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303 - 25.07.06


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Be you, il festival dei giovani

 



C’era una volta: una generazione che si poteva raccontare con qualche verso e due accordi di elettrica. Oggi non c’è più. È tutto molto più complicato.

Spesso si fa riferimento alle proprie esperienze per misurare le cose della vita: è naturale e istintivo. Tutti (o quasi) abbiamo avuto 16 anni, tutti 17 e 18, moltissimi 20 o 25.
Dunque, per parlare di quel particolare snodo dell’esistenza, si tende ad utilizzare categorie note: il cambiamento, le decisioni, le arcinote “esperienze formative”. Solo che, all’alba del nuovo millennio e dei nuovi linguaggi e dei nuovi giovani, queste categorie assumono contorni quanto mai sfumati. I giovani d’oggi sono più curiosi, più grandi dei giovani di ieri; sono più ricettivi, e più confusi; si muovono su terreni e livelli sconosciuti e difficili da interpretare.
Ricevono moltissimo, in termini di comunicazione e stimolo, e poco per quanto riguarda l’ascolto o il servizio. Hanno il dito su mille bottoni e pigiano a caso, alla ricerca, semplicemente, di qualcosa.

Da questo disorientamento naturale, quasi congenito, nasce la riflessione di Paolo Crepet e Vittorio Bo che funge da pietra d’angolo per il be you - young festival.

Da questa pietra nascono per la prima volta, tra il 14 ed il 16 luglio, due case per i giovani, sulle sponde antiche del Mar Ligure. Genova (presso l’area Darsena e il Porto Antico) e Sanremo (nella vecchia stazione ferroviaria), che si trasformano per tre giorni in Ostelli della gioventù: colorati, caotici, chiassosi e allegri nel migliore dei modi possibili; come osserva il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando: “Terra di viaggi ed esplorazioni, ma anche porto accogliente per viandanti e stimoli nuovi; il connubio di tradizione e innovazione che da sempre caratterizza la Liguria si propone come punto di partenza ideale per una riflessione sui giovani. Alla ricerca, come i navigatori che partono e i viandanti che arrivano, di spinte e sfide, ma anche di un porto riparato e accogliente”.

Per i corridoi delle Case be you gireranno a ruota libera le idee, le parole, gli accordi delle chitarre e le evoluzioni degli skate board; si parleranno lingue diverse, si incontreranno persone e stili, volti noti e realtà sotterranee. Di tutto, di più, per scippare parole altrui.

be you festival è reso possibile dal patrocinio della Regione Liguria, dal sostegno di Compagnia di San Paolo e dalla partecipazione di Aprilia e Benetton; si avvale di prestigiose media partnership con MTV e Il Secolo XIX e Radio 19 e rappresenta, come ogni casa, innanzitutto un contenitore. Al cui interno i giovani potranno muoversi seguendo percorsi personali, ognuno diverso e unico. Ad accoglierli, uno scenario vivo e palpitante: ogni giorno, in ogni casa, saranno allestiti spazi pensati appositamente per dare al pubblico il modo di esprimersi ed interagire con be you, diventando esso stesso protagonista, e non solo fruitore. Rampe e trampolini per skate board e pattini, una postazione tecnologica con consolle per giocare e accesso alla Rete, un muro bianco da riempire e far vivere di mille voci. E il mare della Liguria, a fare da confine e orizzonte alle giornate e alle notti be you.
be you festival è anche una bussola, meglio: un vocabolario. Non un’enciclopedia, che insegna e spiega, ma un semplice strumento in mano ai ragazzi, perché vedano e sentano quello che gira intorno. Senza l’affanno di dover rispondere, scegliere, comprare, prendere o lasciare.

Non è una statistica, o un sondaggio, il percorso be you: è una galleria, interattiva, giovane e per i giovani, stracolma di stimoli e di storie, ma senza morale alla fine. Con buona pace di Fedro e Esopo, i tre giorni del festival sono semplicemente una casa, anzi due, per una generazione che, probabilmente stufa di sentire cosa ci si aspetta da lei, è certamente pronta ad essere ascoltata, stuzzicata e, perché no, anche un po’ coccolata. In fondo, parliamo di ragazzi.


 

 

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