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238 - 18.10.03


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Esposito e le parole nuove della politica

Corrado Ocone


Roberto Esposito è nato nel 1950 a Napoli. Attualmente è ordinario di Filosofia Teoretica all’Istituto Universitario Orientale e di Filosofia all’Istituto Suor Orsola Benincasa. E’ uno dei più affermati e originali filosofi italiani. Il suo pensiero è andato impostandosi e definendosi nei primi anni Ottanta. La sua ricerca parte dalla constatazione che il tradizionale lessico della politica occidentale si è consunto, non è più appropriato a definire i fatti e le cose della realtà. Ci si è gradualmente resi conto, secondo Esposito, che le parole, i concetti, le categorie con cui si è pensata finora questa fondamentale attività umana lasciano ai margini un lato “impensato” e inesprimibile che chiede con urgenza di essere pensato e espresso.

Esposito, per dimostrare il suo assunto, passa al setaccio una serie di coppie concettuali (democrazia/dittatura, mito/ragione, prassi/tecnica, filosofia/politica, bene/male, Occidente/Oriente), le analizza storicamente e teoricamente e ne mostra i lati oscuri. E’ da questa affascinante opera di decostruzione che nasce Categorie dell’impolitico, del 1988 (Bologna, Il Mulino), l’opera da cui si dirama il suo pensiero successivo. Impolitico è propriamente, per Esposito, lo spazio che segna l’impossibilità del pensiero di aderire completamente alla realtà della politica. Secondo il pensatore napoletano questa mancata adesione è dovuta da una parte all’impossibilità di ridurre a forma e a ordine quanto è di per sé conflitto e caos; dall’altra, più radicalmente, al fatto che il caos è non solo nella realtà della polis quanto piuttosto nell’uomo stesso. L’uomo, soprattutto quello dei nostri tempi, è, come ci hanno insegnato Nietzsche e Bataille, internamente scisso e dimidiato.

Lungi dall’essere un in-dividuo, egli è abitato, per così dire, da forze di diverso tipo in perenne lotta fra di loro. La politica, come attività specificamente umana, risente di questa scissione e conflittualità. Dopo aver pubblicato varie opere che, da diversi punti di vista, sviluppano la prospettiva dell’”impolitico” (ricordiamo: Nove pensieri sulla politica, Il Mulino, Bologna 1993; L’origine della politica. Hannah Arendt o Simone Weil?, Donzelli, Roma 1996; Oltre la politica. Antologia del pensiero “impolitico”, Bruno Mondadori, Milano 1996), Esposito ha riflettuto, negli ultimi anni, sui concetti di comunità e immunità.

Il metodo è sempre lo stesso: attraverso una serrata disamina storico-teorica di alcuni “luoghi” e autori classici, egli giunge a decostruire (cioè a smontare negli elementi di base, sia palesi sia occulti) le categorie e i lemmi più rappresentativi del linguaggio e del lessico della politica. Dalla decostruzione emergono però anche alcune “proposte in positivo”, anche se Esposito è tragicamente consapevole della loro “irrealizzabiltà pratica”: l’ideale di una comunità in cui l’uomo realizzi il suo costitutivo con-essere, precedente alla sua stessa individualità (Communitas: origine e destino della comunità, Einaudi, Torino 1998); l’ideale di un mondo in cui gli individui non mettano in pratica strategie “immunitarie”, non temano il “contagio” e siano anzi disposti a mettersi in gioco e aprirsi all’”altro” e agli “estranei” (Immunitas, Einaudi, Torino 2000).

Attualmente Esposito è impegnato a sviluppare il tema foucaultiano della biopolitica: egli mette cioè a tema la possibilità che la politica ha sempre più, nel nuovo millennio soprattutto, di governare non solo i nostri corpi ma anche la nostra individualità biologica.
Già direttore responsabile dell’innovativa rivista di filosofia politica “Il Centauro” (uscita a Napoli fra il 1981 e il 1986), Esposito è dal 1987 condirettore della rivista “Filosofia politica” de Il Mulino. Le principali opere del filosofo napoletano sono tradotte in diversi lingue, soprattutto in francese. Oltralpe, egli è filosofo conosciutissimo (legato, fra gli altri, a campioni del pensiero quali Jacques Derrida, Francois Jullien e Jean- Luc Nancy) e autorevole membro del Collége de Philosophie.


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