264 - 30.10.04


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Il movimento che distrae e consola
Paola Casella

"E' il movimento che distrae e consola". Lo diceva Edgard Degas, e in tutta la sua opera - pittura, scultura, disegni, incisioni - si respira proprio la gioia dell'immagine in moto, il fluire del colore, la torsione della figura nello spazio. A questo movimento incessante, e alla varietà tematica e stilistica delle sue declinazioni, è dedicata la mostra Degas classico e moderno, in visione al Complesso del Vittoriano di Roma fino al primo febbraio 2005: oltre 170 opere fra cui olii, pastelli, bozzetti, sculture e fotografie che ritraggono non solo ballerine e fantini a cavallo ma anche autorevoli colleghi dell'artista - da Manet a Renoir - ma anche donne semplici e uomini di strada - uno per tutti: il Volto di criminale, cui è dedicato un bellissimo pastello, evanescente come il suo soggetto.

Naturalmente però sono le ballerine a fare la parte del leone. Centrale, all'interno della sala grande del Vittoriano, è La ballerina a 14 anni, che a suo tempo destò grande scandalo sia per i lineamenti comuni, quasi rozzi della ragazzina (quando la danza classica sembrava dover essere appannaggio solo delle donne angelicate) che per la spregiudicata fusione di materiali nobili e poveri - il bronzo con la crinolina - che anticipava di mezzo secolo l'arte che l'avrebbe seguita. E poi ci sono i gruppi di danzatrici alle prove, che scendono scale seminascoste nell'ombra per raggiungere pozze di luce all'interno delle sale da ballo, disposte in diagonale, secondo prospettive azzardate e innovative che molto prendevano a prestito dalla fotografia e soprattutto molto le insegnavano (vedi Cartier-Bresson). In questo senso Degas è, prima di tutto, un educatore dello sguardo: costringe chi ammira le sue opere a seguire il suo percorso, ad aderire alle sue scelte compositive.

Lui che proveniva da una famiglia altoborghese e che aveva ricevuto un'educazione tradizionale, anche dal punto di vista artistico, era profondamente democratico nella scelta dei personaggi da ritrarre, e aperto a ogni nuova suggestione, a ogni direzione suggerita dal suo estro e dalle sue frequentazioni umane e artistiche. Al rigore dello studio, che per Degas durerà tutta la vita, si affianca il coraggio della novità, la curiosità verso il sentire diverso della sua epoca. Da qui nasce il titolo della mostra, che mescola "esigenze di perfezione classica a una visione acuta della realtà moderna".

Ma forse sarebbe stato ancora più appropriato intitolare la mostra "Degas sconfinato". L'esibizione al Vittoriano testimonia infatti la spregiudicatezza con la quale Degas sperimentava tecniche nuove e si cimentava con i soggetti più svariati, spingendosi sempre un po' oltre i limiti della sua arte e del suo tempo. La sua opera è una danza inebriante fra buio e luminosità, colore e monocromia, fra il definito del tratto a china e l'indefinito delle chiazze che suggeriscono paesaggi appena accennati sullo sfondo.

I ritratti, spesso fotografici, dei suoi celebri contemporanei sono ricchi di genuina ammirazione, ma anche di umana tenerezza. La sua fascinazione per le figure femminili si rivela nuda nei ritratti di donne al bagno o in camerino, spiate dal buco della serratura ma mai degradate o rese grottesche (come in Toulouse-Lautrec), semplicemente colte in un'initimità verso la quale Degas prova attrazione ma anche profondo rispetto.

La sua severità, la sua intransigenza erano riservate soprattutto a sé, e infatti, già a ventun anni, l'artista si ritrae come una figura solitaria dallo sguardo impaziente e inquisitorio. La sua intuizione fondamentale riguarda la frammentarietà della realtà, il senso di incompiutezza di certi contorni sfaldati che Degas riconosceva come testimonianza viva del suo - del nostro - tempo. Per questo molti dei suoi quadri (soprattutto gli olii e gli acquarelli) sembrano sospesi a due terzi dell'esecuzione, un'impressione creata in modo del tutto intenzionale da un artista tanto maniacalmente perfezionista da arrivare a distruggere molte delle sue opere perché non corrispondevano alla completezza della sua visione.

 

Info:

Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 -19.30; venerdì e sabato 9.30 - 23.30; domenica 9.30 - 20.30
Costo del biglietto: Euro 9,00 intero; 6.50 ridotto
Per informazioni: tel. 06/6780664

 


 

 

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