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240 - 15.11.03


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Francia e Germania inseparabili?


Il recente incontro franco-tedesco di Poitiers, in cui il capo del governo francese Jean-Pierre Raffarin e il Cancelliere Gerhard Schroeder hanno presieduto un primo incontro tra i vertici politici delle regioni dei due paesi, ha confermato due importanti tendenze politiche dell’Europa di oggi. La prima è che, nel rimescolamento dei poteri, si vanno moltiplicando le iniziative interregionali tra paesi diversi. A Poitiers il primo ministro francese, che in casa sta tentando una difficile decentralizzazione, ha invitato le Regioni ad “attivare cooperazioni, scambiarsi i giovani, moltiplicare le iniziative comuni”, e, a proposito dell’appuntamento interregionale franco-tedesco, ha commentato: “Tra i nostri due paesi esiste una grande vicinanza a livello di vertici, non deve esserci distanza sul territorio”.

Il primo ministro del Sarre tedesco, il cristiano-democratico Peter Mueller, ufficialmente incaricato delle relazioni culturali tra i due paesi, ha dichiarato a Le Figaro: “Il dibattito europeo mostra che l’avvenire dell’Ue risiede in una Europa delle regioni. La Francia e la Germania le stanno sviluppando, stanno dando l’esempio. Ci sono delle cooperazioni in materia scientifica, economica o ambientale che altrimenti non sarebbero possibili per la Germania, perché sono domini dei quali responsabili i Laender”.

La cooperazione europea interregionale è un fenomeno che vede attualmente in prima fila un italiano, il presidente della Friuli Venezia Giulia, l’ulivista Riccardo Illy, che a inizio settembre ha ribadito la volontà di mantenere una strettissima collaborazione con il governo della Slovenia e che pochi giorni fa ha chiesto un ruolo maggiore per le Regioni europee. In ottobre Illy si è spinto fino a ipotizzare la creazione di una Euroregione, che comprenda il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, la Corinzia austriaca, la Slovenia, la Stiria e in futuro anche Fiume e l’Istria croata.

La seconda tendenza è la conferma di un eccezionale stato di salute dell’asse franco-tedesco, per nulla toccato dalla differenza del colore dei rispettivi governi. A Poitiers Raffarin ha auspicato lo sviluppo di progetti comuni sull’educazione, la ricerca e la formazione, usando parole di fraterna amicizia: “Bisogna sviluppare il gusto della Germania in Francia ed il gusto della Francia in Germania”.

Schroeder, dal canto suo, ha fatto propria la battaglia francese contro il patto di stabilità e si è augurato che i ministri dell’Ecofin non sanzionino i due paesi per il loro deficit pubblico. Lo sviluppo delle relazioni interregionali tra i due paesi confinanti non è che l’ultimo atto di un’alleanza strategica che intende continuare a rappresentare il “nocciolo duro” del continente anche ora che sta arrivando la grande Europa a 25.

L’alleanza ha subìto un’accelerazione eccezionale in seguito alla celebrazione del quarantesimo anniversario del Trattato dell’Eliseo, festeggiato in pompa magna a Versailles il 22 gennaio scorso. Poi è arrivata l’intesa sulla bozza Giscard, l’opposizione alla guerra in Iraq ed ora tutta una serie di atti politici e simbolici che sembrano aprire la strada ad una specie di superstato franco-tedesco (la cosiddetta “Framania”) all’interno della futura Europa. Il vertice di Poitiers mostra che all’intesa si sta infine dedicando anche il primo ministro Raffarin, che proprio nella regione di Poitiers è nato e che, entusiasta del coraggio riformista del collega berlinese, “sta mettendo in opera senza ambiguità – scrive Le Figaro – il credo giscardo-chirachiano, facendo della coppia franco-tedesca il motore dell’Unione europea”.

L’atto politico più rilevante delle ultime settimane è stata la comune offensiva ai danni del patto di stabilità europeo, riguardo al quale Raffarin, in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine, ha parlato della necessità di “un patto moderno”, in cui “il fattore crescita sia importante quanto quello della stabilità”.

Gli atti simbolici recenti più clamorosi sono stati invece la delega di voto che Schroeder, impegnato al Bundestag, ha affidato a Chirac nel vertice di Bruxelles del 17 ottobre, e l’annuncio della preparazione di un libro di storia comune per ginnasi e licei dei due paesi, da un’idea di Chirac e di Schroeder. “La Francia e la Germania inseparabili”, ha titolato Liberation. Gli altri fratelli d’Europa sono avvertiti.


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