro il primo maggio 2004, data dell’ingresso dei dieci. Mosca non ha gradito. Mikhail Marghelov, presidente della commissione esteri del senato e fedelissimo del presidente Vladimir Putin, ha commentato: “Si tratta di un linguaggio da sanzioni, che non è in linea con lo stile richiesto dalle attuali relazioni tra Russia e Unione Europea”. Per Marghelov il rapporto tra Mosca e le istituzioni di Bruxelles è più problematico di quelli bilaterali con i principali governi europei. Il Presidente francese Jacques Chirac è venuto invece incontro a Putin, chiedendo “più rispetto” verso la Russia.

The Guardian scrive che la Commissione Prodi starebbe pensando a sanzioni dello stesso tipo di quelle imposte recentemente agli Usa, nel caso in cui Mosca non cessasse “il suo atteggiamento belligerante nei confronti dei paesi dell’Est che entreranno nell’Unione a maggio”. La Russia non vuole che l’accordo di partenariato e cooperazione già esistente con l’Ue venga esteso ai nuovi dieci, perché questo permetterebbe a molte compagnie polacche e slovacche di esportare beni in Russia a tariffe assai inferiori alla precedenti. “C’è frustrazione per il fatto che le due parti stanno facendo scarsi progressi in altre aree”, scrive il quotidiano londinese, che ricorda le tensioni sulle riforme di Putin, sulla Cecenia, sulla libertà dei media e sul protocollo di Kyoto. “La commissione ha annunciato una revisione della sua strategia verso la Russia dopo le polemiche provocate dal primo ministro italiano Silvio Berlusconi, che, da Presidente di turno, lodò la politica cecena di Vladimir Putin e la sua posizione verso il gigante del petrolio Yukos: una diretta contraddizione della visione di Bruxelles”.

Per la Sueddeutsche Zeitung ˝sotto Vladimir Putin la Russia ha effettuato un cambio di direzione, verso meno democrazia e meno diritti umaniţ. Le Figaro sottolinea inoltre l═inquietudine di Bruxelles per la pressione esercitata da Mosca sulle tre repubbliche baltiche. Il ˝grande ritornoţ, come lo chiama il quotidiano francese, si esprime soprattutto a livello economico: ˝La Russia si ritrova in posizione di quasi-monopolio nel settore energetico balticoţ. Ma, come nota l═ex primo ministro lituano Andrius Kubilius, ˝contrariamente alle imprese occidentali, che si disinteressano della vita politica locale, i Russi investono massicciamente nei partitiţ. ˝L═europeizzazione della politica esteraţ, che avverr÷ dal primo maggio, permetter÷ ai tre paesi baltici, secondo Le Figaro, di scappare ˝dal dialogo spesso pesante che intrattengono col loro grande vicinoţ. target="_blank">The Economist , invece, argomenta: ˝Ora che la questione tedesca ▓ stata risolta, si pone la questione russa, pu¸ la Russia, dopo secoli di autocrazia e imperialismo, essere trasformata in quella specie di bel paese democratico che vada facilmente d═accordo con i suoi vicini europei?ţ. ˝La risposta ┐ continua il settimanale britannico ┐ sembra essere: ancora per un po═ noţ. Per Le Monde, infine, dietro il richiamo di Jacques Chirac al ˝rispettoţ verso Mosca c═▓ anche ˝un calcolo politicoţ: ˝Per il suo mondo multipolare, egli ha bisogno di Vladimir Putin ┐ scrive il giornale parigino ┐ che, privo di concorrenti, sta per essere riletto trionfalmenteţ.

Allargamento II: l’avvertimento di Blair

Gli immigrati dai dieci paesi che entreranno nell’Unione da maggio verranno “messi fuori” dalla Gran Bretagna, se non saranno in grado di sostenersi. Lo ha annunciato Tony Blair il 23 febbraio, dopo che il suo ministro degli Interni David Blunkett ha dichiarato che i lavoratori provenienti dai nuovi membri verranno inseriti in una lista di lavoratori legali. La norma non varrà per i cittadini di Cipro e Malta, ed è comunque più leggera rispetto alle misure studiate da Germania e Austria, che si avvarranno dell'intero periodo di transizione previsto dal Trattato di adesione (cinque anni piu’ due) per limitare la libera circolazione. “E’ chiaro che Prodi e la Commissione europea sono abbastanza preoccupati; – ha commentato il portavoce del Presidente dell’esecutivo europeo, Reijo Kemppinen – stiamo valutando il problema per verificare se tutte queste misure sono compatibili con la legislazione europea e se sono manifestazioni di una tendenza che dovrà essere guardata più in dettaglio”.

Spiega bene la vicenda il New York Times, che riporta come i nuovi immigrati, secondo il progetto di Blunkett, non potranno pretendere almeno fino al 2006 alcun beneficio sociale. ˝Le restrizioni non sono cosĎ severe come quelle annunciate da Francia e Germania ┐ commenta il Nyt ┐ ma rappresentano un═inversione di tendenza, sotto la pressione dei leader dell═opposizione e dei giornali tabloid, rispetto alla precedente promessa di Tony Blair, riguardo a un accesso senza limitiţ. Il quotidiano americano sottolinea come ora, ˝ad eccezione dell═Irlanda, la maggior parte dei membri dell═Ue hanno introdotto restrizioni su lavoratori dell═Est ┐ una contraddizione evidente della tanto vantata apertura al diverso una volta ostentata da paesi europei come Svezia e Olandaţ. Anche Bertie Ahern, il premier irlandese e attuale Presidente di turno dell═Unione, si ▓ detto preoccupato della tenuta dello stato sociale: ˝Dobbiamo proteggerci da quello che potrebbe essere un abuso del sistemaţ. The Guardian legge la notizia in positivo, evidenziando il coraggio del governo, che si ▓ comunque riservato il potere di imporre restrizioni per proteggere il mercato del lavoro britannico, nel caso in cui il numero dei nuovi immigrati ecceda significativamente i 12-13.000 previsti dai demografi dell═Universit÷ di Londra. Chi lavorer÷ senza essere registrato potrebbe essere rimpatriato nel paese d═origine.

Turchia, Schroeder scavalca Berlusconi

Mentre Edmund Stoiber, il leader dell═opposizione cristiano-democratica tedesca, ha detto di ritenere ˝non finanziabileţ l═ingresso nell═Unione da parte di Bulgaria e Romania nel 2007, Gerhard Schroeder ▓ ormai ufficialmente diventato lo sponsor principale dell═adesione turca all═Ue, scavalcando sul piano internazionale il premier italiano Silvio Berlusconi. Il Cancelliere, del quale avevamo gi÷ segnalato l'impegno filo-turco, ha voluto stavolta incontrare il primo ministro Recep Tayyip Erdogan direttamente a Istanbul. Nonostante l═opposizione della Cdu e la cautela del Presidente della Repubblica, il socialdemocratico Rau, Schroder ha ribadito che la Turchia ˝pu¸ fidarsiţ dell═appoggio tedesco. Rimane tuttavia sul tavolo il problema dell═unificazione di Cipro, come ricorda Le Monde: ˝La non-risoluzione del problema dell═isola ´potrebbe diventare un ostacolo serio═ alla candidatura turca, aveva annunciato la Commissione nell═autunno 2003ţ. Il quotidiano francese cita le divisioni interne alla societ÷ turca sulla questione cipriota, ma ricorda anche l═incoraggiante posizione del ministro degli Esteri di Istanbul, Abdullah Gul: ˝Il tempo del sangue che cola ▓ finitoţ.


 

 



 

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