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323 - 21.06.07


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Chi scopre dov'è l'inganno?

Mauro Buonocore


I trucchi della politica, le tecniche per scalare la classifica dei consensi, i metodi per vincere con la tv la partita elettorale. Questo è il mestiere dello spin doctor, trovare la strada della persuasione più efficace. E questo è il cuore dell’ultimo libro di Giancarlo Bosetti, direttore di Reset, Spin. Trucchi e tele-imbrogli della politica (Marsilio). Martedì 5 giugno, alla presentazione romana del libro i protagonisti chiamati in causa da Bosetti erano tutti rappresentati. Nella sala della libreria Arion c’era, oltre l’autore, la politica (di destra e di sinistra), con Giuliano Amato e Mario Landolfi, c’era la carta stampata con Ezio Mauro e, rappresentati da Gianni Riotta, c’erano i tg, che del libro occupano pagine molto dense.

Insomma, al centro dell’analisi di Bosetti c’è la politica che punta sulla persuasione emotiva delle persone, preferisce le risse e gli attacchi e nasconde problemi e argomentazioni, mentre la tv è complice del gioco. Questo il nocciolo della discussione in cui Amato ha svelato da che parte mettersi: “I partiti la dovrebbero smettere di spendere soldi per organizzare convegni – ha detto il ministro – per radunare tifoserie prive di lume che vibrano di emozioni di fronte all’appeal retorico dei leader. I partiti dovrebbero invece chiamare le persone a ragionare, invitarle a faticosi incontri che le facciano parlare, informare, discutere di problemi concreti. Le persone, gli elettori, i cittadini hanno la capacità per farlo e ne avvertono forte il bisogno”.
Landolfi ha replicato puntando i piedi nel terreno della politica più pragmatica e ha citato Bismark che avrebbe detto una volta: “In nessun caso si dicono bugie come in guerra, in campagna elettorale e dopo una partita di calcio” (ma ai tempi di Bismark già si parlava così tanto di calcio?). Il presidente della Commissione di vigilanza Rai ha cercato di spostare il nodo della questione; il tema vero, ha sostenuto, non sono tanto le tecniche per raggiungere il consenso, quanto la politica e i suoi contenuti. “Non vorrei – ha detto – che la politica si risolva in una partita in cui le tifoserie si insultano, mentre tra di loro il campo da gioco rimane vuoto”. Metafora sbagliata, ha ripreso Ezio Mauro che ha corretto: “È vero il contrario, a me pare che gli spalti della politica siano deserti e i giocatori fanno la loro partita in uno stadio vuoto”. Mentre il giornalismo è essenziale a trattenere nel flusso delle notizie quelle che possono dare il senso della realtà, quello che manca alla politica, ha detto il direttore di Repubblica rivolgendosi alla sinistra, è la capacità di trasmettere un’idea che sappia fare da collante per le diverse esigenze e ambizioni della società.

“Tutto vero, ma lo spin doctor non c’entra niente”, ha criticato Gianni Riotta. Bush non ha vinto nel 2004 grazie a Karl Rove, considerato da tutti il mago della professione. “La verità – ha continuato il direttore del tg1 – è che vince chi riesce a interpretare le sensazioni degli elettori, chi riesce a capire che cosa vogliono sentirsi dire, gli spin doctor non riescono a mettere in rete una palla diretta fuori dallo specchio della porta”.

Ma una domanda resta aperta: perché mai i tg italiani analizzati da Bosetti mostrano un’evidente magia della campagna elettorale? Scompaiono i fatti e le argomentazioni, si vedono solo la competizione e gli attacchi personali. La magia è semplice: vedete un problema (le tasse, le pensioni, l’immigrazione) accendete la tv e il problema scompare, l’attenzione è catapultata altrove. Si vede il politico, la politica svanisce. Chi sa dire dov’è il trucco?

 

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